n. 4   ottobre - dicembre 2004
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L’unica fonte d’acqua a Zumalai, Timor Est per una comunità di tredicimila persone e la posizione di una parrocchia carmelitana. Il settimo obiettivo dello sviluppo per il millennio è "una sicura sostenibilità ambientale". Uno degli scopi è di ridurre la metà di percentuale di gente che non ha possibilità di accesso sicuro all’acqua potabile. (foto gentilmente concessa dalla Provincia Carmelitana di Australia e Timor Est)

57° Congresso del NGO Carmelitano e delle Nazioni Unite DPI/NGO

I ministeri carmelitani e gli obiettivi delle NU per lo sviluppo nel millennio

Il 57° Congresso annuale DPI/NGO (Dipartimento della Pubblica Informazione/ Organizzazioni Non Governative) si è tenuto alle sedi delle Nazioni Unite a New York City dall’8 al 10 settembre 2004. Il tema del Congresso era "Obiettivi dello Sviluppo per il Millennio (MDGs): la società civile entra in azione"

Oltre duemilasettecento i partecipanti, rappresentanti di più di settecento NGO (dei millequattrocento affiliati alle Nazioni Unite) da novanta paesi. Sette membri della Famiglia Carmelitana hanno preso parte a tutto o a parte del Congresso, tra cui tre Suore della Congregazione di S. Maria del Monte Carmelo (Luisiana-USA), una delle Suore per gli Anziani e gli Infermi, due Padri dell’Ordine Carmelitano e un Laico Carmelitano. Ha partecipato al Congresso anche il rappresentante del NGO OCD e ha incontrato i rappresentanti del NGO O.Carm.

Gli Obiettivi dello Sviluppo per il Millennio sono un ordine del giorno ambizioso per ridurre la povertà e migliorare le condizioni di vita nel mondo, concordato da tutti i centottantanove Stati, membri delle Nazioni Unite al Summit del Millennio nel settembre del 2000. Per ciascuno degli otto obiettivi è stato stabilito un termine di realizzazione, i più per il 2015, a partire dal 1990 come punto di riferimento. Si vorrebbe costituire un fondo da un target UN dello 0,7% del Prodotto Interno Lordo (P.I.L.) per lo sviluppo d’oltremare dalle nazioni più ricche.

In un discorso registrato fatto vedere all’assemblea, il Segretario Generale Kofi A. Annan ha detto ai presenti che non c’è tempo da perdere per sconfiggere l’estrema povertà e nel immettere il mondo in un percorso più umanitario e più giusto. Ha evidenziato che le persone ovunque desiderano cercare un’ulteriore possibilità per se stessi e per i propri figli. Se gli Obiettivi dello Sviluppo per il Millennio non toccassero tutti gli abitanti del mondo sarebbero più scarsi.

Kofi A. Annan inoltre ha parlato del grande contributo dei NGO al conseguimento di questi obiettivi: "Essi hanno esercitato una grande pressione sui governi per deliberare circa il loro impegno e hanno realmente cambiato la vita della gente".

Completate le formalità, i membri hanno lavorato su cinque obiettivi: (1) cosa sono gli obiettivi; (2) stato attuale della loro realizzazione; (3) verifica degli ostacoli; (4) compartecipazione dei metodi innovativi alle partnerships per attuarli; (5) responsabilità delle società civili (NGO) nel generare una più vasta consapevolezza pubblica e sostegno agli obiettivi.

Tutto questo in preparazione per la revisione quinquennale che avrò luogo nel settembre 2005, termine di realizzazione degli obiettivi del Summit del Millennio.

Quest’anno parti del Congresso di tre giorni è stato in collegamento in tutto il mondo su un sito web interattivo delle Nazioni Unite.

Per maggiori dettagli sul Congresso DPI/NGO, si può leggere il Bollettino Global Network per la Giustizia [volume 4, n. 2 ] su: http://carmelites.info/ngo
 

Obiettivi del Millennio

1° obiettivo: Sradicare la fame e l’estrema povertà e indigenza

2° obiettivo: Realizzare l’educazione primaria a livello mondiale

3° obiettivo: Favorire l’uguaglianza di genere e promuovere la donna

4° obiettivo: Ridurre la mortalità infantile

5° obiettivo: Migliorare le condizioni di salute materna

6° obiettivo: Combattere l’Hiv/Aids, la malaria e altri disagi

7° obiettivo: Assicurare un ambiente sostenibile

8° obiettivo: Sviluppare una collaborazione globale per lo sviluppo

Per i dettagli sul progetto di ogni Obiettivo dello Sviluppo del Millennio e delle finalità di ciascuno, vedere: carmelitani.info/ong

