n. 4   ottobre - dicembre 2004
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Storia curiosa di un quadro

Al Centro Internazionale S. Albert in Rome si conserva un quadro di uno dei santi più venerati dai carmelitani. Il Santo in questione è S. Alberto degli Abati, detto anche di Trapani, sua città natale. Morto probabilmente nel 1307, il Santo si distinse come predicatore e taumaturgo, e fu il primo ad avere un culto specifico nell’Ordine, che lo considera come suo ‘padre’, titolo condiviso con l’altro santo del suo tempo, il martire Angelo di Sicilia. Nel lato inferiore del quadro un cartiglio reca la scritta in latino: “Studiorum mecenati divo Alberto theologiae bacconicae candidati tabulam inaugurarunt 1704.” Si tratta della dedica fatta dagli religiosi studenti nello studium generale della Traspontina al loro patrono. L’origine del quadro è legata ad una curiosa storia.

Nel corso della seconda metà del secolo XVII il curricolo degli studi per il conseguimento dei gradi accademici subi nell’Ordine notevoli variazioni, sia nei contenuti, sia nelle condizioni richieste per l’accesso a ciascun grado, sia nell’impostazione e organizzazione stessa che le case dagli studenti dovevano assumere, anche rispetto ad orari e periodi di lezioni e relative vacanze. Gli aspetti normativi del curricolo degli studi, disciplinato nelle Constituzioni del 1625, venivano modificati e variati da interventi di capitoli generali successivi e sopratutto con l’azione di un priore generale, Giovanni Feijó de Villalobos. Questi nel 1692 emanava una serie di decreti assai esigenti sugli studi nell’Ordine. Il programma di Feijó, riflettendo la pratica spagnola, si dimostrò impraticabile altrove, specialmente in Italia. Di qui numerose proteste da varie parti.

Quando, nell’aprile del 1700, il priore generale seguente, Carlo Filiberto Barbieri, volle verificare se gli studi erano compiuti secondo tali decreti, gli studenti dello studium della Traspontina, che era allora un dei più prestigiosi nell’Ordine, ricorsero alla Congregazione dei Vescovi e Regolari per ottenerne la dispensa e continuare l’assegnamento dei gradi e il seguire l’ordinamento dello studium nei suoi giorni di scuola e nei periodi di vacanza come era consuetudine da più di cent’anni nello studium stesso. Così il 9 settembre ottennero un decreto a loro favorevole e confermato da un breve di Clemente XI in data 9 settembre 1701. Con tale decisione era d’accordo anche il priore generale Barberi, che si era già pronunciato a favore degli studenti della Traspontina.

Vi furono però alcuni religiosi ‘zelanti’ (tra cui sembra anche qualcuno del governo centrale dell’Ordine) che si opposero a tale concessione. Di qui un nuovo ricorso, sempre all suddettta Congregazione dei Vescovi e Regolari, e, attraverso vie poco chiare, detti “zelanti” ottennero la sospensione del breve pontificio. Gli studenti reagirono e promossero pressa a S. Sede un processo contro quei “zelanti” che si definivano “La Religione Carmelitana,” senza mai però manifestare il proprio nome.

La causa vennetratta dalla solita Congregazione dei Vescovi e Regolari. Durò vari mesi, con l’ascolto e l’esame delle motivazioni di una parte e dell’altra, e degli inconvenienti e osservazioni segnalate dai difensori di entrambe le parti. Alla fine, il 10 novembre 1702 vnne decretato irrito e nullo quanto ottenuto dagli “zelanti” e si dava piena soddisfazione agli studenti della Traspontina, confermando quanto già essi avevano ottenuto dal papa.

Quando il capitolo generale del 1704 aggiornò semplicemente la larte delle costituzioni che trattava degli studi, eliminando leggi e ordinanze stabilite da Villalobos “diritti” ed offrirono al priore generale in segno di riverenza il quadro di S. Alberto, di cui non si conosce l’autore.

Emanuele Boaga, O. Carm.
Archivum Generale

Diverse attività culturali della Regione Iberica

Dopo le varie opere che sono state pubblicate negli ultimi anni, soprattutto di ordine storico, nella Regione Iberica si stanno elaborando alcuni progetti di interesse per la "cultura carmelitana":

· Si sta preparando un libro in omaggio ai pp. Pablo Garrido e Balbino Velasco di ringraziamento per la loro ampia produzione su temi carmelitani.

· Nella Provincia Arago-valentina si sta ultimando l’allestimento della Biblioteca de Onda (Castiglia) e si sta attualizzando con un moderno sistema informatico che la renda maggiormente utile e disponibile per gli eventuali ricercatori di tematiche carmelitane.

