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Congresso Annuale NGO, il primo per i carmelitani
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O gni anno alcuni dei mille rappresentanti delle
Organizzazioni Non Governative (NGO) associate al Dipartimento della
Pubblica Informazione delle Nazioni Unite si incontrano nelle sedi
dell’organizzazione sulla riva del Fiume Orientale fuori di New York City
negli Stati Uniti d’America per ascoltare, condividere, imparare e
comunicare.
Dal 9 all’11 settembre 2002 sei Carmelitani hanno partecipato
ufficialmente per la prima volta a questo meeting, come rappresentanti del
NGO carmelitano. Si sono riuniti oltre a 2700 rappresentanti delle 650
organizzazioni presenti in 80 nazioni.
Erano presenti per i Carmelitani Ursula Diasselliss, Presidente della
Congregazione di Nostra Signora del Monte Carmelo, Carlos Mesters,
Consigliere Generale per Giustizia e Pace, Helen Ojaro, membro della
Commissione della Congregazione NGO rappresentante delle Filippine, Miceal
O’Neill della Commissione carmelitana internazionale per la Giustizia e la
Pace, Jane Remson, che presiede alla Commissione della Congregazione NGO e
principale rappresentante delle Nazioni Unite e William J. Harry,
Consigliere Generale per le Comunicazioni.
Il tema ufficiale del Congresso era: "La ricostruzione dei popoli
alla fine della guerra: una responsabilità comune." Il Congresso ha
esaminato il ruolo della Comunità internazionale nel sostenere i popoli
che escono dai conflitti e gli sforzi dell’esperienza comune del NGO per
poi porre in evidenza quelle soluzioni concrete che i popoli devono
adottare per vivere insieme in pace.
Gli speakers: la sig. Mary Robinson, uscente alto Commissario per i
Diritti umani delle Nazioni Unite, Lakhdar Brahimi, rappresentante
speciale del Segretario Generale per l’Afghanistan, e José Luis Guterres,
vice-ministro per gli Affari Esteri e la cooperazione per Timor Est.
Lo speaker Vojislav Kostunica, Presidente della Repubblica Federale
della Jugoslavia, ha concluso il Congresso.
In una delle sue ultime cariche pubbliche in qualità di alto
Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Mary Robinson ha
sottolineato la necessità del perdono e della riconciliazione per essere
presenti lì dove occorre una risoluzione duratura al conflitto.
Ringraziando il rappresentante NGO per le informazioni e l’analisi, la
Sig. Robinson ha riconosciuto il ruolo del NGO nel suo lavoro per i
diritti umani. Ha detto: "I nostri sforzi non possono riuscire senza
una forte presenza del NGO".
Oltre agli incontri principali due volte al giorno, i NGO hanno
discusso in una varietà di conferenze temi quali il disarmo e la
ricostruzione di ciò che è necessario nell’educazione, nell’economia, e in
quegli elementi che sostengono la vita, esigiti da quanti sono reduci
dalla guerra. Un certo numero di questi workshops vertevano su soggetti
specificamente religiosi oltre alla richiesta di Mary Robinson di
includere il perdono e la riconciliazione tra gli elementi fondamentali di
ogni
processo di ricostruzione. Una scorsa ai titoli: "Il ruolo e
l’esperienza del NGO nel promuovere la riconciliazione e la costruzione
della pace", "Tracciare vie di riconciliazione", "Il ruolo
della fede nella ripresa dopo la guerra," e "Elementi psicosociali
e strutturali per la risoluzione di ogni conflitto: perdono e guarigione".
Le Nazioni Unite hanno commemorato la mattina dell’11 settembre gli
attacchi terroristici dello scorso anno. Il Segretario Generale, Kofi
Annan, ha parlato a una grande folla nel parco antistante il palazzo
dell’ONU. L’ultimo Congresso NGO fu sospeso durante gli attacchi per
motivi di sicurezza. La sede dell’ONU infatti si trova a Manhattan, a
poche miglia a nord dalle Torri gemelle.
