Il Bollettino Titus Brandsma è pubblicato ogni sei mesi dalla Commissione Internazionale per la Giustizia, la Pace e l’Integrità dell’Ambiente. È edito da Antonio Silvio da Costa Junior, O.Carm., Segretario della Commissione.

.CITOC
n. 4   ottobre - dicembre 2004


Riunione annuale della Commission Internazionale di Giustizia e Pace

La Commissione Internazionale di Giustizia e Pace dell’Ordine si è riunita a Kinshasa, dal 2 al 7 ottobre 2004. L’obiettivo della riunione in Africa era innanzitutto incontrarsi e parlare con i fratelli e sorelle del Congo, punto fermo la decisione della Commissione di mostrare solidarietà fraterna con loro. Si è avvertita la mancanza di alcuni membri del gruppo che per motivi vari non sono potuti essere presenti.

I tre primi giorni sono stati d’incontro e di condivisione con la gente e con i nostri confratelli che vivono a Kinshasa.

Nell’incontro con i confratelli della casa Isidoro Bakanja abbiamo accolto il desiderio di una grande attenzione ai diritti umani per creare stabilità in un paese ancora fragile nella sua democrazia: "La Giustizia e la Pace, ricordando l’importanza di valorizzare l’essere umano come creatura di Dio, sottolinea l’urgenza di un maggiore rispetto per i diritti umani". Le azioni di guerra e di guerriglia sono la causa aggravante della povertà e di un continuo giro di corruzione. È emersa anche la necessità di condividere la propria situazione con altri paesi. Il carisma e la spiritualità carmelitana esortano sul come lavorare per la giustizia e la pace: sull’esempio del Profeta Elia, fondando la propria azione sulla preghiera, si stabiliscono vincoli di solidarietà con i poveri in vista di azioni creative.

L’incontro con le Commissioni di Giustizia e Pace della Parrocchia di Kinshasa e del Commissariato ci ha fatto conoscere più concretamente la realtà del popolo congolese, a Kinshasa e all’interno del paese. Ancora una volta il problema della guerra è alla base della miseria umana ed economica del paese; una guerra purtroppo stimolata dagli interessi dei paesi ricchi e dalle grandi compagnie interessate nella ricchezza naturale del Congo, sopratutto cobalto, considerato "l’oro del secolo XXI" per l’uso nell’industria elettronica e informatica. Le Commissioni svolgono un interessante lavoro nel campo della Giustizia e Pace come mediatori di riconciliazione nei vari conflitti quotidiani, familiari e cittadini. Nella regione di Ituri, Bunia e Nioca, la guerra ha provocato grandi sofferenze soprattutto con la terribile piaga dei soldati bambini. Il grosso dell’aiuto è in questo campo: i Carmelitani con le Commissioni di Giustizia e Pace stanno facendo del tutto per far uscire questi bimbi dal vortice di violenza in cui sono coinvolti.

L’incontro con le Suore di Santa Maria dell’Orto ci ha svelato altre drammatiche situazioni circa donne, bambini e famiglie. Le donne della città sono più sacrificate di quelle della zona rurale, poiché lavorano di più e hanno poco o niente da mangiare rispetto alle donne della campagna che almeno possono mangiare. I drammi della violenza e dello sfruttamento delle donne e ragazze sono comuni: si sposano appena raggiunta l’età dello sviluppo con la prospettiva di essere abbandonate con a carico i figli del marito, siano o no i loro. Donne e bambini possono essere lasciati con l’accusa di stregoneria, cosa che fa’ aumentare a dismisura il numero di bambini di strada: si calcola che ci siano 20.000 bambini abbandonati per le strade di Kinshasa, chiamati "chegue" (sceghe). La presenza massiccia di sètte pentecostali rafforza la superstizione delle stregonerie. Inoltre la difficoltà a frequentare la scuola e il poco interesse dimostrato dei genitori crea una generazione alienata e disponibile alle diverse possibilità di sfruttamento.

