n. 1   gennaio - marzo 2006
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Spiritualità nell’architettura della Chiesa carmelitana

A sud di Almelo (Paesi Bassi) le Parrocchie della Chiesa Cattolica romana stanno fondendosi insieme. Non ci sono risorse né persone sufficienti per mantenere tre Chiese in quella parte della città. Willibrordkerk, parrocchia carmelitana con monastero annesso, è una delle tre. Sia la Chiesa che la canonica sono state di recente demolite e così è andato perduto un valido esempio della cosiddetta scuola architettonica di Bossche. Ultimamente si è avuta la pubblicazione di un libro sull’architettura della Chiesa e del monastero.

La "scuola di Bossche" designa un insieme di idee su architettura, sviluppo urbano, arredamento, ecc., basate sulle idee originali del monaco benedettino olandese Hans van der Laan (1909-1991). Il suo modo di definire lo "spazio architettonico" riguardava un approccio sia filosofico che di prospettiva tecnologica. Il suo principio di base era che lo spessore della parete rappresenta la più piccola misura e che uno spazio è determinato non soltanto dalla forma della parete, con la relativa lunghezza, larghezza e spessore, ma anche dalle proporzioni fra lo spessore e la distanza di ogni parete specifica. Per mezzo delle pareti si forma una galleria. Con le gallerie si crea una stanza. Con più stanze si sviluppa una casa. È uno stile architettonico molto austero e vigoroso con un equilibrio incredibile fra costruzione e arredamento.

Jan de Jong (1917-2001), uno degli allievi di Hans van der Laan, come architetto e cattolico è stato coinvolto intimamente nella costruzione della Chiesa carmelitana ad Almelo. Nel 1992, quando il consiglio parrocchiale avvicinò de Jong con i progetti per modificare l’interno della Chiesa al fine di andare incontro ai bisogni della comunità parrocchiale, egli scrisse una lettera di protesta spiegando il suo punto di vista sull’arte. "L’architettura crea un habitat tipicamente umano, nel quale nascono altre attività sociali. Essa trasforma lo spazio del mondo in cui noi viviamo in ciò che è intellettualmente significativo e riconoscibile da noi."

Per una Chiesa ciò significa che la costruzione è un oggetto liturgico e la liturgia richiede un fondamento dei simboli generali. Tale fondamento è fornito dall’arte e particolarmente dalla funzione della bellezza. Nella liturgia tutta la creazione e così anche la costruzione della Chiesa si elevano oltre la loro funzione usuale.

Nel 1968 Teodore Stravinsky (1907-1989) unì il suo nome ad una grossa impresa: produrre due fregi che misuravano 1,20 X 36 metri, a Willibrodkerk ad Almelo. I fregi consistevano in 24 studi della vita di Cristo, 12 su ogni parte della Chiesa. L’estrema resistenza nell’uso dei colori da parte di Stravinsky fece sì che questi fregi tendessero al monocromo. Al centro della sua tavolozza dei colori, il bianco per la pura figura di Gesù, il nero per il satanico, il rosa per le decorazioni e tra queste il giallo ocra. Il murale ha un carattere estremamente vivo con dei tratti dell’espressione tradizionale, ma applicati con la libertà d’espressione dell’artista.

Prima che l’abitazione carmelitana e la Chiesa fossero demoliti, i murali furono accuratamente rimossi e conservati. Si spera che un giorno siano esposti all’Hermitage di San Pietroburgo, in Russia, luogo di nascita di Stravinsky.

A sud di Almelo (Paesi Bassi) le Parrocchie della Chiesa Cattolica romana stanno fondendosi insieme. Non ci sono risorse né persone sufficienti per mantenere tre Chiese in quella parte della città. Willibrordkerk, parrocchia carmelitana con monastero annesso, è una delle tre. Sia la Chiesa che la canonica sono state di recente demolite e così è andato perduto un valido esempio della cosiddetta scuola architettonica di Bossche. Ultimamente si è avuta la pubblicazione di un libro sull’architettura della Chiesa e del monastero.

