n. 5   ottobre - dicembre 2002
 


.

55° Congresso Annuale NGO, il primo per i carmelitani
 
 

Ogni anno alcuni dei mille rappresentanti delle Organizzazioni Non Governative (NGO) associate al Dipartimento della Pubblica Informazione delle Nazioni Unite si incontrano nelle sedi dell’organizzazione sulla riva del Fiume Orientale fuori di New York City negli Stati Uniti d’America per ascoltare, condividere, imparare e comunicare.

Dal 9 all’11 settembre 2002 sei Carmelitani hanno partecipato ufficialmente per la prima volta a questo meeting, come rappresentanti del NGO carmelitano. Si sono riuniti oltre a 2700 rappresentanti delle 650 organizzazioni presenti in 80 nazioni.

Erano presenti per i Carmelitani Ursula Diasselliss, Presidente della Congregazione di Nostra Signora del Monte Carmelo, Carlos Mesters, Consigliere Generale per Giustizia e Pace, Helen Ojaro, membro della Commissione della Congregazione NGO rappresentante delle Filippine, Miceal O’Neill della Commissione carmelitana internazionale per la Giustizia e la Pace, Jane Remson, che presiede alla Commissione della Congregazione NGO e principale rappresentante delle Nazioni Unite e William J. Harry, Consigliere Generale per le Comunicazioni.

Il tema ufficiale del Congresso era: "La ricostruzione dei popoli alla fine della guerra: una responsabilità comune." Il Congresso ha esaminato il ruolo della Comunità internazionale nel sostenere i popoli che escono dai conflitti e gli sforzi dell’esperienza comune del NGO per poi porre in evidenza quelle soluzioni concrete che i popoli devono adottare per vivere insieme in pace.

Gli speakers: la sig. Mary Robinson, uscente alto Commissario per i Diritti umani delle Nazioni Unite, Lakhdar Brahimi, rappresentante speciale del Segretario Generale per l’Afghanistan, e José Luis Guterres, vice-ministro per gli Affari Esteri e la cooperazione per Timor Est.

Lo speaker Vojislav Kostunica, Presidente della Repubblica Federale della Jugoslavia, ha concluso il Congresso.

In una delle sue ultime cariche pubbliche in qualità di alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Mary Robinson ha sottolineato la necessità del perdono e della riconciliazione per essere presenti lì dove occorre una risoluzione duratura al conflitto. Ringraziando il rappresentante NGO per le informazioni e l’analisi, la Sig. Robinson ha riconosciuto il ruolo del NGO nel suo lavoro per i diritti umani. Ha detto: "I nostri sforzi non possono riuscire senza una forte presenza del NGO".

Oltre agli incontri principali due volte al giorno, i NGO hanno discusso in una varietà di conferenze temi quali il disarmo e la ricostruzione di ciò che è necessario nell’educazione, nell’economia, e in quegli elementi che sostengono la vita, esigiti da quanti sono reduci dalla guerra. Un certo numero di questi workshops vertevano su soggetti specificamente religiosi oltre alla richiesta di Mary Robinson di includere il perdono e la riconciliazione tra gli elementi fondamentali di ogni

processo di ricostruzione. Una scorsa ai titoli: "Il ruolo e l’esperienza del NGO nel promuovere la riconciliazione e la costruzione della pace", "Tracciare vie di riconciliazione", "Il ruolo della fede nella ripresa dopo la guerra," e "Elementi psicosociali e strutturali per la risoluzione di ogni conflitto: perdono e guarigione".

Le Nazioni Unite hanno commemorato la mattina dell’11 settembre gli attacchi terroristici dello scorso anno. Il Segretario Generale, Kofi Annan, ha parlato a una grande folla nel parco antistante il palazzo dell’ONU. L’ultimo Congresso NGO fu sospeso durante gli attacchi per motivi di sicurezza. La sede dell’ONU infatti si trova a Manhattan, a poche miglia a nord dalle Torri gemelle.