Con questi primi incontri la CIJPOC ha appuntato nella sua agenda alcune cose:

• vista la positività dell’incontro con la realtà specifica, in questo caso la realtà congolese, si è deciso di programmare l’incontro del 2005 a Curitiba, Brasile, dal 26 agosto a 2 settembre, e lì riflettere la Regola del Carmelo a servizio della Giustizia e Pace e dell’inclusione sociale

• organizzare un corso per i promotori di Giustizia e Pace della Famiglia Carmelitana, frati, suore e laici carmelitani, nel 2006, a fine luglio e inizi agosto, a Fatima, Portogallo, col tema: "Giustizia e Pace e i Carmelitani nel mondo globalizzato"

• sarà pubblicata la collana "Zelo zelatus", che ha già sei articoli pronti in lingua originale su internet e in fascicoli semplici, disponibile all’uso dei lettori per essere tradotta e pubblicata; sarà chiesto di avvisare a chi desidera ricevere copie per l’archivio

• abbiamo condiviso le nostre esperienze personali in campo di Giustizia e Pace durante l’anno 2003-2004

• da un incontro con i domenicani, si è discusso su una idea circa il commercio equo e solidale e gli investimenti etici, praticati già in alcune nostre Province e Conventi: è questo un discorso attinente al nostro voto di povertà vissuto in comunità e di un "aggiornamento" del nostro stile di vita povera. La speranza è che nel prossimo Capitolo Generale si possa presentare l’argomento più concretamente in forma di proposta

• sono stati scritti due messaggi, uno di ringraziamento al Priore Generale per la sua lettera "Il Dio della nostra contemplazione", ed altro a P. Ismael Checa

• il prossimo anno ci cercherà di elaborare uno statuto della CIJPOC: suo costituirsi, ciò che si è fatto e modalità di impegno, perché sia poi sottoposto all’analisi e approvazione del Consiglio Generale

• è già in corso, a Roma, una serie di incontri dei promotori di Giustizia e Pace delle Famiglie Religiose Mendicanti in vista di un approfondimento e aggiornamento dei nostri impegni in questo ambito

• è nato l’interesse ad aiutare e a seguire più da vicino la ONG Carmelitana, proponendo la disponibilità dei membri della Commissione ed altri a partecipare agli incontri dell’ONU in altre sede mondiali, come FAO, UNESCO, OMS, etc.

• si pensa di poter tentare di articolare i lavori di Giustizia e Pace per sei regioni geografiche dove la Famiglia Carmelitana è presente: Africa, Nord Europa, Sud America, Nord America e Caraibi, Asia e Australia, zona del Mediterraneo e Europa dell’Est

• alcune date da ricordare: 21 settembre, preghiera per la pace; 1° dicembre, giornata mondiale contro l’AIDS; 10 dicembre, giornata mondiale dei diritti umani; 6 agosto, giornata in memoria di Hiroshima; 16 febbraio, giornata dei cristiani in cammino per la pace (ricorda un massacro dei cristiani a Kinshasa). Abbiamo accolto con gioia e come giornata d’impegno per la Famiglia carmelitana, la giornata del dialogo tra le religioni abramiche che si celebra ogni anno l’ultimo venerdì del mese del Ramadam Islamico: è questo un impeno di pace che trova eco nella nostra identità eliana

• va incentivata la nostra partecipazione nei diversi Forum Sociali quale importante risorsa di idee e approfondimento delle lotte sociali in vista di un altro mondo possibile

• si è vista insieme l’importanza di raccogliere le documentazioni riguardanti Giustizia e pace provenienti da diversi paesi e realtà, che contengano denunce e informazioni; questo sarà possibile farlo a Roma attraverso la Segreteria di Giustizia e Pace

• il bollettino "Titus Brandsma", riportando notizie ed esperienze di Giustizia e Pace della Famiglia Carmelitana, continuerà ad essere parte del CITOC, come adesso.

• si studierà la possibilità di identificare in qualche modo chi nella Famiglia Carmelitana lavora nel servizio di Giustizia e Pace, per ristabilire la democrazia e svolgere missioni umanitarie. Tale identificazione, fornita in condizioni speciali, sarà sottoposta prima al Consiglio Generale dell’Ordine.


Perchè un centro di sanità a Mpassa, nel comune de N’sele a Kinshasa?