Nelle sue osservazioni rivolte al Congresso Kofi Annan così si è
espresso: "Il ruolo del NGO è critico, sia per se stesso sia
nell’associazione con le Nazioni Unite, se dobbiamo costruire un
fondamento saldo di pace." E scrive ancora: "Negoziare un accordo
di pace è soltanto il passo preliminare sulla strada verso una pace
durevole, e un accordo di pace, per se stesso, è insufficiente a orientare
le immense sfide che nascono dalle società post-conflitto. A meno che non
si facciano sforzi più intensi per orientare le radicate cause strutturali
delle guerre, nessuna misura preventiva avrà effetti duraturi".
| Nella serata di martedì
durante il Congresso, i Carmelitani partecipanti sono stati ospitati
dalle Sorelle Carmelitane per Anziani e Infermi nella loro sede di
Walsh, a poche miglia a nord del complesso ONU. Dopo la mensa, il
gruppo si è incontrato per discutere i passi futuri che il NGO
carmelitano deve intraprendere.
È stato organizzato un sito web che ha bisogno
ancora di essere sviluppato. Poiché il NGO carmelitano è associato al
Dipartimento della Pubblica Informazione delle Nazioni Unite, il
nostro NGO è responsabile della diffusione
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delle informazioni pubbliche sui programmi delle Nazioni Unite. Di conseguenza il sito
web del NGO carmelitano contiene un certo numero di collegamenti ai
siti web delle Nazioni Unite. Ciò sarà ulteriormente completato man
mano che l’ONU continuerà a mettere in rete i suoi contenuti.
Tuttavia, i Carmelitani hanno lavorato per raggiungere la condizione
del NGO così da poter anche portare una prospettiva specificamente
carmelitana alle pubblicazioni che trattano dell’ONU. Un passo avanti in
questo sarà l’avvio delle iniziative per la Pace e la Giustizia nel sito
NGO. Si tenterà anche di avviare delle riflessioni su punti comuni, frutto
dei nostri sforzi che di quelli delle Nazioni Unite, come anche di gettare
una luce interpretativa sulle modalità di decidere riguardo a questi
problemi da parte delle Nazioni Unite.
Una mailing a tutti i Monasteri, Priore, Superiori Generali delle
Congregazioni e Istituti affiliati, e anche ai laici carmelitani offrirà
maggiori informazioni circa gli obiettivi del NGO carmelitano e inviterà
gli incaricati a porre in evidenza il loro lavoro per la Pace e la
Giustizia.
Si è studiata la metodologia di inchiesta per la consultazione con il
Consiglio Sociale ed Economico (ECOSOC). Ottenere lo status dell’ECOSOC ci
offrirebbe l’opportunità di parlare sulle riviste e di partecipare,
seppure in modo limitato, allo sviluppo politico. L’applicazione di questo
metodo richiederà un paio d’anni.
Per avere maggiori informazioni circa il NGO carmelitano, il Congresso
NGO delle Nazioni Unite e le risorse per noi ora disponibili a causa della
nostra associazione con il Dipartimento della Pubblica Informazione,vedere
a:
carmelitani.info/ong
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DUE OPINIONI SUI CON |
GRESSI
DELLE NAZIONI UNITE |
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IL CONGRESSO INCLUDE IL
SETTORE BUSINESS PER EVITARE ULTERIORI ERRORI
Secondo gli articoli pubblicati dopo il grande Congresso delle
Nazioni Unite a Joannesburg, il Segretario Generale Kofi Annan ha
apprezzato i raggiungimenti del vertice. "I governi si sono accordati
qui" ha detto Annan il 4 settembre sul sito web "su una impressionante
gamma di impegni concreti e sull’azione che porterà una reale
differenza per i popoli in tutte le regioni del mondo".
Il summit mondiale era orientato a un duplice scopo. Primo, voleva
essere una verifica dei dieci anni trascorsi dalla messa in opera
degli impegni presi nel 1992 durante il Congresso ONU sull’Ambiente e
lo Sviluppo, tenuti a Rio de Janeiro, in Brasile. Secondo, era
un’occasione per adottare i nuovi obiettivi e misure per il
rinnovamento dell’impegno globale allo sviluppo sostenibile.
Fra le misure adottate dal vertice c’erano i campioni ambientali
per il controllo delle forze della globalizzazione e il riconoscimento
della necessità di incoraggiare la responsabilità corporativa, fa
notare il Telegrafo Bondon il 4 settembre.
