n. 4   luglio - agosto 2002
 


NOTIZIA DEL ONG CARMELITANO - RIFLESSIONI
- COMMENTARI -

.

La strada per Johannesburg:
Perché è importante partecipare ai Congressi delle Nazioni Unite

"L’estrema povertà è un affronto per la dignità umana e i diritti dell’uomo. Insidia i valori universali della giustizia e della libertà. La solidarietà con i poveri è un principio fondamentale di tutte le grandi religioni mondiali"- Kofi Annan

Circa trentamila persone sono andate a Istanbul per cercare le soluzioni ai problemi urbani nel II Congresso Habitat. Quasi cinquantamila sono andate a Beijing per disporre nuovi modelli per il progresso della donna. Circa quarantasettemila sono convenute a Rio de Janeiro per trovare un migliore equilibrio tra protezione dell’ambiente e sviluppo economico in un Summit mondiale.

Per qualcuno, la serie di congressi su larga scala delle Nazioni Unite (ONU) tenuti negli anni ‘90 può sembrare come un ragionare esagerato. Ma la maggior parte dei leaders e chi prende decisioni politiche vedono questi eventi come un utile investimento – e perfino un fattore decisivo – nel formare il futuro mondiale.

Coinvolgendo i presidenti, i primi ministri e altri esponenti dello stato – pioniere nel 1990 il vertice mondiale per i Bambini-, questi Congressi hanno posto difficoltà a lungo termine, problemi quali la povertà e la degradazione ambientale al vertice dell’agenda mondiale. Questi problemi non avrebbero altrimenti l’urgenza politica di afferrare i titoli di prima pagina dei giornali e richiedere l’attenzione dei leaders mondiali. La partecipazione delle migliaia di organizzazioni non governative, dei cittadini, dei professori, e degli economisti, sia negli incontri ufficiali che negli incontri ufficiosi, ha trasformato questi Congressi in veri "forum mondiali".

Nel 2001, Sr. Helen Ojario, O. Carm. ed io abbiamo presenziato gli incontri preparatori (chiamati PrepComs) per il Congresso "Finanziamento per lo Sviluppo" (denominato Accordo di Monterrey) che si è tenuto a Monterrey, Messico. È stato un momento formativo per noi perché la Commissione Preparatoria ci ha fornito un’esperienza di prima mano di come si svolga un Congresso ONU. Abbiamo assistito al largo dibattito e alle trattative che preliminari per raggiungere l’accordo nel contenuto e nel linguaggio del documento finale che sarà firmato dalle nazioni partecipanti.

La strada a Johannesburg ci ha visti a Bali, Indonesia, per la Commissione Preparatoria finale prima del vertice mondiale. Sr Helen ed io facevamo parte del team composto di quattro membri dell’università Loyola di New Orleans. C’è stata una riunione al vertice dell’Agricoltura Sostenibile. Obiettivo della riunione era di cercare i modi di espandere un progetto dell’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), conosciuto come Agricoltura Sostenibile e Sviluppo Rurale (SARD). I criteri della SARD è di ridurre la vulnerabilità del settore agricolo per le avversità naturali e socio-economiche ed altri rischi, e rinforzare la fiducia in se stesso.

Dopo avere parlato con colleghi dello Sri Lanka, dell’Africa del sud, dell’Egitto, del Brasile, delle Filippine e dell’Indonesia, abbiamo preso coscienza che un modello economico globale con le sue specificità si traduce comunque in un investimento straniero che atterra i coltivatori e gli altri operai indigeni.

Ci siamo resi conto che un modello economico locale che punti sulla comunità e sostenibilità provvederebbe tramite le richieste della SARD a dare sicurezza e stabilità ai coltivatori locali, ai pescatori e ad altri imprenditori. Abbiamo ripartito il nostro modello economico locale che ha una storia di successo nelle aree urbane e nelle zone rurali, in paesi sviluppati così come in paesi in via di sviluppo.

Bali ci ha dato un tocco di realismo nelle relazioni mondiali. La tensione che esiste tra i paesi sviluppati e i paesi in via di sviluppo è evidente nei contenuti e nel linguaggio dei documenti di Bali.

