n. 1   gennaio - marzo 2007
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BOLLETTINO ISIDORO BAKANJA
- BOLLETTINO DELLA COMMISSIONE INTERNAZIONALE PER LAICI CARMELITANI -


Il nostro impegno nel Carmelo
Gnomi sulle spalle del Gigante

Marlene, 44 anni, e Paulus, 49, si sono incontrati ad Amsterdam, Nederlands, quando erano studenti. Si sono sposati e ora hanno quattro figli. sono entrambi molto impegnati nel gruppo di laici carmelitani della provincia olandese. Fino a poco tempo fa, Marlene prestava servizio come delegata del Vescovo di Rotterdam e operatrice pastorale presso il Jacobs Hospice. Ora sta studiando per il dottorato all’Istituto Tito Brandsma presso l’Università di Radbout di Nimega. Paulus lavora come medico generico all’Aia. Presta la sua opera sanitaria anche nelle carceri e svolge un servizio di consulenza presso il Jacobs Hospice. Paulus, inoltre, è un diacono ordinato.

CITOC ha invitato Paulus a condividere questa esperienza di coinvolgimento nel Carmelo, evidenziandone anche l’impatto sulla vita familiare e professionale.

L’attrazione fra due persone è qualcosa di molto complesso. Anche per noi è stato così. Da studenti, la vita era facile. Mi ricordo delle risate, delle uscite al pub, dei viaggi, delle continue visite alla biblioteca universitaria per prepararci agli esami. Difficilmente sorgevano grandi responsabilità. Quando finivamo i soldi e mancava ancora molto alla fine del mese, semplicemente ce ne andavamo a casa dei nostri genitori dove avevamo da mangiare e la possibilità di riempirci le tasche.

Al tempo stesso, tutti e due sapevamo chiaramente di essere solo dei "nanetti sulle spalle del Gigante", cioè che c’era un Dio che ci guardava e vegliava su di noi. Certo, era una bella vita, e quella vita comprendeva anche Dio. E presto, invece di una spirituali egocentrica, ci siamo scoperti a cercare una spiritualità del noi come parte fondamentale del nostro rapporto e del nostro matrimonio.

La spiritualità nella nostra giovinezza

Marlene cresceva con la madre e la nonna. La sua educazione era piuttosto anticlericale, sospetta verso la Chiesa e l’autorità. Un sacerdote gesuita veniva regolarmente a farci visita, ma non gli era permesso di parlare di Chiesa o di religione.

Quando Marlene decise di intraprende gli studi teologici, incontrò viva resistenza da parte della madre e della nonna. Quando andò a iscriversi all’università, la nonna la accompagnò. E alla fermata dell’autobus chiese a Marlene: "Bambina, sei sicura che sia ciò che Dio vuole?".

Durante i suoi studi teologici, Marlene allacciò contatti con i professori che erano per la maggior parte gesuiti. Cominciò a conoscere sempre meglio sant’Ignazio di Lodola.

Io sono cresciuto in un ambiente cattolico romano, a casa con i miei genitori. Alcuni padri carmelitani, come Falco Thuis, venivano a volte a visitarci. Mi ricordo quando frequentavo la Scuola Tito Brandsma. E ricordo anche gli inni che la comunità carmelitana cantava nel monastero dove spesso la mia famiglia si recava a messa, l’atmosfera mistica e la pace del luogo.

La spiritualità nel nostro matrimonio

Nella ricerca di una "spiritualità del noi", Marlene e io abbiamo scoperto la Regola carmelitana verso la fine degli anni ’80. Abbiamo deciso di provare a integrare questa regola nella nostra vita quotidiana. Abbiamo chiesto a fr. Falco Thuis di guidarci in questo cammino. All’inizio eravamo un po’ ingenui. Con il passare degli anni, però, abbiamo scoperto che la via carmelitana è una forma di pellegrinaggio, una via di trasformazione. Ma ci sentivamo come se avessimo comprato un vestito di taglia troppo grande e con la speranza che un giorno, crescendo, sarebbe risultato della misura giusta. Nella nostra comune ricerca di silenzio, preghiera e fraternità, siamo stati accolti dalla comunità carmelitana di Dordrecht. Era come se Edgar Koning, il priore di allora, non aspettasse che noi. Siamo cresciuti e si è rafforzato sempre più il nostro legame al Carmelo. Nel 2001 Marlene e io ci siamo impegnati e abbiamo professato la Regola carmelitana.