 

Alcuni dei centotrenta bambini in un’aula a più finestre alla scuola primaria della Parrocchia Carmelitana a Zumalai, Timor Est. Il secondo obiettivo dello sviluppo per il millennio è "realizzare la formazione primaria in tutto il mondo" con la meta del 2015 perché tutti i ragazzi e le ragazze abbiano completato la scuola primaria completa (foto gentilmente concessa dalla Provincia Carmelitana di Australia e Timor Est)

I Carmelitani e gli obiettivi del millennio

Il nostro NGO Carmelitano ha iniziato nel modo giusto a generare la consapevolezza degli Obiettivi del Millennio fra i membri dei vari rami della Famiglia Carmelitana. Questa rivista del CITOC mette a fuoco il Congresso e gli obiettivi. Il sito web del NGO Carmelitano, nelle tre lingue ufficiali dell’Ordine, ha già un insieme di collegamenti abbastanza completo per gli Obiettivi dello Sviluppo per il Millennio. Purtroppo la maggior parte delle informazioni fornite dalle Nazioni Unite è soltanto in inglese. Si spera che i redattori delle riviste e dei notiziari carmelitani impieghino un po’ del loro tempo per mettere a disposizione dei loro lettori queste risorse.

Una nuova iniziativa del NGO Carmelitano sarà il bollettino e-mail "News Brevi" che inizierà dal Natale 2004. Questo notiziario elettronico, che inizialmente sarà trasmesso a tutti con la spedizione di CITOC on line, riporterà le varie iniziative e informazioni delle risorse da parte dei Carmelitani nel loro ministero e nelle riflessioni personali (vedere l’articolo corrispondente).

È chiaro che la maggior parte degli obiettivi hanno un collegamento diretto al lavoro di tutti i Carmelitani, uomini e donne, nel mondo intero. Dovrebbe essere a conoscenza di tutti che i paesi più ricchi stanno aumentando il loro fondo per i progetti che contribuiscono a realizzare un obiettivo. Sarà interessante per i Carmelitani dei vari paesi essere informati su questi obiettivi e poter così creare un fondo di assistenza disponibile tramite le partnerships con gli altri NGO della loro area.

Inoltre sarà utile per i teologi come anche per quanti lavorano nelle loro Province e Congregazioni alle varie iniziative per la giustizia e la pace e l’integrità del creato al collegamento con gli obiettivi.

Altri che nei ministeri stanno orientandosi agli Obiettivi dello Sviluppo per il Millennio dovrebbero vincere la loro timidezza senza lasciare ad altri di lavorare. Ad esempio durante il Congresso delle Nazioni Unite il Mozambico è stato riconosciuto come un paese che ha realizzato progressi significativi verso la realizzazione degli Obiettivi del Millennio. Forse i Carmelitani in altre aree hanno potuto trarre un bene dal sentir parlare dell’esperienza circa il Mozambico dai nostri fratelli e sorelle che erano là presenti.

Come si ammette da tutti, gli Obiettivi dello Sviluppo per il Millennio, sono molto ambiziosi. Anche l’obiettivo per lo 0,7% del Prodotto Nazionale Lordo di alcune nazioni per costituire un fondo per queste iniziative è giustamente molto ambizioso.


Chiave della Famiglia Carmelitana al NGO Carmelitano

Da Maggio ci sono stati diversi incontri legati al NGO carmelitano, di cui tre a Roma e uno a New York alle Nazioni Unite.

Il 19 Maggio due rappresentanti del NGO Carmelitano hanno presentato questo movimento all’incontro dei Superiori Generali delle Congregazioni e Istituti affiliati all’Ordine che tutti insieme fanno parte di quella che chiamiamo: "Famiglia Carmelitana". Durante il precedente incontro aveva avuto notevole impulso l’idea di Carmelitani affiliati al Dipartimento della Pubblica Informazione (DPI) delle Nazioni Unite come NGO (Organizzazione non Governativa).

Ursula Diasselliss, O. Carm., Presidente della Congregazione di S. Maria del Monte Carmelo, Congregazione che attualmente è accreditata presso le Nazioni Unite, e William J. Harry, O. Carm., Consigliere Generale per le Comunicazioni e rappresentante al DPI/NGO delle Nazioni Unite, hanno parlato dello sviluppo del NGO carmelitano come progetto della Famiglia del Carmelo e spiegato il ruolo che attualmente ha nelle Nazioni Unite il NGO carmelitano con la sua affiliazione al reparto della Pubblica Informazione.