Gli obiettivi includono la riduzione entro l’anno 2015 di
percentuale di persone senza accesso al risanamento di base e
l’impegno ad accrescere la parte globale delle fonti di energia
rinnovabile. I Delegati inoltre hanno deciso di ridurre la distruzione
delle foreste e dell’uccisione degli animali rari entro il 2010. Sono
stati concordi forme sulla necessità di ristabilire le stirpi dei
pesci, di rinforzare le misure contro l’inquinamento marino, di
eliminare la pesca illegale e di creare un network mondiale delle zone
acquatiche protette entro il 2010.
In materia economica il documento finale chiede di incrementare gli
aiuti per i paesi invia di sviluppo e di istituire un Fondo di
Solidarietà Mondiale per aiutare le nazioni povere. È stata intesa
comune una speciale attenzione e un maggiore aiuto per l’Africa.
Molti hanno detto a gran voce di formare delle associazioni fra le
multinazionali, i governi e le organizzazioni private per combattere
le malattie, portare acqua pulita alle comunità africane e adottare
pratiche ambientali migliori, annota il Financial Times il 4
settembre.
L’Economista, nella sua pubblicazione del 7 settembre, sottolinea
che mentre il business era a mala pena presente a Rio dieci anni fa,
circa settecento aziende e cinquanta capi esecutivi hanno preso parte
agli incontri di Joannesburg. Questa cooperazione del tutto nuova ha
condotto a duecentotrenta iniziative fra i governi, le aziende e i
gruppi non governativi. "Queste associazioni pubblico-private possono
avere più effetto che tutte le belle parole spese agli incontri di
Rio", conclude la rivista.
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I GRANDI CONGRESSI SI TROVANO SOTTO IL FUOCO PER MOLTE PAROLE E NESSUNA
AZIONE
Mentre ci saranno alcuni risultati positivi,
il vertice di Joannesburg è stato visto con scetticismo da altri.
Secondo le relazioni pubblicate, mentre alcuni hanno visto la
partecipazione del business al Congresso come una tappa nella giusta
direzione, altri erano contrari all’idea di cooperare con il settore
privato.
Altre critiche sono venute dai gruppi dei
Verdi, "che erano furiosi per l’atteggiamento dei governi guidati
dagli Stati Uniti, soprattutto sull’ambiente", annota il Financial
Times il 4 settembre.
Anche la pratica di organizzare grandi
Congressi ONU che coinvolgono decine di migliaia di delegati ha
ricevuto critiche. Circa ventunmila delegati ufficiali sono arrivati a
Joannesburg. Altri associati con il Congresso hanno spinto questo
numero a più di sessantamila.
In un articolo del 3 settembre, il London
Times ha messo in discussione la proposta di dedicare non meno di
undici ore proprio per ascoltare i più di settanta leaders del mondo
che facevano il loro discorso. "Una piccola conversazione, una più
piccola azione", incalza l’Azione Business per lo Sviluppo
Sostenibile, come concorda il Reuters del 4 settembre. Similmente,
Reuters ha citato il primo ministro danese Anders Fogh Rasmussen che
dice in una nuova conferenza: "Io non
penso che i più grandi vertici siano la via per una sicura effettiva
realizzazione".
La concentrazione sulla sostenibilità,
centralità dell’incontro, è entrata nella critica. "L’energia e le
altre risorse naturali sono diventate più abbondanti, non meno" ,
ha scritto Bjorn Lomborg nel New York Times. "Si produce più cibo
pro capite oggi che in qualunque momento nella storia del mondo. Poca
gente è affamata".
Un documento presentato dalla delegazione del
Vaticano ad un Congresso tenuto in Indonesia come preparazione al
summit di Joannesburg ha precisato: "Questo concetto (dello
sviluppo sostenibile) deve essere compreso dalla prospettiva dello
sviluppo umano integrale". Sarebbe un errore se lo sviluppo di cui
si parla dovesse limitarsi a un semplice sviluppo economico, spiega la
sottoscrizione vaticana: "Per essere autentici, bisogna essere
completi; si deve promuovere lo sviluppo di ciascun essere umano e di
tutto l’essere umano".