Abbiamo quattro figli, Maria (15), Gus (13), Sarah (9) e Swanny (7). Cerchiamo di insegnare loro a prendere per guida le tre "S" – Solidarietà, Sobrietà e Spiritualità – in opposizione all’individualismo (il mondo del ‘mio’), al materialismo e alla fede del "fai-da-te".

La domenica sera, dopo cena, ci riuniamo in Capitolo (Kapittel) e la più piccola comincia a dire le sue idee, ciò che pensa della famiglia (nel suo insieme o dei singoli) e della propria vita. Nessuno la interrompe. I nostri figli imparano così ad apprezzare le opinioni e i sentimenti di tutti e accettano anche che le loro idee possano non sempre essere approvate o persino sembrare minacciose a qualcuno.

I bambini sanno che nella nostra routine quotidiana ci sono espliciti momenti di preghiera: quando siamo a tavola, prima di andare a letto (quando papà traccia una piccola croce sulla loro fronte) e nel piccolo oratorio di casa.

Consideriamo la nostra scelta di laici carmelitani non come una particolare forma di devozione, ma, più felicemente, come un modo di condividere la missione dell’Ordine Carmelitano. Come i frati e le suore, cerchiamo di vivere una "vita consecrata", di dedizione. Anche noi cerchiamo le orme, le tracce del Divino. Cerchiamo la salvezza.

Il nostro lavoro e impegno nella comunità

Nel 1994, Marlene e io abbiamo fondato il Jacobs Hospice, una casa per malati terminali, con un gruppo di persone animate da sincero impegno di carità. Nella spiritualità carmelitana, la solidarietà è importante. Abbiamo scelto di vivere e lavorare nel quartiere più povero della città, in una comunità meno favorita e a basso reddito. Sono per la maggior parte emigrati e di tradizione religiosa musulmana, indù e cristiana.

Essendo sia medico che diacono posso combinare le due vocazioni lavorando con gli emigrati, i clandestini, i carcerati o i malati terminali. Con gli anni, abbiamo maturato una crescente consapevolezza che per noi la celebrazione eucaristica significa l"Eucaristia della Strada’ (diaconia), l"Eucaristia della Famiglia’ e l"Eucaristia in Chiesa’, tutte e tre appartenenti al Sacramento.

Essere carmelitano e medico: quali gli influssi reciproci?

Vivere da carmelitani ci permette di lavorare in modo contemplativo. Preghiera e silenzio sono attitudini fondamentali che cerchiamo di coltivare tutto il giorno nella speranza di tenere i nostri sensi aperti a Dio e a quanti incontriamo o chiedono la nostra attenzione. Nutriamo un sogno missionario. In un modo moderno, attuale, "cerchiamo di far passare il messaggio" (parafrasando un detto del film ‘Jesus Christ Superstar’). Cerchiamo di mostrare compassione. Inoltre, ogni due settimane organizziamo degli incontri in cui leggiamo testi di mistica o i salmi seguendo il metodo di preghiera della ‘lectio divina’.

Nel mio lavoro, ogni paziente, ogni persona che incontro, è unica. Ciò significa che ognuno ha la sua storia unica, con i propri alti e bassi. Sembra che la gente desideri molto essere ascoltata, rispettate per la propria scelta di vita. Il Carmelo per me è quindi un paradigma che mi aiuta ad interpretare e comprendere la realtà in cui vivo e che parla al mondo senza bisogno di parole: Pellegrinaggio, fraternità, preghiera, silenzio e la nostra cella interiore, la nostra Fonte, il nostro Oriente.

