n. 1   gennaio - marzo 2005
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Il Monastero del Sacro Cuore di Gesù celebra i suoi cinquanta anni

Nel pomeriggio del 25 aprile 2004 la Cappella del Sacro Cuore di Gesù nel Carmelo di Beja, Portogallo, si è riempita di gente proveniente da varie parti per partecipare all’Eucaristia, presieduta dal Vescovo di Beja, António Vitalino Dantas, O. Carm. e concelebrata dal Priore dei Carmelitani in Portogallo, Henrique Martins. Si sono uniti diversi sacerdoti della Diocesi per ricordare il cinquantesimo anniversario di fondazione di questo Carmelo.

Questo monastero è la casa-figlia del monastero Carmelitano di Santa Anna di Siviglia, Spagna. Per alcuni anni, le monache hanno vissuto in una casa donata dal Vescovo. Poi nel 1971 è stato costruito il nuovo monastero, dedicato ufficialmente il 16 luglio 1973.

(dalla rivista Família Carmelita del Commissariato Generale di Lusitania -Portogallo)


Centenario della Rifondazione della Provincia di Rio
I Carmelitani di Olanda ricordano la loro chiamata...


Il Priore Provinciale della Provincia di Rio de Janeiro, Geraldo D’Abadia è presentato dal Carmelitano olandese Ben Wolbers e dall’ex missionario brasiliano Airie Kallenburg durante la celebrazione del 100° anniversario della ricostituzione della Provincia. (foto concessa cortesemente da Ineke Wackers)

È stato celebrato dai Carmelitani Olandesi a Nijmegen, Paesi Bassi, il 30 ottobre 2004 il centenario della rifondazione della Provincia di Rio de Janeiro in Brasile.

Nel 1904 la Provincia Carmelitana di Rio de Janeiro era quasi estinta. Erano rimasti solo due Carmelitani. Pius Mayer, allora Priore Generale, chiese a Lambertus Smeets, Priore Provinciale Olandese, di assumere la responsabilità della Provincia di Rio. E così il 27 novembre 1904 l’arrivo di otto Carmelitani Olandesi segnò l’inizio della rinascita della Provincia Brasiliana.

Gli Olandesi hanno dimostrato un grande zelo: in soli venticinque anni ricostituirono i conventi di Rio de Janeiro, Angra dos Reis, Santos, Sao Paulo, e Itù. Si ebbero nuove fondazioni a Mogi das Cruzes e Corumbà. Dopo venticinque anni la Provincia contava cinquantatre membri. I Carmelitani Olandesi furono capaci di tenere vivo l’ideale carmelitano in un periodo molto difficile per la religione in Brasile.

I legami tra le Province di Rio e quella Olandese sono sempre rimasti saldi. Nei decenni seguenti diversi giovani olandesi andarono in Brasile per il noviziato e per la loro formazione. Molti di loro non tornarono più in Olanda. Ancora oggi alcuni di questi Carmelitani sono in Brasile: Carmelo Cox (dal 1947), Vital Wildering (dal 1948), Carlos Mesters (dal 1949) e Claudio van Balen (dal 1950).

Una festosa assemblea della Famiglia Carmelitana Olandese è stata dedicata a questo centenario di relazioni. Entrambi i Priori Provinciali, Tjeu Timmermans (Olanda) e Geraldo d’Abadia (Rio) hanno dato il via alle celebrazioni.

Tjeu Timmermans ha espresso la speranza che tutti i presenti si preoccupino della grande povertà che continua a lacerare il Brasile. Ha chiesto al popolo di notare quanti sforzi i membri della Famiglia Carmelitana Brasiliana, ispirati dal carisma del Carmelo, stanno facendo per costruire un’esistenza dignitosa per il popolo brasiliano e stabilire il Regno di Dio.

Geraldo d’Abadia ha ricordato il suo primo contatto con il Carmelo quando era ragazzino. Da quella esperienza comprese che la Bibbia va portata "in cucina" se si vuole che abbia un ruolo importante nel movimento di liberazione del popolo. Geraldo ha espresso gratitudine per quanto ha ricevuto e continua a ricevere dal Carmelo.

Uno dei momenti più belli della giornata è stata la Conferenza "Le radici del nostro imepgno missionario come Carmelitani" tenuta da Carlos Mesters, uno dei Carmelitani Olandesi che ha lasciato i Paesi Bassi quando era ancora molto giovane per andare in Brasile.

