n. 4   ottobre - dicembre 2006
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Formazione e comunicazione a servizio della comunità
2-9 settembre 2006
Congresso internazionale dei laici carmelitani

Il Priore Generale dei carmelitani, p. Joseph Chalmers, ha formalmente aperto il Congresso Internazionale domenica 3 settembre all’Istituto Il Carmelo di Sassone. Il saluto iniziale è stato rivolto ai 240 partecipanti, provenienti da 25 paesi, dal Delegato Generale per il Laicato Carmelitano, p. Joseph Jancar, O. Carm.

Le sei conferenze del programma sono state tenute dall’ex Priore Generale p. John Malley, O.Carm, Miguel Norbert Ubarri, del T.O.C. di Porto Rico; Anita Renehan, Segretaria Generale del T.O.C. australiano; Giambattista Genovese, del T.O.C. italiano; Sylvia Lucas, T.O.C. di Gran Bretagna e Tito Figuireôa, carmelitano del Brasile.

Dopo ogni conferenza, i partecipanti hanno formato piccoli gruppi linguistici per discutere le domande poste dai singoli relatori. I verbali dei gruppi saranno raccolti negli "Atti del Congresso", pubblicati dalle Edizioni Carmelitane, e disponibili fra breve.

Laici Carmelitani di 8 diversi paesi e culture hanno succintamente esposto la loro personale esperienza formativa: per l’Italia, Luca Venturi della comunità La Famiglia; per la Gran Bretagna, Johan Bergström-Allen; per il Brasile, Amanda Rodrigues Jordão; per l’Australia, Teresa Paradowski; per la Spagna, Jaime Lledó Patiño; per gli Stati Uniti, Rose Mary Lancellotti; per l’Indonesia, Hubertus Suprashartono; per l’Africa, Jennifer Wanijku John (Nairobi, Kenya). Maria Manella (Italia) ha illustrato l’esperienza del "Carmelo Domestico", gruppo di recente formazione per le famiglie.

Le suggestive liturgie, preparate dagli studenti carmelitani e dal loro coordinatore Mihai Augustin Folner, O.Carm, hanno ben corrisposto alla varietà linguistica e culturale dell’assemblea. P. Carlos Mesters, O.Carm., ha tenuto un’ora di lectio divina.

Il mercoledì corrente durante il Congresso, i partecipanti si sono portati a Roma in pullman per l’Udienza del Papa in San Pietro, fermandosi poi a pranzo in un ristorante vicino. Il pomeriggio è stato lasciato libero per consentire loro di fare qualche giro e un po’ di shopping prima di ritrovarsi tutti a S. Maria in Traspontina, vicino Piazza San Pietro, alle 17,00, per la Messa. Il viaggio di ritorno a Sassone ha seguito un percorso turistico con la spiegazione di guide esperte.

I partecipanti al Congresso sono stati invitati a mostrare e condividere materiale esemplificativo del proprio cammino di formazione. A tal fine è stata allestita una sala chiamata "Il Mercatino Carmelitano". Un contributo notevole è stata la mostra di Timor Leste. Timor est ha esibito al mercatino alcune foto sulla recente situazione di sofferenza che vi si sta vivendo, suscitando una viva consapevolezza della necessità di fondi per la realizzazione di infrastrutture che provvedano almeno il minimo richiesto per sopravvivere.

Ecco perché i molti e colorati prodotti artigianali esposti hanno presto trovato degli acquirenti impressionati dall’urgenza disperata di questa piccola nazione. Il Mercatino si è trasformato in un’esperienza di gioia, canto e danza, abilmente sostenuta dai partecipanti africani. Ogni sera le barriere linguistiche e culturali si dissolvevano mentre i partecipanti si ritrovavano nel cortile per conversare, ridere, cantare e danzare. Piacevolissima è risultata una serata di intrattenimento, con la presentazione, da parte delle varie province, di temi relativi alle diverse culture e tradizioni.

Il resoconto del Congresso è stato presentato dal Delegato Generale per il Laicato Carmelitano, p. Joseph Jancar prima della Messa conclusiva, presieduta dal Priore Generale p. Joseph Chalmers, O.Carm. I membri della Commissione Generale del Laicato Carmelitano, ospiti del Congresso, hanno guidato una processione dalla cappella interna al tempietto del giardino. I partecipanti hanno avanzavano con le candele accese al canto Ubi Caritas. Un membro della Provincia Italiana ha portato la grande icona della Madonna del Carmelo e i membri della Commissione hanno distribuito delle piccole croci di legno, benedette dal Priore Generale presso il tempietto.