Nelle sue osservazioni rivolte al Congresso Kofi Annan così si è espresso: "Il ruolo del NGO è critico, sia per se stesso sia nell’associazione con le Nazioni Unite, se dobbiamo costruire un fondamento saldo di pace." E scrive ancora: "Negoziare un accordo di pace è soltanto il passo preliminare sulla strada verso una pace durevole, e un accordo di pace, per se stesso, è insufficiente a orientare le immense sfide che nascono dalle società post-conflitto. A meno che non si facciano sforzi più intensi per orientare le radicate cause strutturali delle guerre, nessuna misura preventiva avrà effetti duraturi".

Nella serata di martedì durante il Congresso, i Carmelitani partecipanti sono stati ospitati dalle Sorelle Carmelitane per Anziani e Infermi nella loro sede di Walsh, a poche miglia a nord del complesso ONU. Dopo la mensa, il gruppo si è incontrato per discutere i passi futuri che il NGO carmelitano deve intraprendere.

È stato organizzato un sito web che ha bisogno ancora di essere sviluppato. Poiché il NGO carmelitano è associato al Dipartimento della Pubblica Informazione delle Nazioni Unite, il nostro NGO è responsabile della diffusione

 

delle informazioni pubbliche sui programmi delle Nazioni Unite. Di conseguenza il sito web del NGO carmelitano contiene un certo numero di collegamenti ai siti web delle Nazioni Unite. Ciò sarà ulteriormente completato man mano che l’ONU continuerà a mettere in rete i suoi contenuti.

Tuttavia, i Carmelitani hanno lavorato per raggiungere la condizione del NGO così da poter anche portare una prospettiva specificamente carmelitana alle pubblicazioni che trattano dell’ONU. Un passo avanti in questo sarà l’avvio delle iniziative per la Pace e la Giustizia nel sito NGO. Si tenterà anche di avviare delle riflessioni su punti comuni, frutto dei nostri sforzi che di quelli delle Nazioni Unite, come anche di gettare una luce interpretativa sulle modalità di decidere riguardo a questi problemi da parte delle Nazioni Unite.

Una mailing a tutti i Monasteri, Priore, Superiori Generali delle Congregazioni e Istituti affiliati, e anche ai laici carmelitani offrirà maggiori informazioni circa gli obiettivi del NGO carmelitano e inviterà gli incaricati a porre in evidenza il loro lavoro per la Pace e la Giustizia.

Si è studiata la metodologia di inchiesta per la consultazione con il Consiglio Sociale ed Economico (ECOSOC). Ottenere lo status dell’ECOSOC ci offrirebbe l’opportunità di parlare sulle riviste e di partecipare, seppure in modo limitato, allo sviluppo politico. L’applicazione di questo metodo richiederà un paio d’anni.

 

Per avere maggiori informazioni circa il NGO carmelitano, il Congresso NGO delle Nazioni Unite e le risorse per noi ora disponibili a causa della nostra associazione con il Dipartimento della Pubblica Informazione,vedere a: carmelitani.info/ong


DUE OPINIONI SUI CON GRESSI DELLE NAZIONI UNITE
 
   

IL CONGRESSO INCLUDE IL SETTORE BUSINESS PER EVITARE ULTERIORI ERRORI

Secondo gli articoli pubblicati dopo il grande Congresso delle Nazioni Unite a Joannesburg, il Segretario Generale Kofi Annan ha apprezzato i raggiungimenti del vertice. "I governi si sono accordati qui" ha detto Annan il 4 settembre sul sito web "su una impressionante gamma di impegni concreti e sull’azione che porterà una reale differenza per i popoli in tutte le regioni del mondo".

Il summit mondiale era orientato a un duplice scopo. Primo, voleva essere una verifica dei dieci anni trascorsi dalla messa in opera degli impegni presi nel 1992 durante il Congresso ONU sull’Ambiente e lo Sviluppo, tenuti a Rio de Janeiro, in Brasile. Secondo, era un’occasione per adottare i nuovi obiettivi e misure per il rinnovamento dell’impegno globale allo sviluppo sostenibile.

Fra le misure adottate dal vertice c’erano i campioni ambientali per il controllo delle forze della globalizzazione e il riconoscimento della necessità di incoraggiare la responsabilità corporativa, fa notare il Telegrafo Bondon il 4 settembre.

