n. 1   gennaio - marzo 2007
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I Carmelitani a Timor Est
Si aprono alcune porte su Linguaggio, Istruzione, Acqua pulita ed Elettricità

Sean Keefe è un membro della Provincia PMC; ha lavorato in Australia per diversi anni. Attualmente è cappellano presso l’istituto carmelitano di Whitefriars in Donale. Prima di partire per l’Australia, ha prestato il proprio servizio educativo nella Provincia PCM. Ha emesso la professione solenne nel 1967.

Cose che noi troppo spesso diamo per scontate sono invece questioni di prim’ordine a Zumalai, Timor Est, nelle missioni dei Carmelitani. In un recente incontro della Provincia Australiana-Timor Est, si è discusso per circa un’ora su quale lingua far esprimere gli studenti in formazione. Non essendovi elettricità, una capra macellata a Timor Est deve essere totalmente consumata per non andare a male. Il fiume inquinato da scorie umane o animali è una importante risorsa d’acqua per la gente.

In un paese in cui l’età media è di 21 anni, la gente ha voglia di lavorare e studiare; si tratta di aprire loro alcune porte.

La lingua ufficiale di Timor Est è il portoghese, parlato solo da una esigua minoranza. L’idioma più diffuso è il Tetum, cioè segni verbali la cui forma scritta è ancora in via di definizione. Esistono testi scolastici in Tetum per studenti fino alla quarta classe. La lingua scritta continua ad essere l’Indonesiano che, per motivi storici delle due nazioni, suscita nella gente irritazione e brutti ricordi. L’altra lingua usata è l’inglese.

I giovani carmelitani in Timor Est pregano in inglese per familiarizzare con le cadenze. Studiano in portoghese perché è la lingua ufficiale della Chiesa nel paese. Parlano in Tetum. Le loro lezioni sono in Indonesiano. Farsi un’istruzione è un’avventura da labirinto.

In Zumalai gli insegnanti non hanno ricevuto salario e quindi non si impegnavano nell’insegnamento. Gli studenti si presentavano a scuola ma non c’erano insegnanti. I carmelitani di Timor Est ora pagano gli insegnanti solo quando questi vengono a lavorare. Quando non arrivano, non vengono pagati. I carmelitani hanno assicurato il sostegno economico. Gli studenti del Whitefriars College di Donvale hanno offerto abbastanza denaro per retribuire gli insegnanti durante il prossimo anno. Il circolo così si è spezzato e gli studenti cominciano a ricevere un’istruzione regolare.

Nessuno può sopravvivere senz’acqua. In Timor Est ci sono due stagioni – asciutta e umida. Oltre all’acqua corrente in un fiume inquinato, i containers usati per il trasporto idrico sono un rischio dal punto di vista sanitario. Non si è consapevoli dell’igiene. La situazione può migliorare combinando una raccolta d’acqua piovana con un controllo clinico della stessa al momento della distribuzione pubblica. Fra Sean spera di far adottare un modo per tenere i containers più puliti tramite l’uso di un antisettico.

Questa piccola precauzione presenza un altro vantaggio – quello di creare lavoro. Per riempire le taniche, la gente dovrà preparare un’area adatta alla loro sistemazione. L’installazione delle tubature richiederà più personale e una certa pratica. La speranza finale sarebbe la creazione di una società incaricata della manutenzione dei containers e della distribuzione di acqua potabile agli abitanti del villaggio.

Una fra le svolte più significative che potrebbe aver luogo in Zumalai sarebbe l’introduzione dell’elettricità. Engineers Without Borders è un gruppo australiano che opera in Timor Est. Con 9.500 dollari potrebbe installare il necessario per rifornire Zumalai di elettricità solare. Ciò creerebbe lavoro. Stimolerebbe l’istruzione aprendo l’accesso ai computers e ad altri sussidi educativi. Significherebbe la possibilità per le famiglie di conservare gli alimenti.

Situato a solo 400 miglia dalla costa settentrionale dell’Australia, Timor Est continua ad essere il paese più povero dell’Asia. La parrocchia carmelitana che vi si trova abbraccia 26 villaggi. Zumalai dista dieci ore in automobile da Dili, capitale di Timor Est, una distanza di appena 130 miglia!


La nuova missione della Provincia Baetica in Burkina Faso

Con 18 membri – cinque sacerdoti, otto professi semplici e cinque postulanti – in due case, la Provincia Baetica ha avviato una solida missione in Burkina Faso.

Bobadiouslaso è la casa di noviziato, un dono del vescovo di Bobo.

La comunità, oltre che alla formazione degli studenti, si dedica al lavoro pastorale. Il carmelitano Eugene Kaborè insegna anche al Seminario di Kumi. I carmelitani Francisco Daza e Alain Diallo insegnano presso la scuola superiore del luogo e fr. Eugene presta la sua opera come direttore spirituale in un centro di detenzione. Su richiesta del vescovo, fr. Francisco coordina il servizio giovanile nelle scuole della città.

La fondazione più recente è a Ouagadougou; vi si cura soprattutto la formazione degli studenti nella vita comunitaria. Si tratta di tre abitazioni separate ma comunicanti, ognuna con tre camere da letto, due bagni, un’aula piuttosto ampia e una cucina. Una delle stanze più grandi funge da refettorio e sala di ricreazione, un’altra è sala di studio e la terza è una cappella. Il posto è semplice, ma dotato di tutto il necessario per una vita ordinata.

La nuova comunità marcia bene e si incontra regolarmente: tutti i membri e i formandi si incontrano una volta al mese, i postulanti una volta a settimana, e si confrontano su argomenti quali la spiritualità carmelitana, la liturgia, la musica, le comunicazioni. Inoltre, ogni mese si tiene un ritiro e il sacramento della Riconciliazione.

Fr. Jean Patrice Basole insegna teologia morale al seminario e anche gli studenti carmelitani frequentano le sue lezioni.

Quest’anno non vi è un noviziato.

I vari progetti approvati all’ultimo Capitolo della Provincia Baetica sono vicini alla realizzazione. Il nuovo pozzo fornisce un’abbondante riserva di acqua potabile. La cisterna e la pompa devono ancora essere completati.

A dicembre, tre membri del gruppo missionario dei laici carmelitani di Osuna, Spagna – un’infermiera, uno psicologo e un medico – hanno visitato gli orfanotrofi di Lumbilá e Reo e le comunità di Bobo e Ouago.


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