n. 3   luglio - settembre 2006
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Intervista con Fr. Yohanes Indrakusuma, O. Carm.

Come è diventato fondatore di due gruppi religiosi?

Non avevo intenzione di essere il fondatore di qualche cosa. Ho capito che ero chiamato ad un modo di vivere più contemplativo come Carmelitano. Da studente pensavo che avrei potuto andare soltanto a Wolfnitz (Wolfnitz era una Comunità internazionale Carmelitana situata in Austria i cui i membri seguivano uno stile di vita eremitico). Sono stato ordinato nel 1967 e nel 1968 sono stato trasferito per ulteriori studi a Roma. Sono rimasto a Sant’ Alberto per un anno per la mia licenza in teologia alla Gregoriana (a quel tempo era ancora possibile prendere una licenza in un anno superando un esame). Avevo sperato di poter andare a Wolfnitz durante il mio soggiorno in Europa, ma quando sono venuto nel 1968 era chiusa. Quando sono stato in Francia (luglio 1969 - aprile 1973) il desiderio di un modo di vivere più calmo, lo stile di una vita contemplativa mi è rimasto dentro ed è diventato ancora più forte.

Tornato in Indonesia ho insegnato teologia dogmatica e spiritualità al Seminario di Malang. La vita solitaria diventava per me sempre più attraente finché chiesi al Provinciale il permesso di viverla; nel 1975 il Provinciale e il suo Consiglio me lo concessero. Dovevo però continuare l’insegnamento al seminario. Così due giorni a settimana insegnavo teologia e il resto del tempo vivevo solitario. C’era inevitabilmente una resistenza a questa mia scelta. Ci siamo accordati per iniziare a Ngroto, vicino a Batu e sono rimasto da solo fino al 1982.

La prima ubicazione era su una strada principale. Data la distanza del posto, pensavo che non sarebbe venuto nessuno. E invece furono in molti a venire.

Come le è venuta l’idea di fondare una Congregazione femminile, la Putri Karmel?

Quando visitai Ngroto all’inizio, un sacerdote carmelitano, Brocardus Jayus, mi ha dato l’ispirazione di iniziare a questo modo di vivere delle donne. Ma non se ne fece nulla. Poi è stata a farci visita una Suora della Congregazione della Divina Provvidenza con altre giovani e rimasero attratte da questo modo di vivere. Chiesero all’autorità il permesso di farne esperienza. La suora è stata molto tenace e alla fine è rimasta insieme a un’altra suora, in più tre giovani (compresa l’attuale Superiora Generale, Sr Justini Kesuma). Abbiamo iniziato. Dopo tre mesi, una se ne è andata, e anche la prima suora. Ma altre sono venute. La Congregazione è stata ufficialmente fondata dal Provinciale di Indonesia nel 1982.

Può essere difficile vivere da eremita con tutto ciò che accade intorno?

Un altro cambiamento nella mia vita è stato che desideravo vivere da solo e tutte queste persone rompevano la mia solitudine. Così un giorno mentre mi stavo lamentando con il Signore, ho sentito che Lui diceva nel mio cuore: "Yohanes, cosa è più importante, i tuoi desideri o la mia volontà?"

Prima di allora momento ero in difficoltà perché la gente disturbava sempre la mia solitudine. Da allora ho ricevuto le persone nella pace. Ora ci sono centonove suore nella Congregazione.

In che modo ha ottenuto di poter iniziare la Congregazione maschile, i Carmelitani di Sant’ Elia?

Nel 1985 si sono presentati tre giovani. Non sapevamo come muoverci. Avrebbero dovuto essere concretamente incorporati all’Ordine. Ma il Capitolo ha detto che dovevano andare in un noviziato comune. La loro incorporazione nella Provincia sarebbe stata molto difficile e non avremmo potuto stare sotto il Priore Generale. Dopo il discernimento con i giovani, abbiamo deciso di costituire un’associazione pubblica separata. Questo è successo nel 1986. Ora stiamo per diventare una Congregazione diocesana che attualmente comprende sessantatre uomini.