Gli obiettivi includono la riduzione entro l’anno 2015 di percentuale di persone senza accesso al risanamento di base e l’impegno ad accrescere la parte globale delle fonti di energia rinnovabile. I Delegati inoltre hanno deciso di ridurre la distruzione delle foreste e dell’uccisione degli animali rari entro il 2010. Sono stati concordi forme sulla necessità di ristabilire le stirpi dei pesci, di rinforzare le misure contro l’inquinamento marino, di eliminare la pesca illegale e di creare un network mondiale delle zone acquatiche protette entro il 2010.

In materia economica il documento finale chiede di incrementare gli aiuti per i paesi invia di sviluppo e di istituire un Fondo di Solidarietà Mondiale per aiutare le nazioni povere. È stata intesa comune una speciale attenzione e un maggiore aiuto per l’Africa.

Molti hanno detto a gran voce di formare delle associazioni fra le multinazionali, i governi e le organizzazioni private per combattere le malattie, portare acqua pulita alle comunità africane e adottare pratiche ambientali migliori, annota il Financial Times il 4 settembre.

L’Economista, nella sua pubblicazione del 7 settembre, sottolinea che mentre il business era a mala pena presente a Rio dieci anni fa, circa settecento aziende e cinquanta capi esecutivi hanno preso parte agli incontri di Joannesburg. Questa cooperazione del tutto nuova ha condotto a duecentotrenta iniziative fra i governi, le aziende e i gruppi non governativi. "Queste associazioni pubblico-private possono avere più effetto che tutte le belle parole spese agli incontri di Rio", conclude la rivista.
 

 
 



I GRANDI CONGRESSI SI TROVANO SOTTO IL FUOCO PER MOLTE PAROLE E NESSUNA AZIONE

Mentre ci saranno alcuni risultati positivi, il vertice di Joannesburg è stato visto con scetticismo da altri. Secondo le relazioni pubblicate, mentre alcuni hanno visto la partecipazione del business al Congresso come una tappa nella giusta direzione, altri erano contrari all’idea di cooperare con il settore privato.

Altre critiche sono venute dai gruppi dei Verdi, "che erano furiosi per l’atteggiamento dei governi guidati dagli Stati Uniti, soprattutto sull’ambiente", annota il Financial Times il 4 settembre.

Anche la pratica di organizzare grandi Congressi ONU che coinvolgono decine di migliaia di delegati ha ricevuto critiche. Circa ventunmila delegati ufficiali sono arrivati a Joannesburg. Altri associati con il Congresso hanno spinto questo numero a più di sessantamila.

In un articolo del 3 settembre, il London Times ha messo in discussione la proposta di dedicare non meno di undici ore proprio per ascoltare i più di settanta leaders del mondo che facevano il loro discorso. "Una piccola conversazione, una più piccola azione", incalza l’Azione Business per lo Sviluppo Sostenibile, come concorda il Reuters del 4 settembre. Similmente, Reuters ha citato il primo ministro danese Anders Fogh Rasmussen che dice in una nuova conferenza: "Io non penso che i più grandi vertici siano la via per una sicura effettiva realizzazione".

La concentrazione sulla sostenibilità, centralità dell’incontro, è entrata nella critica. "L’energia e le altre risorse naturali sono diventate più abbondanti, non meno" , ha scritto Bjorn Lomborg nel New York Times. "Si produce più cibo pro capite oggi che in qualunque momento nella storia del mondo. Poca gente è affamata".

Un documento presentato dalla delegazione del Vaticano ad un Congresso tenuto in Indonesia come preparazione al summit di Joannesburg ha precisato: "Questo concetto (dello sviluppo sostenibile) deve essere compreso dalla prospettiva dello sviluppo umano integrale". Sarebbe un errore se lo sviluppo di cui si parla dovesse limitarsi a un semplice sviluppo economico, spiega la sottoscrizione vaticana: "Per essere autentici, bisogna essere completi; si deve promuovere lo sviluppo di ciascun essere umano e di tutto l’essere umano".

Molti ammettono che il vertice di Joannesburg ha evitato alcuni eccessi dei Congressi precedenti ONU. Ma l’insieme dei principali temi comporta delle difficoltà.