Vivendo da carmelitano, sperimento molta maggior armonia interiore nelle situazioni di difficoltà o calamità sociale o professionale. La gente e i pazienti scelgono il sentiero che sentono di dover percorrere. Io non posso sostituirmi a loro. Posso solo mostrare rispetto e partecipazione per le loro scelte. Posso solo apprezzare il fatto che le mie mani sono come le mani di Dio, che non sono io a respirare ma è Lui che respira in me.


I carmelitani promuovono la testimonianza di Oscar Romero

I laici carmelitani della Gran Bretagna si uniscono ai frati nel promuovere la memoria e il messaggio di Oscar Romero, l’Arcivescovo di El Salvador assassinato nel 1980 perché non denunciasse oltre le ingiustizie contro i poveri e gli oppressi.

Monsignor Romero apparteneva alla Confraternita Carmelitana dello Scapolare,da lui indossato al momento del martirio.

L’11 gennaio 2007 i membri della famiglia carmelitana hanno propagandato a Londra un libro di meditazioni di Romero, e un’opera caritativa, l’Archbishop Romero Trust.

Uno dei suoi aderenti, il Priore Provinciale Tony Lester, O.Carm., era nel gruppo dei tre frati che l’anno scorso si sono recati a El Salvador per visitare luoghi e persone vicini a Oscar Romero e ad altri martiri del paese. Sono stati ospiti nella parrocchia di fr. David Blanchard, O.Carm. La Provincia Britannica ha finanziato il rifacimento della piccola abitazione di Romero, collocata nell’ospedale gestito dai carmelitani, installando anche un vetro ultra-violetto per proteggere i paramenti da lui indossati durante la celebrazione dell’ultima Messa.

I laici carmelitani sono profondamente impegnati nel promuovere la giustizia e la pace nella vita della Provincia britannica. Una terziaria, Sylvia Lucas, è la rappresentante agli eventi nazionali e internazionali sul tema. Insieme con un altro laico carmelitano e alla presenza di molti membri della famiglia carmelitana, hanno partecipato all’inaugurazione dell’Archbishop Romero Trust.

Nel corso del 2007 la Provincia organizzerà ad Aylesford una conferenza su mons. Romero da parte del suo segretario mons. Urioste.

Johan Bergström-Allen, T.O.C.


Terziario Carmelitano
Un miracolo attribuito all’intercessione di Giorgio Preca; Canonizazione il 3 giugno a Roma

Nel Concistoro Ordinario Pubblico tenuto il 23 febbraio nel Vaticano, il Papa Benedetto XVI ha stabilito che la cerimonia di canonizzazione del Beato Giorgio Preca avrà luogo il 3 giugno a Rome. L’approvazione del miracolo attribuito all' intercessione del terziario carmelitano è avvenuta durante un incontro tenutosi il 9 gennaio in Vaticano e presieduto dal card. José Saraiva Martins.

Il miracolo in questione attesta la guarigione di un bambino nel luglio 2001, appena due mesi dopo la beatificazione di Preca da parte di Papa Giovanni Paolo II.

Come è previsto in tutti i casi di canonizzazione, il Papa ha consultato tutti i cardinali residenti a Roma.

Preca ha fondato la Società della Dottrina Cristiana, conosciuta familiarmente come MUSEUM, lettere iniziali del motto della Società: Magister Utinam Sequatur Evangelium Universus Mundus ("Divino maestro, che il mondo segua il tuo Vangelo!").

Preca divenne terziario carmelitano nel 1918. morì nel 1962.


Beato Giorgio Preca predica in Malta.


 
Volume del IV Congresso Internazionale dei Laici Carmelitani

Il libro promesso come seguito del Congresso, svoltosi a Il Carmelo, Sassone, Italia, dal 2 al 9 settembre 2006 è pressoché ultimato. Gli Atti del Congresso saranno diversi dal libro distribuito in quell’occasione e riporteranno tutti gli interventi presentati, i verbali dei lavori di gruppo e le omelie del Congresso.