Quale retroterra hanno i membri?

È interessante che fra i fratelli e le sorelle, ma particolarmente le sorelle, la maggior parte abbia titoli universitari e una certa esperienza di lavoro. Generalmente vengono dalle città e non dai villaggi. La formazione iniziale delle suore agli inizi si è potuta fare con l’aiuto di una maestra delle novizie francescana. Si è trattenuta per due anni in loco per seguire un solido programma di formazione.

Com’è la vita di queste due Congregazioni?

Vi sono due stili di vita, sia presso il gruppo maschile che femminile. Un certo numero di membri sono eremiti. Un secondo gruppo forma la comunità di base. Sono contemplativi ma con un certo ministero. Possono fare counseling, tenere ritiri, seminari, o offrire preghiere personalizzate.

Si spostano anche ora per esercitare il ministero in altri luoghi. Negli ultimi nove anni gli indonesiani che vivono all’estero hanno invitato i fratelli e le sorelle a tenere ritiri e seminari nei paesi in cui ora vivono.

Come sono strutturate le due congregazioni?

Le suore hanno le loro superiore. Il mio ruolo in effetti è di appoggio. Ci riuniamo occasionalmente. Possono esserci più incontri per questioni specifiche, soprattutto in campo finanziario.

I fratelli hanno i loro superiori locali. Io servo ancora come loro superiore maggiore. Tuttavia, soltanto uno dei fratelli del gruppo originario è rimasto con noi. Purtroppo si è ammalato ed è morto abbastanza giovane. Non c’è stato un inizio forte come per le sorelle.

Dopo sei anni sono stato costretto a lasciare le sorelle a se stesse, ma sono cresciute bene e costantemente fino ad oggi. Molte difficoltà si sono avute perché si stava facendo qualcosa di nuovo.

Cosa prevede per il futuro?

Per le sorelle il futuro si prospetta ragionevolmente roseo. Il futuro degli uomini non sembra tanto chiaro, tuttavia, a giudicare dai fratelli che ci sono oggi, c’è speranza per il futuro. Lavoreremo principalmente nella formazione dei laici organizzatori o leaders, ma anche per i religiosi. La formazione spirituale dei sacerdoti in Indonesia è scarsa e ci stiamo chiedendo se il Signore ci chiama in tal senso. Abbiamo cominciato con la formazione dei laici organizzatori nella nostra Comunità laica e prevedo di estendere la portata di questa formazione anche ad altri. Ma esito a dire esattamente che cosa porterà il futuro perché il Signore sembra sempre riservarmi sorprese!

Ci sono altri due sacerdoti con me attualmente, ma ancora nessuno del CSE. Durante questi anni il Signore ha mandato preti ad aiutarmi nel centro e nella formazione. A Dio piacendo, avremo una ordinazione quest’ anno (2006) e poi negli anni successivi. È una ordinazione a servizio della diocesi. Una volta Congregazione diocesana, potremmo avere sacerdoti ordinati per la Congregazione.

Certamente il mondo ha bisogno di quiete, solitudine, tempo per riflettere

Abbiamo un bel posto -montagne, foresta e desideriamo condividerlo con i sacerdoti. Non siamo interessati a condividere la nostra vita solo con i Carmelitani, ma con ogni sacerdote che abbia bisogno di un periodo di calma. Questo è stato il mio sogno.

Le sorelle spesso sono invitate a tenere ritiri ad altre congregazioni. Ciò costituisce un certo cambiamento. All’inizio le nostre sorelle sono state sottovalutate dal clero e dalle altre Congregazioni di suore. Comunque ora è diverso.

Io tenevo ritiri ma era diventato troppo per me. Così una volta pensai di mandare "le mie assistenti" - non osai chiedere: "Possono venire le suore?" - ben preparate nel campo della spiritualità. Le sorelle sono andate e sono riuscite abbastanza. Ciò ha posto fine al pregiudizio negativo. Sapete che qualche volta si deve ricorrere a queste modalità per introdursi nella piazza!