Amanda Rodriguez Jordão, un membro del Terz’Ordine di Pernambuco, Brasile, ha definito l’incontro "molto bello sotto tutti gli aspetti". Una pediatra, membro della Commissione Internazionale per il laicato carmelitano, ha detto: "La nostra commissione è rimasta molto soddisfatta dei risultati – è stata una meravigliosa opportunità per i laici di incontrarsi, discutere della nostra struttura organizzativa e comunicativa e cercare insieme vie di miglioramento".

"A Sassone, ho visto come il carisma dell’Ordine si incarna nei laici carmelitani a seconda dei loro paesi. Ma ho visto anche la sua costante ricchezza espressiva", ha affermato Carlos Castagnola, segretario della Commissione Mista OCARM-OCD per l’America latina e i Carabi.

Alla domanda circa il punto saliente dell’incontro, la risposta è stata immediata: "Senza dubbio la Lectio Divina. È stata un’incredibile esperienza di preghiera in comune, pur in varie lingue – condivisione, preghiera, canti in diversi idiomi. Incredibile!"

Per Carmen Reátegui di Lima, Perù, l’incontro di Sassone è stata la sua prima esperienza carmelitana internazionale. "Mi sono commossa alla presentazione di Jennifer [Wanjuku John], giovane infermiera per i malati di Aids del Kenya. Ha parlato del simbolismo del fuoco nelle comunità africane, come la comunità lo consideri essenziale poiché dà calore, permette di cucinare i cibi, fa da richiamo per i loro incontri serali, quando si riuniscono per conversare delle loro cose. Il fuoco, come quello di Elia e dello Spirito Santo, è un simbolo importante anche per noi carmelitani. Anche noi siamo in viaggio poiché il cammino del Carmelo è un pellegrinaggio, eppure la nostra vita trova un punto fermo, un sostegno significativo nel fuoco".

Fr. Désiré Unen Alimange, O. Carm, Commissario Provinciale del Congo, riferisce che ogni partecipante ha rinnovato il proprio impegno ad annunciare Cristo Crocifisso e Risorto con l’intercessione della Beata Vergine del Carmelo. Ciascuno ha ricevuto una croce del Congresso in ricordo di tale impegno.

Il Congresso si è rivelato un’esperienza unica di ascolto, conoscenza, condivisione e fraternità reciproca, per rinsaldare vincoli di simpatia e stringere nuove amicizie nel Carmelo. Una vera riunione di Famiglia Carmelitana!

Anita Renehan
Segretaria Internazionale per il Laicato Carmelitano


Corso Internazionale per formatori discute sull’inculturazione del carisma carmelitano oggi

I Formatori carmelitani, rappresentanti i programmi dei cinque continenti, si sono incontrati in Nairobi, Kenya, dal 24 luglio al 5 agosto 2006, per discutere sull’inculturazione del carisma carmelitano oggi. L’incontro si è tenuto al Centro spirituale delle Dimesse Sisters.

Il corso è iniziato con una personale introduzione e presentazione delle somiglianze e differenze dei programmi di formazione nelle province e nei commissariati.

P. Thomas Grenham, SPS, ha tenuto la prima conferenza, dal titolo Sintesi Globale: chi siamo e a chi apparteniamo in un mondo che cambia. Egli ha proiettato la realtà della globalizzazione culturale con le relative influenze nella nostra identità individuale. Non appena il gruppo ha terminato l’approfondimento della questione centrale («Chi sono e a chi appartengo in un mondo in cambiamento»), padre Grenham ha invitato i partecipanti a ricostruire gli elementi della nostra identità carmelitana, mettendo in rilievo in primis quelli essenziali e, pertanto, non negoziabili e, in secondo luogo, quegli aspetti del carisma carmelitano che si possono definire negoziabili.

P. Elochukwu Uzukwu, CSSp, ha fatto riferimento al tema dell’inculturazione muovendosi dalle definizioni tratte dai documenti ufficiali della Chiesa, fra i quali testi di Giovanni Paolo II, Paolo VI e il documento conciliare Ad Gentes. P. Elochukwu ha proposto la Bibbia come base dell’inculturazione e dell’essere cattolici in un mondo multiculturale e multireligioso.

Alla luce delle due relazioni, i partecipanti sono stati invitati ad identificare le questioni reali, le domande, le necessità delle persone nelle loro rispettive culture. Al termine degli interventi degli esperti, i partecipanti hanno fatto una lectio divina  sulla RIVC (#23-49) sia a livello individuale che come gruppi e come regioni. I partecipati hanno posto l’accento sui termini che riguardano i fondamentali valori carmelitani e li hanno espressi in forma di preghiera.

I convegnisti, poi, hanno vissuto due esperienze molto toccanti visitando un orfanotrofio per bambini HIV positivi (Nyumbani) e vedendo il lavoro delle Missionarie della Carità nella più grande baraccopoli africana (Kibera).