La seconda parte della presentazione ha chiamato in causa le varie Congregazioni implicate per qualche iniziativa di giustizia e pace. La terza parte della presentazione, toccando progetti già in corso, ha fatto vedere i modelli possibili in avvenire per il NGO Carmelitano.

La presentazione finale è stata su provvedimenti concreti da prendere nell’Ordine perché il NGO Carmelitano si sviluppi e si sviluppi come NGO. Il desiderio è di muoversi verso il successivo livello di affiliazione con partecipazione al Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC).

Il 21 Maggio si è tenuta in Curia a Roma una riunione con i membri della Commissione Internazione di Giustizia e Pace e i rappresentanti del NGO Carmelitano per pianificare le tappe future.

Dal 22 al 23 Maggio un gruppo dei NGO che sono in una certa relazione con l’Ordine si è incontrato al CISA, Roma, per organizzare gli sforzi di cooperazione nelle iniziative internazionali già esistenti. Presenti all’incontro i rappresentanti dell’Associazione P. Carlo Colelli (Italia), le Suore Carmelitane Missionarie di s. Teresa di Gesù Bambino (Italia), la Global Network per la Giustizia (S.U.A.), Karit: Solidari per la pace (Spagna), il Commissariato Provinciale del Congo, la FIDOC (Paesi Bassi), Rainer Fielenback (GerS), i membri della Commissione Internazionale di Giustizia e Pace e il NGO Carmelitano.

Durante questo incontro dei rappresentanti dei NGO che sono in relazione con i Carmelitani, ogni NGO ha illustrato la propria storia e gli attuali sforzi nell’ambito della giustizia e della pace. È stato anche discusso come il NGO Carmelitano potrebbe essere loro di aiuto.

Altro incontro simile è fissato nell’area asiatica per la fine di Febbraio del prossimo anno. (Maggiori informazioni su questa riunione sono disponibili nel sito web del NGO Carmelitano: carmelitani.info/ong).

I rappresentanti del NGO Carmelitano si sono incontrati a New York nel mese settembre nella sede delle Nazioni Unite per prendere parte al Congresso annuale DPI/NGO (vedere l’articolo a parte).

Presentazione del Documento Carmelitano a Paul Hoeffel, presidente, NGO sezione del Dipartimento della Pubblica Informazione delle Nazioni Unite. "Impegniamoci per perseguire la giustizia e la pace per tutti". I Carmelitani sono (da sinistra a destra): John Sullivan, OCD, Jane Remson, OCarm, William J. Harry, OCarm, Helen Ojario, OCarm, Clare Cramer, OCarm e Marcella Bean, OCarm. Il Documento è stato firmato sia da Joseph Chalmers, Priore Generale dei Carmelitani, che da Luis Aróstegui Gamboa, Superiore Generale dei Carmelitani Scalzi (CITOC foto)
 


Abbiamo posto a tavola?

L’idea di trasformare i Carmelitani in una Organizzazione ufficiale Non-Governativa (NGO) ha sollevato qualche domanda: Perché non è possibile creare un collegamento tra l’itinerario carmelitano e la strada che le Nazioni Unite hanno scelto? Io potevo inizialmente non capire che questa nuova impresa fosse tutta mia.

L’Organizzazione NGO carmelitana è ora una realtà, soprattutto grazie agli sforzi positivi dei membri della Congregazione di Nostra Signora del Monte Carmelo in Louisiana. Tuttavia le domande sul senso di tutto questo con la nostra missione non hanno trovato risposte esaustive. Semmai gli interrogativi si sono accresciuti. Quasi quotidianamente mi chiedo: Cosa stiamo facendo noi là come Carmelitani?

La domanda penso sia lecita. Essere Carmelitani non suppone di essere orientati a proclamare il Vangelo? Abbiamo scoperto che la nostra unicità è di essere profeti nella tradizione di Elia e seguendo l’esempio di Maria? Per secoli abbiamo atteso il popolo nelle nostre Chiese, scuole, centri di ritiri e dietro le alte mura dei monasteri? Effettivamente sì.

Ma non c’è anche una parte della nostra tradizione carmelitana che ci chiama a scendere in piazza? Una piazza dove poter incontrare la gente che non comprende il nostro amore al Signore. Una piazza dove scuotere la polvere contro il popolo che non ha compreso o perfino conosciuto le nostre tradizioni carmelitane. Non ci chiede la nostra tradizione carmelitana di cercare il nostro Dio nelle piazze e negli eventi con modalità che non sono tradizionali? Contando su quel misterioso Spirito che soffia dove vuole, non potrebbe questo nuovo spazio essere più recettivo e bisognoso della spiritualità carmelitana più di quanto noi potessimo pensare fino a poco tempo fa?