Rituale per i Laici Carmelitani

Il Consiglio Generale a Roma ha approvato una bozza del nuovo Rituale del Terz’Ordine. Il testo proposto è stato inviato alla Santa Sede per la conferma. Il nuovo Rituale avrà uno schema per le cerimonie di Ammissione e Professione, adattabili al contesto culturale, con una scelta di letture. Vi sarà anche una liturgia per l’iniziazione dei membri a un consiglio comunitario.

Nuovo ruolo per un membro della Commissione Internazionale per il Laicato Carmelitano

Rose Mary Lancellotti (SEL) è stata sollevata dal suo servizio di Segretaria dell’Ufficio Vocazioni e, a cominciare dal 1 gennaio 2007, ricoprirà l’incarico di Delegata dell’Assistente Provinciale per il Laicato Carmelitano nella Provincia di Sant’Elia.

La Provincia ora ha un Ufficio del Laicato Carmelitano al Santuario Nazionale di Nostra Signora del Monte Carmelo in Middletown, New York. Rose Mary farà visita alle 62 comunità di laici carmelitani con il Delegato Provinciale Fr Francis Amodio, O.Carm. Nel corso del 2007 terranno dei corsi intensivi per i responsabili dei gruppi sul tema "Edificare comunità forti". Collaboreranno anche con la Provincia del Purissimo Cuore di Maria per un incontro interprovinciale dal 6 al 9 luglio 2007 sul tema: "Preghiera carmelitana – sorgente di energia – scuola di vita".

Filippine

Rosalie Castro di Quezon City è stata nominata Coordinatrice Nazionale ad interim per le Filippine con il personale del Segretariato Nazionale Elvie de Dios, Rosanna Garcia e Rosmel Chavez. Consigliera per la formazione è Natividad Santos.

Nel 2007 si terranno le elezioni triennali in quattro comunità: 3 nella Provincia Bulacan e 1 in Cabanatuan City, Nueva Ecija. Vale la pena visitare il loro sito: www.tocphilippines.blogspot.com

Indonesia

Consiglio provinciale (nazionale) del Laicato Carmelitano in Indonesia 2006 – 2009

Delegato Provinciale: Rev. Fr. Titus Brandsma Pantjaja Adji Wilasa, O. Carm.

Segretarie esecutive: Maria Kristanti T.O.Carm and Lucia Maria Lusiawati Gondokusumo, T.O.Carm.

Economo: Ireneus Noertono T.O.Carm & Veronica Sri Hastuti, T.O.Carm.

Consiglieri: Tarcisius Fred Dewanto, T.O.Carm.

Tarcisius Tjan Fen Fat, T.O.Carm.

Elizabeth Theresia Susie, T.O.Carm.

Indirizzo postale:

Paroki Hati Kudus Yesus
Jl. Mgr. Sugiyopranoto 2
MALANG 65119
INDONESIA

e-mail: patricia-jauw@cbn.net.id

 
Laici carmelitani di Indonesia: la guida del gruppo Flos Carmeli per il triennio 2006-2009

Dal 17 al 19 marzo 2007 si terrà un incontro nazionale in Indonesia. (da sinistra a destra, piano posteriore) Thomas Samaria (Segretario), Hubertus Suprashartono (Affari internazionali), Johanes Bing (Secondo maestro). (davanti) Emmy Jurniawan (Tesoriere),

Michael Setiawan (Priore), Nancy Satyawijaya, Aloysius Poespowardojo, O.Carm (Delegato), Mieke Suprashartono (Primo maestro).

 

Vino nuovo in otri nuovi: creare un nuovo volto di comunità carmelitana laicale

La città di York, nel nord dell’Inghilterra, è benedetta dalla presenza di varie espressioni carmelitane: i frati, le suore carmelitane del Corpus Christi, le monache carmelitane scalze e "membri a distanza" dei due rami del Terz’Ordine (TOC e OCDS, Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi). Fino ad ora, però, non vi era a York alcuna comunità o capitolo per i laici carmelitani o per quanti desideravano conoscere meglio la spiritualità dell’Ordine.