I convenuti hanno presentato tre memorie critiche sulle loro rispettive aree di provenienza e la risposta carmelitana da dare alla luce del carisma. Specifiche strategie sono state sviluppate per i programmi di formazione regionale e locale: esse sono il risultato pieno dell’incontro e la loro divulgazione è affidata ai partecipanti.

L’incontro è stato organizzato dai membri della Commissione Internazionale per la Formazione Moderatori della conferenza sono stati: Quinn Conners (PCM) and Conrad Mutizamhepo (Hib-Z).

Tutte le regioni hanno proposto dei metodi per rispondere a queste realtà alla luce del carisma carmelitano a differenti livelli di formazione. Ne è scaturito quanto segue:

Vocazioni:

riconoscere ed apprezzare la realtà multiculturale dell’Ordine in tutti i suoi programmi e materiali;

valutare i candidati al Carmelo in termini della loro abilità ad essere formati olisticamente.

Formazione iniziale:

programmi di studio in ambienti multiculturali;

sviluppo della sensibilità alla giustizia e pace dei formandi (prevedendo, ad esempio, esperienze di vita con gli emarginati);

aggiornamento delle nostre biblioteche e dei materiali di studio nelle case di formazione; cooperazione continua fra le province per rendere disponibili le risorse;

affrontare la sfida dell’unificazione dei programmi di noviziato e considerare, ove possibile, l’unione degli studi filosofici e teologici.

Formatori:

prendere in considerazione lo scambio di personale fra province/commissariati;

formare i formatori perché i candidati siano formati nella realtà multiculturale dell’Ordine e delle province/commissariati.

Formazione permanente:

la formazione permanente dei Carmelitani include la dimensione multiculturale (cooperazione fra le province per creare comunità).
 


Questioni critiche delle Regioni dell’Ordine

Le tematiche seguenti si sono rivelate essere questioni sensibili nelle varie regioni:

Regione Asia Pacifico: globalizzazione e povertà, giustizia e pace, ecumenismo e dialogo interreligioso.

Africa francofona: guerra, miseria e corruzione politica.

Africa anglofona:  povertà, giustizia, pace ed educazione.

America latina:  povertà quale frutto della corruzione politica, necessità della Chiesa di riscoprire la propria dimensione pastorale e profetica, violenza urbana.

Europa I:  perdita di fiducia nelle istituzioni in generale e a tutti i livelli (chiesa, famiglia, politica ecc); ricerca del senso del vivere, dialogo critico, ma costruttivo e positivo, con il secolarismo.

Europa II-Nord America:  polarizzazione (economica, religiosa e sociale); famiglia; rilievo della Chiesa istituzionale.

Pausa di lavoro dei partecipanti all’incontro dei Formatori Carmelitani a Nairobi, Kenya, dal 24 luglio al 5 agosto 2006. (Foto gentilmente concessa da Raul Maravi)


Insediamento del vescovo Lucio Angelo M. Renna, O. Carm., nella Diocesi di San Severo

Sabato 14 ottobre 2006, mons. Lucio Angelo M. Renna, O. Carm., si è insediato nella sua nuova Diocesi di San Severo, Italia.

La solenne celebrazione eucaristica si è svolta al Palasport Comunale di San Severo, alla presenza del Nunzio Apostolico per l’Italia, mons. Paolo Romeo, del vescovo dimissionario mons. Michele Seccia, e del vescovo di Isernia, mons. Andrea Gemma.

Presenti un gran numero di sacerdoti della Diocesi di San Severo e anche di Avezzano, ex Diocesi di mons. Renna, membri della Curia Carmelitana di Roma e della Provincia Napoletana, religiose, autorità civili e molti fedeli.

Nella sua omelia, il vescovo Renna ha detto: "All’inizio del mio ministero pastorale in questa Chiesa locale, non cerco il prestigio ma desidero soltanto servire. Esercitare un compito di governo non significa separazione dal popolo, ma comunione con esso. Chiedo l’aiuto di tutti perché io possa acquisire una conoscenza ancor più profonda della realtà socio-ecclesiale di questa Diocesi".


     
Tito Brandsma ancora in viaggio - Nella regione nord-orientale dei Paesi Bassi, 40 nuovi treni sono stati battezzati con i nomi di altrettanti personaggi famosi di quel territorio. Fra questi, figura il nome di Tito Brandsma. E così Tito viaggerà ancora attraverso la sua amata terra. Un autore olandese, Godfried Bomans, ebbe a dire una volta che Tito Brandsma è stato l’unico a santificarsi in treno. Padre Tito infatti non guidava l’automobile ma preferiva i mezzi pubblici. Il ritmo del viaggio ferroviario ha accompagnato la stesura di molti dei suoi testi. Ecco perché il suo nome ben merita di essere immortalato su un treno.
 

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