n. 1   gennaio - marzo 2006
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La Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali
Il Papa dice: "Media, maggiore attenzione alla verità"

Il Vaticano ha diffuso il messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali di quest’anno, nel quale diceva che i media possono e dovrebbero essere usati come strumento per promuovere la dignità della persona umana e per favorire la verità e la pace. La Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali è prevista per il 28 maggio.

Ecco il tema di quest’ anno: "I Media: Una rete di comunicazione, di comunione e di cooperazione." Il documento è stato pubblicato il 24 gennaio, memoria di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.

Nel suo messaggio il Santo Padre ha evidenziato i progressi tecnologici dei media che "hanno conquistato il tempo e lo spazio, permettendo una comunicazione istantanea e diretta tra le persone, anche quando sono divise da enormi distanze".

Ha sottolineato che questo sviluppo "offre un potenziale enorme per servire il bene comune," mentre "... ogni giorno constatiamo che l’immediatezza della comunicazione non necessariamente si traduce in una collaborazione e comunione fattiva nella società".

Rilevando che illuminare le coscienze non è mai "un impegno neutrale", Benedetto ha invitato coloro che lavorano nel campo dell’informazione a "non indebolirsi sotto il peso delle grandi quantità di informazioni e neppure ad adeguarsi a verità parziali o provvisorie".

Pur mettendo in guardia dall’industria che diventa fine a se stessa o che genera "una monocultura che offusca il genio creativo... e svaluta la peculiarità delle pratiche culturali e l’individualità del credo religioso", il Papa detto che per "i media di oggi è possibile assumersi le loro responsabilità per diventare protagonisti della verità e promotori della pace che da essa deriva".


Congresso sulla Chiesa e la tecnologia
"L’era dell’informatica ha bisogno di Cristo", afferma l’arcivescovo Foley

Il presidente del Consiglio Pontificio per le Comunicazioni Sociali ha rivolto un appello ai fedeli e ai professionisti dei media e delle tecnologie dell’informazione per rendere presente Cristo nell’attuale società informatica.

"Come può la Chiesa di Cristo farsi sentire dallo spirito moderno, così orgogliosa delle sue conquiste e allo stesso tempo così preoccupata del futuro della famiglia umana?" ha chiesto l’arcivescovo John Foley secondo la pubblicazione.

Ha affermato che la Chiesa si trova di fronte ad una battaglia culturale, che propone diversi modelli di persona umana, di società e di valori.

Data questa realtà "la Chiesa non può non può permettere che il volto di Cristo sia assente da questa scena", disse. "Essa ha la missione di testimoniare con le parole e le azioni le migliori notizie che l’uomo possa ricevere".

Internet ha rilevato la seria sfida della cosiddetta lacuna digitale, dato che solo il 7% della popolazione mondiale ha accesso a questo mezzo, metà dei quali negli Stati Uniti, Canada, Europa e Giappone.

Nelle loro ideologie, alcune organizzazioni internazionali cercano di lavorare per l’"integrazione digitale" affermando diritti umani e democratici. Comunque, secondo l’arcivescovo Foley, questo non può essere realizzato unicamente sulla base della tecnologia e dell’economia, dal momento che chi agisce nella nostra società informatica è una persona umana.

La società informatica di oggi sarebbe vuota se non fosse consapevole dei fattori umani, etici e spirituali che la sostengono, ha affermato l’arcivescovo. Poi ha aggiunto: "Siamo aperti allo Spirito Santo per mettere gli strumenti tecnologici al servizio della persona umana, delle comunità, della comunione e del progresso".


 

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