Molti ammettono che il vertice di Joannesburg
ha evitato alcuni eccessi dei Congressi precedenti ONU. Ma l’insieme
dei principali temi comporta delle difficoltà.
"Affrontare appena uno di questi temi, e
tanto meno due di loro, sarebbe stato un duro lavoro".
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PROSPETTIVE DI LEADERSHIP SULLA NGO CARMELITANA
ESSERE ALLA GUIDA NELLA CREAZIONE DI UN
NUOVO ORDINE NEL MONDO
By Ursula Diasselliss, O. Carm.
Presidente della Congregazione di Our Lady of Mount Carmel
New Orleans, Louisiana, USA |
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QUANTO SONO DELLI, SUI MONTI, I PIEDI DI COLORO CHE
PORTANO A VOI LA PAROLA.
QUANTO SONO BELLE, NELLE VIE DELLA CITTÀ, LE LABBRA DI COLORO CHE PORTANO
A VOI LA PACE.
JOE WISE
R iflettendo sulla mia esperienza alle
Nazioni Unite a New York, mi tornano in mente le parole del canto di Joe
Wise. Sono buoni entrambi i modi di essere con gli altri. Alcuni di noi
saranno sui monti; altri nelle vie della città; e altri ancora si
muoveranno fra i due perché la nostra spiritualità carmelitana abbraccia
la totalità della realtà.
È mio dovere in questo articolo, dalla prospettiva direzionale, dare
una spiegazione concreta di come l’affiliazione della nostra
Organizzazione Non Governativa (NGO) con le Nazioni Unite aiuterà i nostri
ministeri. Inizialmente, sarà un altro veicolo per istruire circa la
giustizia e la pace e l’integrità della creazione. Finalmente ci
permetterà di essere coinvolti nello sviluppo di una società globale
sostenibile, giusta e pacifica.
Dal momento che ci troviamo in un tempo di transizione verso una
comunità globale e i nostri ministeri di servizio diretto hanno
necessariamente un’attenzione locale, la nostra connessione con le Nazioni
Unite può aiutarci ad estendere la nostra comprensione circa la realtà
della vita in altre aree del mondo. Dobbiamo prendere tempo per meditare
le somiglianze e le differenze e lasciarle abitare nei nostri cuori. I
teologi sono chiamati a condividere le loro riflessioni relative al
messaggio di Gesù nei vangeli per presentare la realtà globale. Noi come
Carmelitani, insieme ad altri gruppi religiosi, siamo chiamati a guidare
la creazione di un nuovo ordine del mondo perché i governi nazionali non
sono designati ad affrontare le necessità globali.
In ordine a ciò, l’affiliazione con le Nazioni Unite è essenziale, ma a
livelli diversi. Attualmente il NGO carmelitano è associato con il
Dipartimento della Pubblica Informazione delle Nazioni Unite che ci
permette di ricevere da loro informazioni per poi diffonderle con i nostri
ministeri. Chiederemo lo stato consultivo con il Consiglio Economico e
Sociale: questo potrebbe offrirci la capacità di parlare e, seppure in
modo limitato, di partecipare allo sviluppo politico. A questo livello
potremo prendere parte a quelle decisioni che aiuteranno a delineare la
nostra futura società globale.
La direzione orienta il futuro e invita tutti i Carmelitani a
partecipare alla costruzione del regno di Dio nel nostro mondo. Queste non
sono parole pie bensì una vera chiamata da parte di Dio perché siamo come
Mosè, Abramo, Isaia, Maria, Pietro e Giovanni, Teresa e Giovanni della
Croce, Teresa di Lisieux, Edith e Tito. Siamo una famiglia umana: da Adamo
ed Eva fino alle future generazioni noi abbiamo una sola immagine. La vita
di Dio in noi, la grazia, ci esorta a radicare i nostri ministeri non
soltanto nella nostra spiritualità carmelitana, ma nel nuovo senso della
globale interdipendenza e comune responsabilità per dare alla luce una
comunità sostenibile globale. Preghiamo e sosteniamoci l’uno con l’altro
perché ognuno discerna dove il Signore ci sta chiamando attualmente.