I Carmelitani della RD Congo stanno costruendo un centro polifunzionale nella periferia di Kinshasa. Situato a 24 km del centro della città questo centro polifunzionale, di sanità e di maternità, di istruzione agraria, incontra una regione prettamente agricoltura con la popolazione rurale dal più basso redito di Kinshasa.

Questo progetto dei Carmelitani vuole farsi vicini ai poveri, per ridurre le differenze di opportunità. Rientra nella strategia di sostegno alla dinamica comune che prevede il costruire un quadro di riferimento per la mobilizzazione di tutti. Mettendo in piedi un organismo nazionale che appoggi e armoni le dinamiche comune si pensa a creare le condizioni di crescita durevole ed equa perché il progresso umano sia durevole.

Fondato sui bisogni della popolazione, questo muoversi a largo raggio intende riequilibrare le disparità e ingiustizie presenti nell’ambiente rurale ed urbano da una parte, e tra le regioni -più ricche e meno possenti- dall’altra.

Optando per una struttura sanitaria in questa zona, i Carmelitani vogliono avvicinare la popolazione povera che necessita dell’attenzione sanitaria primaria. L’intento è di far scendere il tasso di mortalità molto alta per le condizioni generali di deterioramento che colpiscono soprattutto le condizioni di vita, delle infrastrutture e dei vari servizi.

La popolazione nel continente africano è stanca dei discorsi demagogici delle classi governanti. Avvertono l’urgenza di una attiva solidarietà che risponde allo schema carmelitano "preghiera – solidarietà – azione creativa". È in tal senso che i Carmelitani vivono e testimoniano la loro vita orante, attraverso la solidarietà con i poveri. La costruzione del centro polifunzionale a Mpassa rappresenta la risposta creativa sulla base dei bisogni espressi della popolazione locale.


Programma "CTO"

L’abbreviazione CTO indica i Centri di Transito/Passaggio e di Orientamento, creati dalla Caritas Diocesana di Bunia, Repubblica Democratica del Congo, nell’ambito della Commissione di Giustizia e Pace.

Il suo obiettivo è quello di recuperare i bambini che non hanno ancora l’età per il servizio militare e arruolamento, ma che la situazione di guerra e violenza degli ultimi anni nell’Africa, nella RD Congo, ha coinvolto in questo servizio, purtroppo.

La Caritas con le autorità statali, la missione ONU (MONUC) e il Commissariato del distretto locale, procedono al reclutamento dei soldati bambini per i CTO maschili e alle soldatesse bambine per i CTO femminili.

In questi centri lavorano educatori ed educatrici che hanno ricevuto una preparazione specifica per accompagnare ed educare questi bambini e ragazzi. Questo programma educativo cerca di aiutarli a prendere coscienza della loro dignità ancora in età infantile. Dopo questo periodo di recupero, quando si è raggiunto l’obiettivo di una adeguata presa di coscienza da parte loro, i bambini e i ragazzi sono reintegrati nelle loro famiglie, o presso altre che li accolgano, magari nei villaggi d’origine.

La loro formazione è responsabilità dei CTO.

La regione nordest della RD di Congo, confinante con Ruanda, Uganda e Burundi, è una delle più colpite dai violenti scontri armati recenti. I conflitti interetnici, insicurezza generalizzata, violazioni dei diritti umani e miserie sono tristi realtà di questa regione congolese.

In quest’ambiente insicuro e violento è frequente l’arruolamento dei bambini e bambine tra i diversi gruppi armati. Sono bambini e bambini scappati di casa, attratti dalle armi oppure spinti dal ritrovarsi soli, dopo aver perduto tutta la famiglia, senza altra speranza che quella di prendere in mano un’arma che dia sicurezza, sopravvivenza e protezione.

Chi desidera ulteriori informazioni o sostenere alcuni dei progetti in corso nel Congo può prendere contatto con con P. Desiré audesire@yahoo.fr o P. Chelo chedhephore@hotmail.com


Per conoscere e capire di più l’Africa:

Sito della Provincia Italiana – Congo
Nigrizia, rivista dei Comboniani
Agenzia Fides
Padri Bianchi
Network per la Fede e la Giustizia di Africa-Europa


 

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