· Vedrà presto la luce il primo numero della rivista Fonte (diretta da p. Luis Gallardo) che tratterà temi monografici in due parti: la prima con studi teologici, storici, ecc. e la seconda con abbondante materiale per la pastorale e la vita spirituale delle comunità. Il primo numero sarà dedicato al "Laicato carmelitano" e tra gli altri lavori sarà riportato l’Incontro della Famiglia Carmelitana che ha avuto luogo a Tarragona lo scorso mese di luglio.

· Il Commissariato del Portogallo contina a pubblicare annualmente la rivista Carmelo Lusitano che affronta diverse tematiche di storia e spiritualità carmelitana.

· Infine, nella Provincia Baetica si è avviato lungo l’ultimo trienno nelle diverse comunità il catalogo dell’Archivio Storico della Provincia (Siviglia) così come della Biblioteca di Jerez della Frontera che conta un gran numero di esemplari.


L’Istituto «San Pier Tommaso»

I partecipanti al programma 2004 dell’Istituto San Pier Tommaso a Nocera Umbra, Italia (foto cortesemente concessa dagli studenti della Provincia Italiana)

L’Istituto «S. Pier Tommaso» fu fondato nel 1944, intitolando al santo carmelitano vissuto tra il 1305-1366) le scuole di liceo classico e filosofia della Provincia Romana. Nel 1995, la Provincia Italiana decise di dedicare allo stesso santo il collegio dei professi. Si decise di recuperare il titolo dell’Istituto, di per sé mai estinto. L’Istituto intende dare continuità al cammino formativo dei professi della Provincia Italiana e consolidare la loro specifica formazione carmelitana.

L’Istituto, oltre a conferenze tenute soprattutto in occasione della festa annuale – di solito la domenica dopo l’Epifania –, organizza ormai da sei anni il Corso di storia e spiritualità carmelitane, riconosciuto dalla Facoltà Teologica «Marianum», obbligatorio per i professi e aperto a tutti i religiosi e laici interessati. Infine ha pubblicato quattro Quaderni dell’Istituto S. PierTommaso (Roma, 1997, 1998, 2000, 2002), e l’Antologia dello Scapolare, a cura di G. Molinari, Roma 2001.

Corso di Storia e spiritualità dell’Ordine Carmelitano

Dal 13 al 24 settembre si sono svolte nel convento carmelitano di Nocera Umbra le prime due settimane del 3° anno del Corso di storia e spiritualità dell’Ordine Carmelitano.

Vi hanno preso parte 34 studenti tra ordinari e uditori: 12 professi studenti, 10 suore di clausura, 2 suore dell’Istituto di Nostra Signora del Carmelo e 10 suore Carmelitane Missionarie di S. Teresa del Bambino Gesù. Le eremite Carmelitane di Monteluro (PU), che avevano frequentato i primi due anni del corso, non sono potute restare con noi anche quest’anno per impegni comunitari, ma hanno partecipato al giorno di apertura e ci hanno poi accolto per un momento di fraternità il sabato 18.

La tematica centrale di quest’anno concerneva gli ultimi due secoli di vita dell’Ordine, caratterizzati dalla crisi dovuta alle soppressioni e ai vari movimenti rivoluzionari susseguitisi nel XIX secolo e dai vari sforzi tesi alla ripresa, alla restaurazione e alla rinascita dell’Ordine, soprattutto nel XX secolo. Sono state presentate alcune delle figure principali del periodo inserite nel contesto storico. Hanno suscitato interesse le lezioni sulle fondatrici degli Istituti femminili di vita attiva, le venerabili Maria Teresa Scrilli (†1889), fondatrice dell’Istituto di Nostra Signora del Carmelo, e Crocifissa Curcio († 1957), fondatrice delle Suore Carmelitane Missionarie di S. Tersa del Bambino Gesù. Fernando Millán ha presentato la figura e l’opera di p. Bartolomeo M. Xiberta († 1967).

Luigi Borriello ha tracciato il profilo di s. Teresa di Gesù Bambino, s. Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) e della b. Elisabetta della Trinità. Giovanni Grosso ha inserito nel novero di diverse figure eminenti il b. Tito Brandsma († 1942) e il p. Giovanni della Croce Brenninger († 1946).

Emanuele Boaga ha illustrato l’evoluzione della comprensione dell’identità carmelitana e dunque del carisma negli anni del postconcilio, e indicato i tratti emergenti della concezione delle due figure ispiranti di Maria ed Elia.

P. Giuseppe Midili ha illustrato il delicato passaggio dal rito proprio a quello romano, avvenuto nel 1972, e ha presentato il santorale proprio dell’Ordine con alcuni suggerimenti per la sua utilizzazione.