"Affrontare appena uno di questi temi, e tanto meno due di loro, sarebbe stato un duro lavoro".

 

 
     
     


.

LA PROSPETTIVE DI LEADERSHIP SULLA NGO CARMELITANA

ESSERE ALLA GUIDA NELLA CREAZIONE DI UN NUOVO ORDINE NEL MONDO

By Ursula Diasselliss, O. Carm.
Presidente della Congregazione di Our Lady of Mount Carmel
New Orleans, Louisiana, USA

   

QUANTO SONO DELLI, SUI MONTI, I PIEDI DI COLORO CHE PORTANO A VOI LA PAROLA.
QUANTO SONO BELLE, NELLE VIE DELLA CITTÀ, LE LABBRA DI COLORO CHE PORTANO A VOI LA PACE.

                                                                                                               JOE WISE

Riflettendo sulla mia esperienza alle Nazioni Unite a New York, mi tornano in mente le parole del canto di Joe Wise. Sono buoni entrambi i modi di essere con gli altri. Alcuni di noi saranno sui monti; altri nelle vie della città; e altri ancora si muoveranno fra i due perché la nostra spiritualità carmelitana abbraccia la totalità della realtà.

È mio dovere in questo articolo, dalla prospettiva direzionale, dare una spiegazione concreta di come l’affiliazione della nostra Organizzazione Non Governativa (NGO) con le Nazioni Unite aiuterà i nostri ministeri. Inizialmente, sarà un altro veicolo per istruire circa la giustizia e la pace e l’integrità della creazione. Finalmente ci permetterà di essere coinvolti nello sviluppo di una società globale sostenibile, giusta e pacifica.

Dal momento che ci troviamo in un tempo di transizione verso una comunità globale e i nostri ministeri di servizio diretto hanno necessariamente un’attenzione locale, la nostra connessione con le Nazioni Unite può aiutarci ad estendere la nostra comprensione circa la realtà della vita in altre aree del mondo. Dobbiamo prendere tempo per meditare le somiglianze e le differenze e lasciarle abitare nei nostri cuori. I teologi sono chiamati a condividere le loro riflessioni relative al messaggio di Gesù nei vangeli per presentare la realtà globale. Noi come Carmelitani, insieme ad altri gruppi religiosi, siamo chiamati a guidare la creazione di un nuovo ordine del mondo perché i governi nazionali non sono designati ad affrontare le necessità globali.

In ordine a ciò, l’affiliazione con le Nazioni Unite è essenziale, ma a livelli diversi. Attualmente il NGO carmelitano è associato con il Dipartimento della Pubblica Informazione delle Nazioni Unite che ci permette di ricevere da loro informazioni per poi diffonderle con i nostri ministeri. Chiederemo lo stato consultivo con il Consiglio Economico e Sociale: questo potrebbe offrirci la capacità di parlare e, seppure in modo limitato, di partecipare allo sviluppo politico. A questo livello potremo prendere parte a quelle decisioni che aiuteranno a delineare la nostra futura società globale.

La direzione orienta il futuro e invita tutti i Carmelitani a partecipare alla costruzione del regno di Dio nel nostro mondo. Queste non sono parole pie bensì una vera chiamata da parte di Dio perché siamo come Mosè, Abramo, Isaia, Maria, Pietro e Giovanni, Teresa e Giovanni della Croce, Teresa di Lisieux, Edith e Tito. Siamo una famiglia umana: da Adamo ed Eva fino alle future generazioni noi abbiamo una sola immagine. La vita di Dio in noi, la grazia, ci esorta a radicare i nostri ministeri non soltanto nella nostra spiritualità carmelitana, ma nel nuovo senso della globale interdipendenza e comune responsabilità per dare alla luce una comunità sostenibile globale. Preghiamo e sosteniamoci l’uno con l’altro perché ognuno discerna dove il Signore ci sta chiamando attualmente.


.