La "scuola di Bossche" designa un insieme di idee su architettura, sviluppo urbano, arredamento, ecc., basate sulle idee originali del monaco benedettino olandese Hans van der Laan (1909-1991). Il suo modo di definire lo "spazio architettonico" riguardava un approccio sia filosofico che di prospettiva tecnologica. Il suo principio di base era che lo spessore della parete rappresenta la più piccola misura e che uno spazio è determinato non soltanto dalla forma della parete, con la relativa lunghezza, larghezza e spessore, ma anche dalle proporzioni fra lo spessore e la distanza di ogni parete specifica. Per mezzo delle pareti si forma una galleria. Con le gallerie si crea una stanza. Con più stanze si sviluppa una casa. È uno stile architettonico molto austero e vigoroso con un equilibrio incredibile fra costruzione e arredamento.

Jan de Jong (1917-2001), uno degli allievi di Hans van der Laan, come architetto e cattolico è stato coinvolto intimamente nella costruzione della Chiesa carmelitana ad Almelo. Nel 1992, quando il consiglio parrocchiale avvicinò de Jong con i progetti per modificare l’interno della Chiesa al fine di andare incontro ai bisogni della comunità parrocchiale, egli scrisse una lettera di protesta spiegando il suo punto di vista sull’arte. "L’architettura crea un habitat tipicamente umano, nel quale nascono altre attività sociali. Essa trasforma lo spazio del mondo in cui noi viviamo in ciò che è intellettualmente significativo e riconoscibile da noi."

Per una Chiesa ciò significa che la costruzione è un oggetto liturgico e la liturgia richiede un fondamento dei simboli generali. Tale fondamento è fornito dall’arte e particolarmente dalla funzione della bellezza. Nella liturgia tutta la creazione e così anche la costruzione della Chiesa si elevano oltre la loro funzione usuale.

Nel 1968 Teodore Stravinsky (1907-1989) unì il suo nome ad una grossa impresa: produrre due fregi che misuravano 1,20 X 36 metri, a Willibrodkerk ad Almelo. I fregi consistevano in 24 studi della vita di Cristo, 12 su ogni parte della Chiesa. L’estrema resistenza nell’uso dei colori da parte di Stravinsky fece sì che questi fregi tendessero al monocromo. Al centro della sua tavolozza dei colori, il bianco per la pura figura di Gesù, il nero per il satanico, il rosa per le decorazioni e tra queste il giallo ocra. Il murale ha un carattere estremamente vivo con dei tratti dell’espressione tradizionale, ma applicati con la libertà d’espressione dell’artista.

Prima che l’abitazione carmelitana e la Chiesa fossero demoliti, i murali furono accuratamente rimossi e conservati. Si spera che un giorno siano esposti all’Hermitage di San Pietroburgo, in Russia, luogo di nascita di Stravinsky.


Focus dei bibliotecari carmelitani sulla cooperazione internazionale

Ventiquattro partecipanti rappresentanti diciotto diverse biblioteche appartenenti all’Ordine Carmelitano si sono incontrati al Centro Congressi di Les Naudiers a Nantes, Francia, il 5-7 gennaio 2006. La riunione è stata convocata e presieduta da Mark Attard, O.Carm., Delegato Generale per la Cultura.

È stata la quarta riunione dei bibliotecari Carmelitani in questi ultimi sei anni e per la prima volta oltre alle biblioteche delle Province: Italia, Germania Superiore e Inferiore, Malta, Indonesia, Arago-Valentina e Rio, è stato rappresentato anche il Commissariato Filippino con due nuove biblioteche della Provincia Britannica. Si sono uniti i rappresentanti delle biblioteche: Purissimo Cuore di Maria, Polonia, Irlanda e Paesi Bassi come pure le biblioteche CISA, Delegazione Francese e Aylesford.

Principale argomento di discussione: la cooperazione internazionale nella condivisione delle proprie risorse, mentre le biblioteche citate hanno offerto i testi di più recente pubblicazione delle varie collane oltre a riproduzioni digitali di pubblicazioni rare (secoli XVI-XVIII). È stato inoltre discusso e approvato un progetto per la cooperazione negli acquisti.

Circa quindici partecipanti si sono trattenuti per un corso di tre giorni per nuovi bibliotecari, guidato da Edison Tinanbunam, O.Carm. della Libreria Carmelitana di Roma, Judith Tylor della Biblioteca di Aylesford e Patricia O’Callaghan della Collection Washington.