Nell’ultima parte del corso, che si terrà nei primi giorni del prossimo gennaio, verranno presentati la teologia dello Scapolare nel passaggio del postconcilio, la nuova Regola del Terz’Ordine Carmelitano e un panorama attuale dell’Ordine con una riflessione su cosa può dire la Regola ai Carmelitani d’oggi.

Si è così avviato felicemente a conclusione il secondo ciclo del Corso. Il prossimo triennio dovrebbe iniziare, a Dio piacendo, nel settembre 2005. Ci si augura che possa ancora servire a far crescere la coscienza dei religiosi e delle religiose carmelitani riguardo il proprio carisma e le possibilità di attuarlo nell’oggi con fedeltà creativa.


Visita negli Archivi e Librerie dei più antichi Monasteri nella Spagna del Sud

Dal 28 Marzo al 9 Aprile 2004, Fr Manuel Anguiano, archivista e bibliotecario della Curia Generalizia a Roma e archivista per la Provincia Baetica e William J. Harry, Consigliere Generale e responsabile per la Cultura, hanno visitato gli otto monasteri della Federazione "Mater et Decor Carmeli": Siviglia, Utrera, Aracena, Villalba, Osuna, Antequera, Granada, Cañete la Real. Questi monasteri sono stati scelti perché i più antichi dell’area spagnola.

La visita aveva diversi scopi: 1. ottenere informazioni sugli antichi testi dei monasteri come parte del progetto di catalogazione delle Biblioteche carmelitane di tutto il mondo; 2. visitare gli archivi di ogni monastero; 3. incoraggiare a curare e sviluppare queste importanti collezioni in ciascun monastero attraverso persone preparate a questo perché sia facilitato il lavoro di protezione.

Durante la visita sono state scattate foto ricordo di ogni monastero e delle comunità come anche alcune del patrimonio che ogni monastero possiede: foto della costruzione, statue, pitture, finestre istoriate, libri e scudi carmelitani.

È stato chiesto ad ogni monastero di elaborare una lista dei libri dal XVIII secolo o prima.

"In ogni monastero le sorelle erano felici di essere parte di un progetto che incrementi la cultura nell’Ordine" ha detto William Harry. "Era commovente vedere l’amore e la cura con cui sono stati conservati libri e opere d’arte carmelitane durante i secoli. E questo anche in situazioni davvero difficili. Ero talmente elettrizzato che ho fotografato tutto!"

Fr Manuel ha lavorato negli anni passati con alcuni di questi monasteri e così si sono ben organizzati i materiali di biblioteca e di archivio e si mantengono in ordine per l’opera di alcune sorelle della comunità.

In alcuni monasteri le biblioteche sono state ridotte dalle varie soppressioni, dalle guerre e dalla terribile realtà che a volte nella storia i monasteri hanno dovuto vendere ciò che avevano per comprare di che sostentarsi. "Non c’è alcuna intenzione rimuovere nulla dai monasteri" assicura William. "L’unico intento è di aiutare le sorelle a capire che sono custodi importanti di una parte della nostra ricca storia".

È in preparazione un CD delle foto scattate nei monasteri. Una copia si conserverà negli archivi a Roma e una seconda copia sarà inviata al monastero come segno di ringraziamento per l’ospitalità e la compiacenza a partecipare a questo progetto.


Schema di: Un libro al mese

Circa due anni fa la Commissione di spiritualità della Provincia Irlandese ha dato il via ad un progetto per distribuire libri di spiritualità Carmelitana ad ogni Comunità. Subito dopo anche la Provincia Britannica ha voluto scegliere questo progetto. Lo scopo è quello di fornire ad ogni Comunità una biblioteca solida di testi carmelitani così come anche i nuovi libri sulla spiritualità carmelitana che possono passare inosservati ad alcune Comunità.

La praticità di questo schema è semplice: si elabora una lista di libri e si sceglie un luogo di distribuzione perché siano inviati ad ogni Comunità su base mensile con fattura allegata (nel caso della Provincia Britannica la fattura va all’Economo Provinciale). Per le Province Britanniche e Irlandesi, il servizio del Libro Carmelitano parte dalla comunità di Boar Hill dei Frati Scalzi che distribuisce i libri.

Nella Provincia Britannica era stato stabilito che avrebbero ricevuto i libri le comunità della Famiglia Donum Dei, le Leaven e le Biblioteche Carmelitane Secolari.

È un progetto che nella sua semplicità va avanti bene. Ogni Comunità ha la possibilità di sviluppare pian piano una collana di solido materiale di lettura che chiede soltanto a un fratello in Provincia di elaborare ed effettuare una lista dei libri.


 

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