Nell’ultimo Congresso NGO, sul tema "Ricostruire i popoli dopo la guerra: una comune responsabilità", la sessione di apertura ha avuto luogo nella grande hall dell’Assemblea Generale, la sede più familiare delle Nazioni Unite. Lo speaker principale era Mary Robinson, molto ammirata e insieme contestata per le sue denunce contro le ingiustizie in qualità di Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. È salita sullo stesso podio dove Presidenti, primi Ministri, due Papi, Dittatori e una schiera innumerevole di Ambasciatori hanno parlato per conto del popolo e dei governi del mondo nell’ultima metà del secolo. I Carmelitani presenti si sono seduti nelle sedi riservate abitualmente agli Ambasciatori e al loro staff: i nostri primi passi in questo ambito davvero speciale.

Mi aspettavo di ricevere notizie sulle necessità economiche, sul valore delle forze per custodire la pace, sulla promozione di una migliore comunicazione tra i governi come modi di garantire la possibilità di uscire dalle guerre. La sig. Robinson neppure una volta ha parlato di queste soluzioni tradizionali. Ha invitato invece a instaurare la giustizia attraverso un cammino di perdono e di riconciliazione, attraverso la trasformazione delle persone, da belligeranti a persone orientate al bene vicendevole.

Se avessimo bisogno di una risposta alla domanda spesso fatta circa lo scopo della nostra presenza alle Nazioni Unite, la sig. Robinson ce l’ha data, a voce alta e chiara. Ha detto che niente realmente cambierà nella scena del mondo finché le persone non faranno esperienza di valori autentici, quelli che noi cerchiamo nella nostra vita come carmelitani: il perdono, la riconciliazione.

Mi ha colpito che dopo ottocento anni di esperienza noi abbiamo pochi suggerimenti su quali mezzi occorrano perché questo accada nelle diverse culture internazionali. I Carmelitani non sono venuti fuori da uno stampo. Noi "facciamo" il nostro carisma in una varietà di modi. Impariamo dai nostri santi che sono diverse le modalità per avvicinarsi a Dio. Ma ogni approccio richiede che la persona umana si trasformi. Soltanto allora c’è possibilità di una reale comunione con il nostro Dio e il più vicino possibile.

È necessario avere un posto a questa tavola: sì. È stato evidente durante il Congresso 2004. I Carmelitani appartengono alle Chiese, alle scuole, ai centri di ritiro, e ai monasteri. Ma apparteniamo anche alla più grande piazza. I Carmelitani appartengono a qualsiasi persona che trae beneficio dalla spiritualità del Carmelo. Le Nazioni Unite sembrano essere oggi una delle più grandi piazze nel nostro mondo. Ed ora è disponibile per noi. Io credo che questo spazio ci chieda chiaramente di farci avanti e di conoscere i valore di trasformazione del vangelo. Ci è stato chiesto di prendere parte a questo processo di guarigione del mondo e di contribuire a costruire la comunità umana. Perché non cogliere l’opportunità di servire Dio e il suo popolo in questo modo?

William J. Harry, O. Carm.
Consigliere Generale Carmelitano
Rappresentante del NGO Carmelitano

 


Intervento di Sr Marcella Bean, O. Carm.

Sr Marcella Bean, O. Carm., è stata un’operatrice sociale per trentasette anni. Attualmente fa parte dello staff della Casa S. Patrick a Bronx, New York, all’ombra dello stadio di Yankee, sede della famosa squadra di baseball americana. La sede S. Patrick conta duecentosessantaquattro residenti. La Suora lavora nell’unità dei pazienti affetti da demenza.

Le Suore Carmelitane per gli Anziani e gli Infermi sono state fondate nel 1929 nel Bronx. Due anni dopo c’è stata l’affiliazione all’Ordine Carmelitano. La Congregazione conta oggi duecentoquaranta Suore.

Oggi sono presenti in ventotto residenze per anziani negli USA e a sud di Dublino, Irlanda. Alcune residenze offrono cure residenziali. Altre sono città universitarie che forniscono agli anziani cure che vanno da una vita indipendente a cure a tempo pieno.

In che modo è venuta a contatto con il NGO Carmelitano?