Ora i fratelli e le sorelle devono limitare il lavoro. Non possiamo rispondere di sì a tutte le richieste. Per questo, a Dio piacendo, stiamo progettando un corso di spiritualità per i formatori, corso residenziale di due mesi. Speriamo di portare queste persone ad una vera esperienza di Dio e ad approfondire la loro esperienza religiosa. Il corso sarà basato sugli insegnamenti dei santi carmelitani e sulla spiritualità del Rinnovamento Carismatico, come la guarigione interna o esterna della memoria, i doni dello Spirito e così via.

Quanto è coinvolto il Rinnovamento Carismatico in ciò che fa?

Dovrei dire che il mio ministero è inconcepibile senza l’esperienza carismatica. Per spianare la terra di un luogo collinoso per una costruzione, puoi utilizzare le pale. Ma occorrerà molto tempo. Noi utilizziamo un bulldozer, il Rinnovamento Carismatico. È più rapido e possiamo farlo più facilmente. Per costruire l’edificio in sé poi non continuiamo ad utilizzare un bulldozer ma strumenti capillari, come ho accennato prima: la spiritualità Carmelitana. I nostri membri traggono la loro ispirazione dall’eredità spirituale del Carmelo come perpetuata nella storia dai grandi santi dell’Ordine.

Come il Rinnovamento Carismatico ha influenzato la sua vita?

Riflettendo su quasi 30 anni di questo servizio, sono felice di aver conosciuto il Rinnovamento Carismatico attraverso la teologia più che con l’esperienza approssimativa. Dopo la mia esperienza con la gente, posso distinguere chiaramente fra gli aspetti teologici del rinnovamento e la sua espressione sociologica. Il contesto teologico è che abbiamo bisogno della forza dello Spirito Santo per vivere come cristiani. Il contenuto teologico dell’esperienza dell’effusione dello Spirito Santo è un’esperienza e un incontro reale con il Dio vivo e con Gesù vivo. Questo è il grande dono del Rinnovamento alla Chiesa. Perchè noi Carmelitani dovremmo esserne privati ?

Per poter predicare con convinzione occorrono i doni dello Spirito Santo e la dipendenza dallo Spirito Santo. I doni non sono fini, ma mezzi. Per esempio, sono riconoscente a Dio di aver conosciuto san Giovanni della Croce prima del Rinnovamento Carismatico. Ma questa presenza dello Spirito Santo è necessaria per ogni cristiano, al di là della particolare vocazione.

L’aspetto sociologico è l’espressione esteriore. Le persone la esprimono in diversi modi, più spesso secondo la loro cultura. Purtroppo, molte persone non distinguono fra i due aspetti e ciò ha causato grossi problemi all’interno del movimento.

C’ è anche una Comunità di laici?

Il nostro gruppo laico, la Comunità della Santa Trinità, si compone di cinquecentoquarantuno "cellule" con cinquemilaseicentocinquantuno membri, giovani e anziani. Il numero minimo di membri per una cellula è quattro e il massimo è sedici. Poi si scindono come si scindono le cellule di un organismo vivente. I membri originari hanno partecipato a un ritiro che è stato una forte esperienza per molti. Hanno avvertito il rinnovamento e la conversione nella loro vita. Gesù è diventato per loro una persona reale, vivente. Molti hanno continuato questa esperienza, spendendo più di un’ora ogni giorno nella preghiera e nella lettura delle Scritture.


P. Yohanes Indrakusuma, O. Carm.

Un Santuario Mariano - Le Congregazioni lavorano per promuovere la tradizione Mariana dell’Ordine Carmelitano. Un certo numero di questi luoghi possono essere utilizzati per la meditazione e la preghiera riservate come anche per gruppi più grandi.

Una veduta degli eremitagi delle suore di Putri Karmel (foto CITOC)

Un gruppo delle suore di Putri Karmel

La cappella dei CSE (foto CITOC)

Lembah Karmel da sopra (foto CITOC)


 

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