n. 4   luglio - agosto 2002
 


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Consacrazione e Benedizione della prima chiesa e del primo monastero Carmelitano in Romania

Il 3 agosto 2002, il vescovo Petru Gherghel, vescovo di Iasi (Romania) ha consacrato la Chiesa
Carmelitana dedicata a Nostra Signora del Monte Carmelo e al profeta Elia. Inoltre ha benedetto il Centro
di Spiritualità Carmelitano. Entrambi sono situati in Luncani, Romania, e sono stati costruiti dalla Provincia italiana dei Carmelitani sotto la direzione di Tiberio Scorrano.

Presente anche il vescovo Aurel Perca, vescovo ausiliare, il Priore Generale, Joseph Chalmers, il Consigliere Generale per la regione mediterranea, Rafael Leiva Sánchez, il Priore Provinciale della Provincia italiana, Claudio Bellotti, la Superiora Generale delle Suore Missionarie di S. Teresa di Gesù Bambino (Santa Marinella), Sr Beatrice Minieri, la Provinciale, Sr Donatella Cappello, i Carmelitani della Provincia italiana compresi molti Carmelitani rumeni. Presente inoltre il pastore ortodosso di Luncani, il sindaco e numerosi religiosi, uomini e donne, compresi due Carmelitani Scalzi, molti sacerdoti e fedeli. Presente anche Fr. Petru Mares, amico dell’Ordine che è stato responsabile dell’arrivo dei Carmelitani in Romania.

Tutto il complesso, denominato "Monastero Carmelitano" è stato realizzato con l’intento di ospitare i gruppi dei pellegrini devoti della Madre di Dio e del profeta Elia. C’è disponibilità per ritiri. Il Monastero è situato a 15 chilometri da Bacau, lungo la strada per Moinesti, nella zona di Luncani, a due chilometri verso i boschi.

La casa per ritiri ha venti stanze, una sala per conferenze, una sala da pranzo e stanze più piccole per incontri di piccoli gruppi. La posizione, vicino ai boschi, crea un’atmosfera di riflessione e permette di stare a contatto con la natura e la possibilità di lunghe camminate.

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LE FOTOGRAFIE DALLA ROMANIA
 

   
 
   
   
   

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LA THEOTOKOS DEL MONTE CARMELO
 


L’icona, unica nel suo genere, ha lo scopo di presentare la spiritualità mariana carmelitana in un contesto religioso e culturale prevalentemente Ortodosso. Tiene conto della sensibilità bizantina e della tradizione carmelitana più vicina alle origini. Evoca immediatamente il Carmelo, la Patrona del Luogo. Ha come particolare caratteristica, tra le altre, il segno orientale della protezione che è il "manto" della Madre di Dio come forma simbolica di "rivestimento" di tutta la persona, come da antichissima icona donata dai carmelitani alla Basilica di Santa Sofia in Nicosia (Cipro).

La mano destra della Madre di Dio tiene un manto che, più che coprire, accoglie i "servi fedeli" sottostanti nella sua sfera di influenza. Questi sono uomini e donne, membri della Famiglia Carmelitana rappresentativi del XX secolo. Sotto la protezione della Madre, sotto la sua Tenda, emerge la nuova umanità visibilmente felice e orante. Il beato Tito Brandsma, testimone della lotta per la libertà da ogni assolutismo; il beato Isidore Bakanja umile testimone della fede, simbolo del riscatto del sud del mondo; Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) simbolo dell’incontro con l’ebraismo; Anicka Zelikova, terziaria carmelitana, particolarmente sensibile alle problematiche bioetiche. Hanno resistito al male, hanno distrutto la disperazione suscitata dall’orrore della violenza umana poiché hanno trovato un rifugio, hanno trovato la Madre e con lei il Figlio Salvatore.

Dal Monte Carmelo si leva pure la voce del profeta Elia attraverso un cartiglio con la scritta "zelo zelatus sum pro Domino Deo exercituum", collegando così le due figure ispirative del carisma carmelitano. In bella evidenza anche lo stemma dell’Ordine Carmelitano a ricordare l’impegno storico della Famiglia carmelitana nella diffusione di questo messaggio mariano.

 

 

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