Un paio di anni fa mi è capitato di incontrare Sr Ursula Diasselliss (Superiora Generale della Congregazione di Nostra Signora del Monte Carmelo) alla nostra Casa Mary Manning Walsh a Manhattan, New York. Era là per presiedere alcuni incontri alle Nazioni Unite. Sono andata a incontrarla e abbiamo iniziato a parlare. Mi si sono drizzate le antenne perché mi sembrava tutto a misura per noi carmelitani! Infatti, ero atterrata quando con tutte le altre Suore ho avuto modo di essere presente agli incontri delle Nazioni Unite.

Molti esprimono delle riserve circa le Nazioni Unite e la nostra partecipazione. Secondo lei è naturale esserne coinvolti?

Sì. Ho sentito persone dire che le Nazioni Unite sono a favore dell’aborto e altre cose che naturalmente non sosterremo. Ma penso non sappiano precisamente cosa siano le Nazioni Unite o il NGO. È certamente un luogo in cui è necessario essere presenti perché da sempre siamo stati accanto agli emarginati, ai poveri, a persone in necessità. Incontrare queste persone e confrontarsi con i loro problemi alle Nazioni Unite: questo è naturale per noi.

In quali iniziative di Giustizia e Pace è coinvolta la vostra Congregazione?

Si fa qualcosa di concreto nel rispetto per la vita – la lotta contro l’eutanasia e il controllo delle nascite. Siamo sempre all’allerta per il problema dell’aborto. Lavoriamo con diversi gruppi nelle nostre case e ciò significa che dobbiamo essere pronti a venire a contatti con i problemi di ognuno. Per esempio, i nostri operatori sono iscritti ai sindacati e noi ci assicuriamo che siano retribuiti equamente.

Ci sono persone che vengono a noi dalle Parrocchie, e trattiamo con molti sacerdoti e un vasto gruppo di volontari. Con ciascuno cerchiamo di offrire testimonianza sulle varie questioni della vita.

Qual è stata la sua partecipazione al NGO Carmelitano?

Per parecchi anni sono stata esposta alle Nazioni Unite attraverso il NASW. Le Nazioni Unite hanno anche promosso una giornata internazionale per gli operatori sociali e per gli anziani. Il NGO mi ha invitato agli incontri attraverso le Suore Carmelitane della Luisiana dove si trattava della fame del mondo, la povertà e la vecchiaia. Si è approfondita la consapevolezza in me del mio essere Suora Carmelitana e della fame e della sofferenza del mondo.

Quali altri coinvolgimenti ha avuto?

Clara Horn e io siamo state invitate a partecipare al Congresso delle Nazioni Unite. Io lavoro con Claire nella mia assistenza sociale. Era un Congresso internazionale convocato per discutere i problemi riguardanti gli anziani. Era un gruppo di circa trenta persone da tutto il mondo. Si è parlato di: eutanasia, alimentazione, vestiti, cure disponibili, luoghi dove gli anziani sono rispettati e dove no. Era tutto focalizzato sull’anzianità.

In che modo la partecipazione al NGO Carmelitano l’ha interessata personalmente?

L’essere informati di ciò che avviene del mondo e dell’importanza del nostro interagire consente una vita di preghiera più intensa. Non possiamo restare passivi di fronte a tante tragedie. Che cosa realmente fa il Carmelo perché non avvengano?

Non sono una Superiora. Mi occupo di sanità, di morte e di chi muore. Si allargano gli orizzonti su un mondo più vasto, mi educo a ciò che avviene. Come Carmelitani dobbiamo esserci, siamo chiamati a prendere contatto con queste situazioni reali che approfondiscono la nostra vita spirituale.


Alcuni dei più di duemilasettecento rappresentanti della oltre metà dei NGO accreditati per le Nazioni Unite nella prima sessione del 57° Congresso delle Nazioni Unite DPI/NGO l’8 settembre 2004. La prima sessione si è tenuta tradizionalmente nella Hall dell’Assemblea Generale, luogo veramente familiare alla maggior parte delle persone (CITOC foto)


"I nuovi titoli " per portare ai membri della Famiglia le news del NGO carmelitano

Una nuova iniziativa del NGO carmelitano sarà il nuovo notiziario elettronico trasmesso a tutti i membri della Famiglia Carmelitana e ad altri che lo desiderano ricevere per e-mail. La mailing list inizierà con chi attualmente riceve il CITOC-online oltre a coloro che sono iscritti nella mailing list della Curia.

Ogni notiziario conterrà informazioni su temi di Giustizia e Pace e in particolare il NGO Carmelitano. Ci sarà un link per chi volesse avere ulteriori informazioni.

Il notiziario sarà spedito nelle tre lingue ufficiali dell’Ordine inizialmente ogni mese. In ogni invio sarà possibile, tramite link inserito, cancellarsi dalla mailing list.

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