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LE PROSPETTIVE
TEOLOGICHE SUL NGO CARMELITANO
UN METODO SPECIFICO CARMELITANO DI FARE
MINISTERO
Carlos Mesters, O. Carm.
Consigliero Generale per la Pace e la Giustizia
Roma, Italia |
| N el
Capitolo Generale di Settembre 2001 la creazione di un NGO carmelitano
è stata approvata dalla grande maggioranza dei votanti. Non tutti
erano convinti della sua utilità o è stato convinto della relativa
utilità o necessità. Così quando si è passati a votare la domanda di
un contributo finanziario da parte delle Province, quella parte della
proposta non aveva ottenuto approvazione.
Un NGO carmelitano alle Nazioni Unite? Non potrebbe essere un
deviare dall’obiettivo del nostro carisma nella Chiesa e nel mondo? È
importante affrontare questo problema. Alla fine del XIII secolo, in
un momento critico per l’Ordine, il Priore Generale, Niccolò Gallico,
fece la stessa domanda. Non ottenne la risposta che cercava, ma il suo
interrogativo aiutò l’Ordine a seguire il corso dei suoi carismi.
Nello studio dalla Commissione Internazionale del carisma sul
carisma e l’apostolato, Emanuele Boaga ha indicato che, attraverso la
storia, noi Carmelitani non abbiamo avuto delle forme specifiche di
apostolato. Abbiamo invece un metodo specifico operativo all’interno
dell’apostolato. Abbiamo avuto un metodo specifico di funzionamento
all’interno dell’apostolato. Questo metodo specifico compare nei tre
valori che il NGO carmelitano cerca di proclamare e difendere:
1) dignità umana della persona: creato per la libertà e per
relazionarsi con gli altri, capace di conoscere e fare esperienza
dell’amore di Dio. Desideriamo difendere la persona nel suo
rapporto con Dio e con gli altri.
2) dignità umana della persona, capace di vivere in comunità e
in fraternità. Desideriamo lottare in difesa di tutto che promuova
la vita nella Comunità: famiglia, proprietà, salute, lavoro,
alloggio.
3) dignità umana della persona nella sua apertura al
trascendente. Desideriamo lottare contro tutte le forme di abuso
della religione e dell’immagine di Dio, e di discriminazione e
oppressione degli altri in nome della religione.
Testimoniare e difendere questi tre valori, è necessario oggi forse
più di prima. È sufficiente vedere la tragedia che ha cambiato il
mondo l’11 settembre 2001. Da un lato, in nome di una Guerra Santa,
gli aerei sono stati lanciati contro le due torri a New York,
uccidendo circa tremila persone. Dall’altro lato, in nome di una
Crociata contro il potere del male, sono state lanciate bombe che
hanno ucciso migliaia di persone in Afghanistan. Entrambe le parti
hanno usato il nome di Dio per giustificare la violenza e la morte.
Come possiamo permettere che il nome di Dio sia bestemmiato dalle
nazioni? Il Signore, nel cui nome entrambi hanno agito, è il Dio di
Abramo, lo stesso Dio che noi adoriamo. In questa situazione, cosa
farebbe il profeta Elia? Quando Acab manipolò l’immagine di Dio e, in
nome di quella presunzione che lo faceva stare alla sua destra come
re, ordinò l’uccisione di Nabot e rubò la sua vigna, la denuncia del
profeta Elia fu immediata.
Nel nuovo campo di mercato delle Nazioni Unite, dove credenti e non
credenti si uniscono per difendere i diritti degli individui e dei
popoli, non possono fare a meno i discepoli di Gesù di testimoniare il
Nuovo Bene di Dio per la vita umana e nel nome di Gesù, di denunciare
la manipolazione dell’immagine di Dio. Non siamo né gli unici, né i
primi, ad entrare in questa nuova piazza di mercato. Molti religiosi
già vi sono entrati. Non importa se, come l’apostolo Paolo, siamo
qualche volta allontanati come troppo insignificanti per proclamare un
Dio non conosciuto: sono coinvolti Agostiniani, Domenicani,
Francescani e le Sorelle del Buon Pastore, come pure molti altri, più
di duemilaottocento NGO nel mondo intero!
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