LE PROSPETTIVE TEOLOGICHE SUL NGO CARMELITANO

UN METODO SPECIFICO CARMELITANO DI FARE MINISTERO

Carlos Mesters, O. Carm.
Consigliero Generale per la Pace e la Giustizia
Roma, Italia

 

Nel Capitolo Generale di Settembre 2001 la creazione di un NGO carmelitano è stata approvata dalla grande maggioranza dei votanti. Non tutti erano convinti della sua utilità o è stato convinto della relativa utilità o necessità. Così quando si è passati a votare la domanda di un contributo finanziario da parte delle Province, quella parte della proposta non aveva ottenuto approvazione.

Un NGO carmelitano alle Nazioni Unite? Non potrebbe essere un deviare dall’obiettivo del nostro carisma nella Chiesa e nel mondo? È importante affrontare questo problema. Alla fine del XIII secolo, in un momento critico per l’Ordine, il Priore Generale, Niccolò Gallico, fece la stessa domanda. Non ottenne la risposta che cercava, ma il suo interrogativo aiutò l’Ordine a seguire il corso dei suoi carismi.

Nello studio dalla Commissione Internazionale del carisma sul carisma e l’apostolato, Emanuele Boaga ha indicato che, attraverso la storia, noi Carmelitani non abbiamo avuto delle forme specifiche di apostolato. Abbiamo invece un metodo specifico operativo all’interno dell’apostolato. Abbiamo avuto un metodo specifico di funzionamento all’interno dell’apostolato. Questo metodo specifico compare nei tre valori che il NGO carmelitano cerca di proclamare e difendere:

1) dignità umana della persona: creato per la libertà e per relazionarsi con gli altri, capace di conoscere e fare esperienza dell’amore di Dio. Desideriamo difendere la persona nel suo rapporto con Dio e con gli altri.

2) dignità umana della persona, capace di vivere in comunità e in fraternità. Desideriamo lottare in difesa di tutto che promuova la vita nella Comunità: famiglia, proprietà, salute, lavoro, alloggio.

3) dignità umana della persona nella sua apertura al trascendente. Desideriamo lottare contro tutte le forme di abuso della religione e dell’immagine di Dio, e di discriminazione e oppressione degli altri in nome della religione.

Testimoniare e difendere questi tre valori, è necessario oggi forse più di prima. È sufficiente vedere la tragedia che ha cambiato il mondo l’11 settembre 2001. Da un lato, in nome di una Guerra Santa, gli aerei sono stati lanciati contro le due torri a New York, uccidendo circa tremila persone. Dall’altro lato, in nome di una Crociata contro il potere del male, sono state lanciate bombe che hanno ucciso migliaia di persone in Afghanistan. Entrambe le parti hanno usato il nome di Dio per giustificare la violenza e la morte. Come possiamo permettere che il nome di Dio sia bestemmiato dalle nazioni? Il Signore, nel cui nome entrambi hanno agito, è il Dio di Abramo, lo stesso Dio che noi adoriamo. In questa situazione, cosa farebbe il profeta Elia? Quando Acab manipolò l’immagine di Dio e, in nome di quella presunzione che lo faceva stare alla sua destra come re, ordinò l’uccisione di Nabot e rubò la sua vigna, la denuncia del profeta Elia fu immediata.

Nel nuovo campo di mercato delle Nazioni Unite, dove credenti e non credenti si uniscono per difendere i diritti degli individui e dei popoli, non possono fare a meno i discepoli di Gesù di testimoniare il Nuovo Bene di Dio per la vita umana e nel nome di Gesù, di denunciare la manipolazione dell’immagine di Dio. Non siamo né gli unici, né i primi, ad entrare in questa nuova piazza di mercato. Molti religiosi già vi sono entrati. Non importa se, come l’apostolo Paolo, siamo qualche volta allontanati come troppo insignificanti per proclamare un Dio non conosciuto: sono coinvolti Agostiniani, Domenicani, Francescani e le Sorelle del Buon Pastore, come pure molti altri, più di duemilaottocento NGO nel mondo intero!

 

TORNARA AL INDICE DEL CITOC   |   TORNARA AL INDICE DEL QUESTO NUMERO DI CITOC

TORNARA AL ONG CARMELITANA


INDICE DEI SITI WEB DEI CARMELITANI
carmelites.info  |  carmelitas.info  |  carmelitani.info