n. 3   luglio - settembre 2005
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Solidarietà Profetica

Le notizie di ogni giorno non sono per niente buone. Esse ci presentano guerre e distruzioni che stanno nell’ interesse dei potenti di questo mondo. Presentano come giustizia la violenza delle guerre, come pace la sottomissione raggiunta in accordi ideologici. I fatti che non fanno notizia, però, sono ancora più gravi. Non ricevono spazio nei telegiornali, né tra i principali titoli dei giornali. Questi fatti sono la morte di migliaia e migliaia di persone, bambini, donne e uomini vittime di un’inconcepibile povertà frutto della violenza politica ed economica e ideologica, una violenza guerrafondaia o terroristica, comunque indifferente allla sorte dei poveri, quasi sempre gente comune, di colore, "non bianchi".

L’attenzione che ottengono dalle grandi potenze mondiali è relativa ad interessi economici e allo sfruttamento delle risorse naturali, oppure alla paura della rivolta dei poveri. Una attenzione che punta sempre di più sulla necessità di proteggere i paesi ricchi e benestanti. Infatti gli aiuti sono sempre insufficienti, come attestano tutti gli indici economici, sociali, umani.

Nella Bibbia Dio si mostra difensore dei poveri, degli orfani, delle vedove e degli stranieri. I profeti sono la sua voce e l’azione dei giusti e delle giuste sono l’azione di Dio in mezzo al suo popolo. Ma il capolavoro di Dio è l’azione del suo Figlio Unigenito, che trascorse la sua vita facendo del bene in ogni cosa.

Nell’omelia inaugurale del suo pontificato, Benedeto XVI ci presenta un’importante e paradigmatica riflessione sul come Dio si è mosso per primo nella salvezza dei poveri ed oppressi. Dio non ha usato gli strumenti dei potenti. Cristo non si arrende dinanzi allo smarrimento della umanità ferita dalla violenza del peccato. "Egli non può abbandonare l’umanità in una simile miserevole condizione. Balza in piedi, abbandona la gloria del cielo, per ritrovare la pecorella e inseguirla, fin sulla croce. La carica sulle sue spalle, porta la nostra umanità, porta noi stessi. Egli è il buon pastore, che offre la sua vita per le pecore. ... Il pastore di tutti gli uomini, il Dio vivente, è divenuto lui stesso agnello, si è messo dalla parte degli agnelli, di coloro che sono calpestati e uccisi. Proprio così Egli si rivela come il vero pastore: ‘Io sono il buon pastore... Io offro la mia vita per le pecore, dice Gesù di se stesso (Gv 10, 14s). Non è il potere che redime, ma l’amore! Questo è il segno di Dio: Egli stesso è amore.

Quante volte noi desidereremmo che Dio si mostrasse più forte. Che Egli colpisse duramente, sconfiggesse il male e creasse un mondo migliore. Tutte le ideologie del potere si giustificano così, giustificano la distruzione di ciò che si opporrebbe al progresso e alla liberazione dell’umanità. Noi soffriamo per la pazienza di Dio. E nondimeno abbiamo tutti bisogno della sua pazienza. Il Dio, che è divenuto agnello, ci dice che il mondo viene salvato dal Crocifisso e non dai crocifissori. Il mondo è redento dalla pazienza di Dio e distrutto dall’impazienza degli uomini".

Il Signore ha fatto del carisma carmelitano un capolavoro per la sua Chiesa. Tanti personaggi nelle più variate occasioni storiche hanno testimoniato la forza di questo carisma come operatore di giustizia e pace. L’efficacia del carisma contemplativo dell’Ordine del Carmine che rende uomini e donne ricercatori del Dio che si manifesta solidale con i poveri (cf. "Il Dio della Nostra Contemplazione") è una risposta anche per il nostro tempo. Noi carmelitani, uomini e donne, consacrati e laici, siamo i portatori di questo carisma oggi. Siamo l’argilla profetica che lo Spirito Santo modella, basta avere il coraggio di lasciarci cambiare.

La collaborazione con i paesi e le popolazioni poveri chiede una solidarietà fondata nella giustizia e nel rispetto della dignità umana dei poveri e delle culture specifiche. Noi che formiamo una grande Famiglia presente in tutti i continenti dobbiamo offrire una speciale attenzione solidale. È la nostra consacrazione religiosa nella povertà e la nostra opzione preferenziale per i poveri, che esige in noi una solidarietà attiva, fondata nei principi di giustizia e pace della Bibbia e nell’insegnamento sociale della chiesa.


Prossima Riunione della Commissione Internazionale di Giustizia e Pace

La prossima riunione della Commissione Internazionale di Giustizia e Pace avrà luogo a Curitiba, Brasile, presso il Monastero Monte Carmelo. Il Monastero Monte Carmelo accoglie una particolare comunità carmelitana di frati e laici, impegnata nel recupero di persone tossicodipendenti e in via di reinserimento sociale.

L’esperienza fatta l’anno scorso di tenere la riunione nella Repubblica Democratica del Congo ci ha spinto a questa scelta. Vogliamo incontrare la Famiglia Carmelitana coinvolta in situazioni concrete e conoscere i suoi impegni nell’ambito di Giustizia e Pace. Ad agosto di 2005, a Curitiba, vogliamo riflettere sulla Regola e sulla Spiritualità Carmelitana a servizio di Giustizia e Pace e dell’integrazione sociale. Là, passeremo i primi tre giorni incontrando la comunità del Monastero Monte Carmelo, i frati carmelitani e gruppi laici che guidati dalla regola o dalla spiritualità carmelitana assumono impegni concreti di giustizia e pace.