I Carmelitani di Nantes sono stati molto accoglienti e per due volte hanno intrattenuto il gruppo nel loro centro di Notre Dame de Lumières.


Monasticon Carmelitanum - un Progetto delle Due Province Tedesche

Dai tempi di San Benedetto ordini e comunità religiose sono legati strettamente alla storia d’ Europa e ciascuna di queste comunità opera per esprimere la sua identità in tale contesto. Nella famiglia Carmelitana, Ambrosius di S. Teresia OCD è stato il primo a lavorare ad un’indagine di tutto l’ OCarm e frati e monasteri dell’ OCD; tuttavia è pubblicato soltanto dalla lettera "A" alla lettera "P" (Analecta Ordinis Carmelitarum Discalceatorum, volume 22 (1950) e volume 23 (1951)). In Germania parecchi nuovi progetti sono iniziati dagli anni 90 per descrivere il significato dei conventi per la società, come il " Westfälische Klosterbuch" (1992-2003), il "Brandenburgische Klosterbuch" (iniziato nel 2002), il "Thüringische Klosterbuch" (iniziato mel 2002), il "Württembergische Klosterbuch" (2003) e il "Nordrheinische Klosterbuch" (iniziato nel 2005).

Riguardo ai Carmelitani nel Belgio, Gerrit vanden Bosch del servizio degli archivi di Stato a Bruxelles ha pubblicato nel 2001 il "Monasticon van de geschoeide Karmelieten en geschoeide Karmelietessen di de nel het Prinsbisdom Luik in de zuidelijke Nederlanden en het Prinsbidom Luik". Nella provincia Olandese Antoine Jacobs sta lavorando ad un "Monasticon Carmelitanum Neerlandicum" che uscirà nel 2007. Grazie al sostegno della biblioteca Carmelitana a Whitefriars Hall/Washington e del suo direttore Patrick McMahon (PCM), gran parte del famoso "Karmeliterbücher, Francoforte" ora è stato digitalizzato ed è a disposizione per ulteriori ricerche.

Nell’ aprile 2005 le provincie Tedesca Superiore e Inferiore hanno deciso di elaborare un Monasticon Carmelitanum. Descriverà tutti i conventi e monasteri che appartengono alla attuale estensione della FRG costituita da 2 grandi parti: la parte 1 comprende le fondazioni dal XIII secolo fino al secolarizzazione e riguarderà 58 conventi, la parte 2 comprende le fondazioni del XIX e XX secolo e descriverà 23 conventi. Particolare caratteristica di questo Monasticon è che i singoli conventi sono descritti spesso dagli archivisti professionali nei cui archivi si conserva oggi l’eredità di questi conventi. Secondo il programma dei redattori, Edeltraud Klueting T.O.Carm., Stephan Panzer (GerS) e del Andreas Scholten (GerI), il Monasticon uscirà durante l’anno 2008.

Una presentazione del progetto è disponibile in web a: www.karmelitenorden.de/karmelcms/monasticon/monasticon.html

L’immagine di copertina (sopra) di questo Monasticon Carmelitanum mostra il sigillo del Priore di Geldern, il luogo in cui il Carmelo femminile ha avuto il suo inizio con Johannes Soreth. Alle donne ed agli uomini del nostro tempo, che per motivi abbastanza diversi sono interessati al Carmelo nel Belgio, nei Paesi Bassi ed in Germania, ciascuno di questi Monastica sarà molto utile.


NUOVE SPERANZE DI RITROVARE TRACCE DELL’AFFRESCO DI MASACCIO "SAGRA DEL CARMINE"
"La Sagra" di Masaccio si trova o non si trova lì al Carmine, nel convento carmelitano di Firenze?

A più riprese si è tentato nei secoli scorsi di ritrovare l’affresco di Masaccio nel chiostro dove, poco dopo il 19 aprile 1422, data della solenne consacrazione della Chiesa del convento, dipinse "sopra la porta d’ingresso in Chiesa" una "storia meravigliosa" (A.Manetti) "e ritrasse un’infinito numero di cittadini" (G. Vasari).

Le ricerche iniziarono quando Giovanni Cinelli, nel suo libro "Le bellezze della città di Firenze", pubblicato nella seconda meta del XVII secolo, menzionò che il lavoro di trasformazione dell’antico convento nei primi anni del secolo non aveva distrutto "La Sagra" ma lo aveva semplicemente nascosto dietro una parete.