Così nel mese di maggio 2006, ho partecipato al primo incontro del Gruppo di Spiritualità Carmelitana di York, un’iniziativa che intende sottolineare la preminenza comunitaria della formazione sulle pratiche devozionali. Volevamo riunirci in un luogo facilmente accessibile, al centro della città, ben servito dal trasporto pubblico e raggiungibile anche dai disabili. Inoltre desideravamo un ambiente dal clima familiare più che istituzionale. Infine abbiamo scelto la casa delle Suore Carmelitane del Corpus Christi.

Una delle difficoltà incontrate dai capitoli-comunità del Terz’Ordine è quella di riuscire ad attrarre persone più giovani; così abbiamo deciso di incontrarci mensilmente di sabato mattina, quando gran parte della gente non lavora. Era d’importanza fondamentale che i nostri incontri restassero flessibili e informali. Il gruppo si propone di essere amichevole, aperto e ispirante, non già ristretto o ritualistico.

È assolutamente vitale che le persone si sentano benvenute. A differenza dei tradizionali incontri capitolari che hanno inizio sempre con qualche preghiera o forma di devozione, noi cominciamo con un leggero rinfresco; ad ognuno è offerta un distintivo recante il proprio nome e tutti sono invitati (ma senza costrizione) a presentarsi brevemente. Se c’è anche una sola nuova presenza, offriamo una descrizione sommaria del Carmelo e dello scopo del gruppo.

Se c’è un sacerdote disponibile, l’incontro è generalmente preceduto da una celebrazione eucaristica, ma la partecipazione resta libera poiché molti dei presenti sono cristiani non cattolici. Se non disponiamo di un sacerdote, preghiamo l’Ufficio Divino. Dopo il rinfresco, facciamo una preghiera iniziale che introduca l’incontro e proseguiamo con il programma formativo della nostra Provincia.

Il programma dei relatori e degli argomenti è molto vario, ma riguarda sempre la spiritualità carmelitana. Consideriamo tutti i presenti come principianti, quindi evitiamo di usare termini ‘tecnici’ di spiritualità (come per esempio ‘scapolare’ o ‘carisma’) oppure ne diamo la relativa spiegazione.

Dopo una pausa ricreativa e un breve confronto logistico, preghiamo la Lectio Divina con il vangelo del giorno. Abbiamo cominciato con 20 minuti di Lectio, ma dopo nove mesi preghiamo per circa un’ora. La liturgia e la Lectio sono le uniche espressioni di preghiera formale che condividiamo come gruppo. Il nostro scopo è quello di una condivisione olistica sulla spiritualità carmelitana nel suo insieme – preghiera, comunità e servizio.

Al termine dell’incontro ‘ufficiale’, i partecipanti sono invitati a una merenda. Ciò non è molto comune negli incontri dei terziari britannici. Abbiamo constatato che, dopo la conclusione dell’incontro, la gente si ferma anche due o tre ore per parlare della propria vita e cammino di fede. In questo senso l’incontro è veramente eucaristico, indipendentemente dalla celebrazione liturgica dell’Eucaristia. Di solito ci ritroviamo con grande abbondanza di cibo, per cui, nel congedarci, portiamo ciò che avanza a un vicino centro di assistenza ai poveri.

Oltre ai nostri incontri regolari, abbiamo inserito nel programma del 2007 una serie di attività extra quali ritiri spirituali, scambio di visite ad altre comunità carmelitane, pellegrinaggi e conferenze. Nei prossimi mesi visiteremo una moschea locale per conoscere meglio i nostri fratelli e sorelle musulmani.

Il gruppo realizza un bollettino mensile e si tiene in contatto anche via e-mail. Pubblichiamo le nostre attività nella rivista della Provincia, nei giornalini parrocchiali e nell’annuario diocesano.

Johan Bergström-Allen, T.O.C.


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