Scandalo dei Bambini Soldati additato dai Carmelitani al World Social Forum 2005

Nel Forum Sociale Mondiale, edizione 2005 a Porto Alegre, Brasile,  sotto il patrocinio della Commissione Internazionale di Giustizia e Pace dell’Ordine Carmelitano, con l’appoggio della Curia Generalizia dei Carmelitani, è stato presentato il tema "Più bambini amati, meno bambini armati" nell’ambito dell’impegno per la pace e la demilitarizzazione. P. Antonio Silvio da Costa Junior, P. Chelo Dhebbi e P. Dundji Bagave Maknova, hanno presentato il problema dei bambini soldati nella Repubblica Democratica del Congo e le soluzioni presentate dalle comunità carmelitane, cioè accoglienza e integrazione familiare e culturale dei bambini con attenzione particolare all’educazione e solidarietà. I bambini coinvolti in guerre e arruolati come soldati mostrano la crudeltà della globalizazzione, che per interessi economici e politici si mostra indifferente o poco operante dinanzi a problemi di tale grandezza. La logica della globalizazzione condotta dagli interessi economici promuove la esclusione sociale, e la vita dei poveri ne subisce le conseguenze più gravi. L’indifferenza dinanzi alla sofferenza e alla morte dei poveri è la forma estrema di esclusione sociale, che in questo caso colpisce i bambini poveri e le loro famiglie. Il caso della RD del Congo e la soluzione apportata dai Carmelitani, tra gli altri gruppi impegnati in Giustizia e Pace, è un paradigma per leggere il fenomeno dei bambini armati in tante altre parti del mondo.

La presentazione è stata seguìta con interesse dai presenti ed ha avuto effetto il proposito di lasciare palare dell’Africa agli africani in un forum internazionale.


Presenza Carmelitana al World Social Forum in Brasile

Nel Forum Sociale Mondiale, edizione 2005 a Porto Alegre, Brasile, erano presenti 8 carmelitani. Il Forum Sociale ai vari livelli Mondiale, Regionali e Tematici sono ormai un movimento sociale con iniziative proposte come superamento della globalizzazione proposta in chiave neoliberale, e richiamano una globalizzazione basata sulla solidarietà, la democrazia, la ricerca di pace per la demilitarizzazione, lo sviluppo sostenibile, il rispetto verso i diritti umani le diversità culturali e di

pensiero, ed anche per il dialogo inter-religioso la condivisione delle specifiche spiritualità.

La presenza di diversi gruppi e famiglie religiose si fa’ sempre più massiccia. Ciò dimostra la sintonia dei propositi del Forum Sociale con le aspettative e iniziative di questi gruppi cattolici.


Pubblicato il Primo Libro della Collezione Zelo Zelatus

È stato pubblicato il primo numero della Collana "Zelo Zelatus": "A PRÁTICA LIBERTADORA DE JESUS" (La pratica liberatrice di Gesù), autore P. Carlos Mesters. Il libretto può essere richiesto presso la Segretaria di Giustizia e Pace dell’Ordine, per corrispondenza a P. Antonio Silvio da Costa Junior, Via Giovanni Lanza, 138. 00184, Roma, Italia. E-mail: cijpoc@ocarm.org 

Questa collana è proposta come uno strumento di formazione e riflessione sull’impegno di Giustizia e Pace come connaturale al nostro carisma e spiritualità carmelitana. Le pubblicazioni sono fatte nella lingua originale dell’autore e possono essere liberamente tradotte, pubblicate e utilizzate per i gruppi di Giustizia e Pace. Chiediamo soltanto di indicare la fonte e di inviare alla Segretaria di Giustizia e Pace dell’Ordine Carmelitano una copia stampata e digitale. Le traduzioni e proposte di utilizzazioni dei testi saranno disponibili nella pagina web di Giustizia e Pace dell’Ordine, all’indirizzo http://www.ocarm.org

Tra breve saranno pubblicati nuovi libretti sul tema degli ordini mendicanti, donne e spiritualità.


Vari Incontri Relativi a Giustizia e Pace

Vari incontri tra i carmelitani nel mondo rivelano l’impegno delle province o gruppi di carmelitani con Giustizia e Pace. Segnaliamo il lavoro di tre gruppi Carmelitani: 1) la Famiglia Carmelitana del Nordest del Brasile con gli impegni e l’informazione dell’organizzazione del "Carmelo Solidariedade"; frati, suore, laiche e laici carmelitani si riuniscono regolarmente per studiare dati della realtà e le risposte possibili alle sfide della povertà e dell’ingiustizia; 2) l’incontro della Famiglia Carmelitana in Indonesia per organizzare una ONG che sia in grado di essere una vera testimonianza evangelica di impegno di Giustizia e Pace;

3) le monache carmelitane di Carpineto Romano dopo una riflessione comunitaria hanno deciso impegnarsi con momenti specifici di preghiera comunitaria per l’impegno di Giustizia e Pace della Famiglia Carmelitana, nonché di preghiere pubbliche nella chiesa del Monastero di Sant’ Anna che siano un richiamo dei fedeli agli impegni di Giustizia e Pace sopratutto di tolleranza e accoglienza agli emigranti, spesso di altre confessioni religiose. 4) La Provincia Italiana ha promosso una giornata di riflessione della Famiglia Carmelitana per lo studio del tema della Giustizia e Pace a Sassone, con la presenza di P. Antonio Silvio e Carlos Mesters.


 

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