Durante le numerose ricerche effettuate nel convento in conseguenza di queste affermazioni, tutti i muri e le pareti furono ispezionati, i muri esterni demoliti, l’intonaco rimosso. Affiorarono due affreschi, segno del fatto che sotto le nuove pareti ci potrebbero realmente essere antichi dipinti. "La Sagra" non fu comunque trovata e dopo tutti questi inutili tentativi fu ufficialmente considerata perduta.

Uno studente fiorentino, Divo Savelli, scrisse una monografia del famoso affresco di Masaccio e lo pubblicò nel 1998. Per ragioni di completezza cercò di indicare almeno la posizione precisa della pittura e si rese conto che, precisamente a causa dei cambiamenti del XVII secolo, la prima parte dell’antico convento è ora una lunga entrata di passaggio e per questo motivo non è scampata a tutte le ricerche condotte finora. Dopo quanto emerso dalle fonti più antiche, si concentrarono sul convento ulteriori ricerche. Ovviamente al fine di poter dichiarare queste ricerche definitivamente concluse, avrebbe dovuto essere controllata anche la rimanente sezione esterna della Chiesa. Così si iniziarono nuove ricerche preliminari nel 1999, con il supporto di termografo e geo-radar con risultati così incoraggianti che ulteriori investigazioni sulle pareti esteriori potrebbero essere intraprese per verificare l’esistenza di tracce dell’affresco. Lo studente ha anche sollevato la possibilità che "La Sagra" potrebbe essere stata dipinta nel punto in cui la si sta cercando in quanto c’è una placca d’argento del XV secolo attribuita a Leon Battista Alberti, il quale, dipingendo un episodio religioso totalmente diverso, ne avrebbe fatto una contestualizzazione della Sagra, con la facciata della Chiesa carmelitana sulla destra e la disposizione scenica della piazza, che, con il davanti della costruzione richiama la scena centrale della Sagra così come raffigurata nei disegni conservati nelle Gallerie dell’Accademia di Venezia. A conclusione delle celebrazioni del sesto centenario della nascita del Masaccio, la soluzione a questo remoto dubbio circa l’esatta collocazione della Sagra e la possibilità di ritrovarne le tracce sarebbe un risultato appropriato.


Lectio Divina su Internet

Gli incontri di lectio divina che si svolgono ogni quindici giorni nella chiesa carmelitana di S. Maria in Traspontina (in Via della Conciliazione, vicino al Vaticano) sono disponibili sul sito www.lectiodivina-traspontina.net. Il carmelitano Bruno Secondin, docente di Teologia Spirituale presso la Pontificia Università Gregoriana, è animatore di questa esperienza.

Si tratta di una "lettura spirituale" della Sacra Scrittura che Benedetto XVI ha promosso con entusiasmo domenica scorsa recitando l’Angelus, indicandola come uno dei frutti fecondi apportati dal Concilio Vaticano II.

La pagina web riporta sia il commento ai brani biblici che le musiche dei ritornelli meditativi, così come segnalazioni di libri e iniziative legate alla lectio divina.

"Mettere la Parola di Dio in rete, specialmente la lectio divina, è una impresa rischiosa", ha affermato

L’Indice "online" dei siti carmelitani contiene le informazioni sugl’ altri siti web che offrono la lectio divina. Si puo connettere scegliendo la lettera "L" nell’indice "carmelitani.info".


Torta carmelitana

Occorrente: 8 uova, ½ limone, 140 g. zucchero, 70g. mandorle, 52g. farina.

Mescolare 4 tuorli e 4 uova intere con la scorza grattugiata di mezo limone per poi aggiungere 140g. di zucchero a velo e batterlo con la frusta fino ad ottenere una massa densa e spessa. Poi si aggiungono 70 g. di mandorle sbucciate e tritate fine e 52 g. di farina. Versare il tutto in uno stampo per dolci rotondo, precedentemente imburrato. Cuocerlo al forno per 45 min. a temperatura moderata.

Dal: Marie Schandrie’s Regensburger Kochbuch für Bürgeliche-und Fastenküche aus dem Jahre 1889. (Libro di ricette popolari e quaresimali)


 

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