n. 3   luglio - settembre 2003
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IL LAICATO FIORISCE SULLA VITE DEL CARMELO

Negli ultimi 550 anni – da quando il papa Nicolò V indirizzò al Priore Generale dei Carmelitani, Giovanni Soreth, la bolla "Cum Nulla" i laici hanno iniziato a far parte dell’Ordine del Carmelo. Oggi il laicato carmelitano è
presente in numerosi paesi del mondo. Partecipano alla vita dell’Ordine in qualità di membri del Terz’Ordine e di confraternite.

Il motivo centrale della Bolla pontificia verteva sulla richiesta di riconoscimento dei privilegi del Priore della casa dei Carmelitani a Firenze, Italia, di aggregare laici all’Ordine. La risposta da parte del Papa ha aperto il varco al riconoscimento ufficiale di qualcosa che stava accadendo da almeno cento anni.

Le origini dell’aggregarsi di laici agli Ordini religiosi risale alla tradizione monastica dell’XI secolo. I laici che desideravano condurre lo stesso stile di vita religiosa propria dei monaci o delle monache, ma non erano tali, venivano chiamati "conversi" gli uomini o "converse" le donne. Queste persone laiche prendevano i voti e vivevano nella Comunità.

La grande maggioranza di laici Carmelitani appartiene a ciò che solitamente viene chiamato "Terz’Ordine". I termini "Primo", "Secondo" e "Terzo" sono utilizzati dall’Ordine Servita agli inizi del XVI secolo. Non sono stati mai intesi con valore gerarchico, ma semplicemente come riflesso del susseguirsi cronologico con cui sono sorti: alcuni gruppi sono stati fondati ufficialmente prima di altri. In alcune Province i membri del Terz’Ordine vengono chiamati genericamente "Laici Carmelitani", denominazione sicuramente posteriore riguardante anche altre realtà e gruppi. In molti paesi sono presenti Confraternite molto antiche e diversificate tra loro.

LA VOCAZIONE DEI LAICI CARMELITANI

All’interno della comune vocazione battesimale, alcune persone sono chiamate a partecipare al carisma di una famiglia religiosa in particolare. La professione come membro dei Laici Carmelitani è un ripercorrere in profondità le promesse
battesimali. Entrando nell’Ordine cercano di far proprio il carisma del Carmelo.

Come ogni membro del Carmelo, il Laico Carmelitano è chiamato a una forma di servizio che è parte integrante del carisma dell’Ordine: concorrere a trasformare la società secolare. Può svolgere questa missione in diversi modi secondo le possibilità di ognuno. Elia è di grande esempio per l’agire profetico tra il popolo, oltre che per l’esperienza profonda di Dio da cui muove tutta la sua attività profetica.

Altro elemento portante del carisma carmelitano è la fraternità. I Laici Carmelitani possono dar vita a comunità in vari modi: all’interno delle loro famiglie, come chiesa domestica; nella loro parrocchia, in cui celebrano i sacramenti e condividono le varie attività della comunità locale; nella loro comunità di Laici Carmelitani in cui trovano il sostegno per il viaggio spirituale; nel loro posto di lavoro e ovunque si trovano.

Essere un Laico Carmelitano non è vivere con una devozione in più; è una modalità precisa di vivere; è una vocazione. Per questo motivo è necessaria una sana formazione come per i frati, le monache e le suore. Il Laico carmelitano è chiamato a raccogliere la sfida di tradurre gli elementi essenziali del carisma del Carmelo nel quotidiano, nella vita di ogni giorno.


CITOC è lieto di presentare le notizie dei laici Carmelitani dalle varie parti del mondo:


ASSEMBLEA DEI CARMELITANI LAICI A MAHWAH, NEW JERSEY, USA

La Commissione interprovinciale dei Carmelitani Laici negli USA ha riunito in assemblea quarantadue coordinatori regionali e della formazione regionale dalle Province del Purissimo Cuore di Maria e di S. Elia.

Il raduno di fine settimana si è tenuto dal 30 maggio al 1° giugno 2003 presso il Carmel Retreat di Mahwah, New Jersey. I temi della discussione hanno coperto trentadue aree come ad esempio la chiamata al Carmelo, gli Statuti, i siti internet con gli aggiornamenti circa l’andamento delle varie comunità.

I partecipanti hanno avuto modo e tempo per socializzare e conoscersi tra loro e avvicinare i Delegati Provinciali, Fr Fr. John-Benedict Weber, O.Carm. (PCM), Fr. Brocard Connors, O.Carm. (SEL) e Sr Libby Dahlstrom, Direttore Associato (PCM).

C’era molto su cui cui discutere. È stato per tutti evidente che la comunicazione è stata vitale per il perenne miglioramento dei programmi di formazione per i laici carmelitani.

Rose Mary Lancellotti T.O.C.
New York, SEL Provincia


BICENTANARIO DELLA PRIMA MESSA DELL'AUSTRALIA

Domenica 11 Maggio quaranta arcivescovi dell’Australia si sono riuniti nella Cattedrale S. Maria a Sydney, per celebrare il 200° anniversario della Prima Messa Cattolica in Australia.

È stato un anniversario significativo per la storia della nazione, perché ha segnato l’inizio della tolleranza religiosa e il riconoscimento di gruppi minoritari che gli australiani oggi considerano un segno distintivo dell’Australia.

Legame assai importante per i primi cattolici fu la presenza dei discendenti di James Dempsey, carmelitano laico nella cui casa furono celebrate molte di quelle prime Messe. L’Arcivescovo George Pell ha celebrato la Messa Solenne, con i vescovi, e un’assemblea di circa duemilacinquecento persone. Davvero un bel salto rispetto alla prima Messa celebrata al The Rocks, un posto rozzo, da un prete deportato, Fr James Dixon, per un logoro gruppo di deportati e persone libere il 15 maggio 1803.

Dennis Dempsey ha concesso in prestito il crocifisso e i candelieri per l’esposizione dei "Primi cattolici australiani" nella cripta della Cattedrale. Questi oggetti preziosi sono stati conservati dalla famiglia Dempsey fin dalla morte di James Dempsey nel 1838 e sono stati dati in prestito anche per le celebrazioni dei carmelitani laici a Sydney nell’ottobre 2002 per il duecentesimo anniversario dell’arrivo di James Dempsey e John Butler il 30 ottobre 1802.

Questi due carmelitani laici si impegnarono molto per la fede insegnando il catechismo; la casa di James Dempsey veniva usata in segreto per la preghiera quando il Sacramento fu lasciato da Fr Jeremiah O’Flynn nella deportazione del 1818.

Anche il tabernacolo, ricavato da una cassa di quercia che conteneva il Sacramento benedetto durante quel periodo senza preti, è esposto nella mostra dei "Primi cattolici australiani".

Una vetrata nella Cattedrale di St. Mary di Sydney raffigura la celebrazione della Messa in una una casa (presumibilmemte quella di James Dempsey) con una persona in piedi vicino alla finestra che faceva la guardia all’arrivo della polizia.



 

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