Da Bali, Sr Helen ed io abbiamo raggiunto Manila, nelle Filippine. Qui ci siamo incontrati nel Centro Tito Brandsma con Fr. Bernard Roosendel. Fr. Roosendel aveva convocato i membri dell’Ordine Carmelitano, superiori religiosi e laici e altri interessati alla giustizia sociale per un pomeriggio di condivisione e discussione.

È stato dato il tema della riunione: Il lavoro di giustizia e pace in un villaggio globale. A sr Helen e a me è stata offerta l’opportunità di condividere ciò che avevamo osservato e appreso a Bali. Dopo aver presentato una descrizione della Commissione Preparatoria di Bali e in anteprima l’ordine del giorno per il vertice mondiale di Johannesburg, Sr Helen ed io abbiamo esaurito il tempo rimasto per parlare dello stesso modello economico locale che avevamo condiviso con i colleghi di Bali.

Nella discussione del nostro modello, abbiamo scoperto che molti dei presenti lo stavano già usando o almeno in parte nei programmi di sviluppo che avevano intrapreso. Per la qualità del confronto, ne siamo usciti arricchiti e con una più vasta comprensione delle componenti essenziali del nostro modello.

La strada per Johannesburg continua a tracciarsi. Lungo la via il nostro team ha fatto molte scoperte, particolarmente su ciò che conduce a modi costruttivi per contribuire a rendere il nostro mondo migliore e più comprensivo per tutti.

Jane Remson, O. Carm.
New Orleans, Louisiana (USA)

(ripreso dal notiziario Global Network per la Giustizia [vol. 1, numero 9; giugno 2002]…)

.


LETTERA AL DIRETTORE

Sinceramente sono molto deluso che il nuovo e giovane NGO Carmelitano (Organizzazione Non Governativa) sia stato presentato in modo superficiale e non molto coerente in CITOC (vedi Marzo-Aprile 2002). Se non erro, questa è la prima volta che CITOC presenta i Carmelitani come una Organizzazione Non Governativa con un articolo lungo una pagina e mezza.

Non conosco l’Istituto Acton né il suo direttore, Fr. Robert Sirico. Egli dà l’impressione di essere un teorico e un idealista con veramente poca esperienza della realtà, specialmente del sud. Fondamentalmente non mostra il legame fra gli eventi economici, sociali, culturali e politici nel mondo attuale e nel nostro Ordine. Faccio un esempio. "Fr. Sirico rigetta ciò che gli attivisti anti-globalizzazione affermano: Sta aumentando il divario fra ricchi e poveri e i ricchi si arricchiscono sempre con la fatica dei poveri". E aggiunge: "Questa è una dichiarazione popolare, ma la semplice evidenza non basta a confermarla".

Di quale evidenza sta parlando? Lasciamolo dire alla Banca Mondiale. "Il debito a lungo termine dei paesi in via di sviluppo era approssimativamente US $ 62 miliardi nel 1970. Aumenta sette volte nel corso dello stesso anno per raggiungere i $ 481 miliardi nel 1980. Il debito totale (compreso il debito a breve termine) dei paesi in via di sviluppo arriva a più di $ 2 miliardi di miliardi nel 1996, un aumento di 32 volte rispetto al 1970". (Banca Mondiale, Tabelle del debito mondiale. La globalizzazione della povertà di Michel Chossudovshy, p. 45.)

Quali sono le conseguenze di questo crescere del debito? Chi lo paga?

Mi sembra che Fr. Robert non abbia idea delle riforme internazionali o macro-economiche, della manodopera a buon mercato, della geopolitica globale, della polarizzazione sociale e concentrazione sulla ricchezza, del ruolo delle istituzioni globali, del menu del Fondo Monetario Internazionale (FMI), del genocidio economico, della distruzione dell’economia nazionale, ecc.

Fr. Robert forse ha bisogno di leggere e studiare il libro di Chossudovsky ed aprirsi alla realtà del Perù, Brasile, Vietnam, Filippine, India, Bangladesh, Bolivia e di altri paesi del sud.

Sinceramente

Bernard Roosendaal, O. Carm.
Filippine


 

TORNARA ALLA ONG CARMELITANA

TORNARA AL INDICE DEL CITOC   |   TORNARA AL INDICE DEL QUESTO NUMERO DI CITOC


INDICE DEI SITI WEB DEI CARMELITANI
carmelites.info  |  carmelitas.info  |  carmelitani.info