n. 4   ottobre - dicembre 2005
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La ONG Carmelitana partecipa al 58° Congresso DPI/ONG delle Nazioni Unite

Tre membri della ONG Carmelitana hanno partecipato al Congresso Annuale di DPI/ONG (quello delle ONG affiliate al Dipartimento delle Pubbliche Informazioni delle NU) il 7-9 settembre 2005 presso le NU a New York. Il Congresso, intitolato La Nostra Sfida: Voci per la Pace, l’ Alleanza e il Rinnovamento, ha riunito circa 2.000 rappresentanti di ONG ed altri membri della società civile da più di 80 paesi. Sono 1.400 le ONG affiliate al Dipartimento delle Pubbliche Informazioni delle NU.

Il Congresso è stato pensato per rendere nota al pubblico la relazione del Segretario Generale delle NU Kofi A. Annan, intitolato Nella Maggiore Libertà: Verso lo Sviluppo, la Sicurezza ed i Diritti Umani per Tutti, che fa una panoramica sull’agenda del Vertice Mondiale 2005 che sarebbe cominciato la settimana dopo il Congresso delle ONG. È stata un’occasione perchè le ONG esprimessero i loro punti di vista sul raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo per il Millennio (MDG), Pace e Sicurezza, Diritti Umani e Rafforzamento delle Nazioni Unite.

Sr Helen Ojario della Congregazione di Nostra Signora del Monte Carmelo ha potuto partecipare malgrado l’evacuamento da New Orleans a causa dell’uragano Katrina. Hanno anche partecipato Fr. Hariawan Adji, membro della Provincia Indonesiana e la signoraVeronica Treanor Heekin, membro del Terzo Ordine dalla Provincia S. Elia negli U.S.A. (si vedano i relativi articoli).

Dal momento che il Congresso era chiuso al grande pubblico, è stato reso operante dagli attivisti sociali un Web site interattivo in tutto il mondo per partecipare alla discussione sulle questioni. Un’area di discussione online è stata lanciata quattro settimane prima del Congresso per consentire uno scambio di idee prima dell’evento reale.

Oltre che sette sedute plenarie e tre tavole rotonde, ci sono stati 30 Seminari Interattivi patrocinati da associazioni e coalizioni ONG del mondo con la partecipazione di governi, organizzazioni intergovernative e rappresentanti della società civile. I temi dei lavori hanno hanno focalizzato quattro pilastri della relazione del Segretario Generale: Libertà dalla Miseria (due sessioni), Libertà dalla Paura, Libertà di Vita Dignitosa e Rafforzamento delle Nazioni Unite. Il Congresso inoltre ha previsto la sessione tematica della rete dei rappresentanti delle ONG. Altre iniziative hanno compreso i media e l’esamina delle voci ONG previste nell’agenda del Vertice Mondiale 2005.

Periodo di transizione per le NU?

Mentre l’Assemblea Generale proseguiva il Vertice Mondiale 2005, i ministri di tutto il mondo hanno definito il risultato del Vertice "deludente" ma hanno sottolineato che la riforma degli organismi chiave delle Nazioni Unite dovrebbe continuare. Gli Stati membri sono stati invitati a continuare lo slancio generato dal Vertice, che, malgrado i suoi risultati limitati, ha sottoscritto l’esortazione del Segretario Generale Kofi Annan a ravvivare la sessantottenne Organizzazione aggiornando il Consiglio di Sicurezza; creando un nuovo e più efficace organismo per i diritti umani; e ristabilendo una nuova Commissione per la Costruzione della Pace, che svilupperebbe le strategie integrate per la ricostruzione post-bellica.

Il Segretario Generale in carica ha sottolineato continuamente la necessità di rafforzare la voce delle ONG alle NU. Riconoscendo che la Società Civile è stata considerata uno dei pilastri delle NU all’atto della sua fondazione, il sig. Annan ha lavorato tenacemente alla procedura per l’ammissione delle ONG così come al processo di revisione annuale delle ONG affiliate. Inoltre ha insistito ripetutamente che gli occhi, gli orecchi e le mani delle NU in molte parti del mondo sono le sue ONG.

Proposta una Commissione per la Costruzione della Pace

Secondo le fonti ONG a metà del 2005 c’era un totale di dieci "guerre maggiori" causa di 1.000 morti all’anno sul campo di battaglia e 24 conflitti "minori". Il settantacinque per cento delle persone uccise o ferite nelle guerre sono civili. L’anno scorso ha visto nelle Nazioni Unite un impulso senza precedenti nelle operazioni di mantenimento della pace sollevando speranze e prospettive di conclusione dei conflitti e ristabilimento della pace nei paesi dilaniati. Attualmente le NU sono coinvolte in 16 operazioni di mantenimento della pace. Tuttavia, la metà di tutti i paesi che escono dalle guerre cade nuovamente nella violenza in cinque anni.

Il Segretario Generale ha proposto l’istituzione di una Commissione Intergovernativa per la Costruzione della Pace. La principale responsabilità della Commissione dovrebbe essere coordinare le attività attraverso il sistema multilaterale, riunendo i diversi attori internazionali e regionali in causa e promuovendo un forum per la condivisione dei dati sulle loro rispettive strategie post-belliche. Come organo consultivo, la Commissione per la Costruzione della Pace riferirebbe al Consiglio di Sicurezza ed al Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC). La Commissione comprenderebbe un numero uguale di Stati Membri del Consiglio di Sicurezza e dell’ ECOSOC, i maggiori Stati contribuenti donatori e i maggiori attori nazionali e regionali.

Tale Commissione per la Costruzione della Pace colmerebbe il vuoto nel sistema delle NU poichè sul posto non c’è un meccanismo per assicurare la pace sostenibile e per occuparsi efficacemente delle sfide che affrontano i paesi nel passaggio dalla guerra alla pace.

Diritti Umani - Intervento Umanitario

La polemica che circonda l’intervento umanitario si trova nella tensione fra due dei principali valori della Dichiarazione delle Nazioni Unite: il rispetto dei diritti umani fondamentali ed il rispetto della sovranità degli stati e non-intervento negli affari interni. Tuttavia, in casi quali Somalia, Haiti, Repubblica Democratica Congo, Liberia, Costa d’Avorio e Kosovo dove c’era una massiccia violazione dei diritti umani, il Consiglio di Sicurezza delle NU è intervenuto.

Mentre le violazioni dei diritti umani innescano spesso le dispute interne, le sole violazioni non sono considerate sempre come una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali che determinerebbe qualche azione del Consiglio di Sicurezza. Per impedire le violazioni dei diritti umani, è stata costituita la Commissione dei Diritti Umani. L’efficacia di questo organismo è continuamente messa in discussione ed insidiata dal declino della sua credibilità e professionalità poichè gli stati usano la loro appartenenza per proteggersi dalla critica.

Per questi motivi, il Segretario Generale sta proponendo che un più piccolo Consiglio dei Diritti Umani sostituisca la attuale Commissione dei Diritti Umani. Il nuovo Consiglio, con più autorità di indagine sulle violazioni e sul rispetto della Dichiarazione dei Diritti Umani, potrebbe svolgere un ruolo cruciale nell’allarme e nella prevenzione bellica.

Il ruolo delle ONG e della Società Civile

Durante questi ultimi anni, le ONG hanno svolto un ruolo chiave nel favorire il cambiamento politico e nella promozione delle politiche di sviluppo sostenibile. Sono le organizzazioni che faranno la maggior parte del lavoro necessario per realizzare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Il Segretario Generale ha riconosciuto il ruolo sempre più importante delle ONG ed ha istituito un processo di riesamina e di rinvigorimento dei rapporti fra le NU e gli attori della società civile. Le Udienze Informali dell’Assemblea Generale, nel mese di giugno del 2005, hanno costituito un momento storico poichè le ONG hanno avuto l’occasione di elevarsi per una partecipazione accresciuta e rinforzata della più ampia società civile nel sistema delle NU.

Partecipe di questo ruolo più significativo, la Millennium+5 NGO Network ha guidato una serie di ricerche ed ha pubblicato una relazione intitolata We Will Spare No Effort, che contiene i suggerimenti e le aspettative della società civile da proporre al Vertice 2005.


 

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