"Ci sfidano gli uomini e le donne del passato: essi sapevano leggere i segni del loro tempo, sapevano rispondere ai problemi della gente. Non avevano un manuale che dicesse loro come fare. Dovevano pensare da soli a costruire il loro lavoro. È vero, hanno deviato, sperimetnato difficoltà e fallimenti. Ma l’hanno fatto. E ci hanno consegnato nelle mani il frutto del loro impegno perché noi potessimo a nostra volta studiare le modalità più opportune per rispondere alla chiamata di Dio che ci giunge nel pianto del povero" ha detto Carlos.

Per il resto della giornata si sono susseguiti incontri e brevi esibizioni. A coronamento del tutto la solenne Celebrazione Eucaristica al termine della quale i due Provinciali si sono abbracciati affettuosamente. Geraldo d’Abadia ha cantato una canzone brasiliana accompagnandosi con una chitarra presa in prestito.


La Fondazione in Kenya continua a svilupparsi


Christian Körner, Priore Provinciale della Provincia di Germania Superiore
(ultimo a destra) parla della nuova casa di formazione in Kenya. Con lui il Vescovo di Ngong, i membri del Commissariato Indiano della Provincia di Germania Superiore e molta gente del posto (foto concessa gentilmente dalla Provincia di Germania Superiore)
 

La fondazione del Carmelo in Kenya sta facendo rapidi progressi, secondo quanto dice Soni Plathottam, O. Carm., un Carmelitano indiano che lavora là. È iniziata la costruzione della Casa di Formazione nella città di Nkoroi nella Diocesi di Ngong, suffraganea della Diocesi di Nairobi. Si presume sia terminata nel maggio 2005; nel progetto: sei camere per i formatori, quattro camere per gli ospiti e diciotto camere per gli studenti.

Il Vescovo della Diocesi di Ngong, Mons. Cornelius Schilder, è un caldo sostenitore dell’iniziativa. In previsione l’ammissione di cinque studenti kenyoti alla formazione carmelitana del primo anno, il Commissariato Indiano della Provincia di Germania Superiore manderà in Kenya due studenti per gli studi teologici all’Università di Tanzaga. Si pensa arrivino per aprile-maggio 2005.

Si attendono con trepidazione i due Carmelitani kenyoti, Onesmus Multhini Muthoka e Bonifacio Makau Kimondolo, ordinati in Kenya la scorsa estate, membri della Provincia di Catalogna.

I Carmelitani attualmente reggono una Chiesa a largo raggio a Nkoroi. È stata creata una quasi-parrocchia al momento; diventerà parrocchia nel giro di due anni.

Afferma Soni Abraham: "Il Carmelo in Kenya ha un futuro luminoso e molte possibilità di sviluppo e fioritura. Siamo in attesa del vostro sostegno e delle vostre preghiere".


.Striscioni delle Bande Musicali davanti alla B. Vergine Maria del Monte Carmelo nel Santuario Carmelitano a Malta
 

Striscioni dell’Associazione Nazionale delle Bande Musicali davanti al dipinto incoronato della B. Vergine Maria del Monte Carmelo nel Santuario Carmelitano a Valletta, Malta. Sabato 20 novembre 2004, l’Associazione Nazionale dei Clubs delle Bande Musicali ha celebrato la festa della loro patrona, Santa Cecilia, nel Santuario Basilica della B. Vergine Maria del Monte Carmelo a Valletta, Malta.

Hanno preso parte circa sessanta Clubs e metà di loro hanno portato le loro bandiere. La Messa e l’omelia sono state celebrate da Martin D. Schembri, O. Carm., Priore del Santuario. Questa celebrazione dimostra la scelta fatta dall’Associazione per un Santuario carmelitano. (Foto cortesemente concessa dal Santuario carmelitano)


Celebrazione della festa di san Pier Tommaso - San Martino ai Monti, Roma


L’8 gennaio 2005, festa del carmelitano san Pier Tommaso (1305-1366), si è avuta una celebrazione solenne nella Basilica di San Martino ai Monti a Roma. La basilica è officiata dalla Provincia Italiana O.Carm. San Pier Tommaso è il patrono degli studenti della Provincia. Ha presieduto l’Eucaristia il p. Emanuele Boaga, O. Carm. Nella sua omelia ha delineato il santo come uomo di pace, servo della Chiesa, Legato pontificio in Oriente e uomo ecumenico, al punto da meritarsi il titolo di "apostolo di unità nella Chiesa" (foto di CITOC)
 

Giovanni Paolo II chiede a tutti di ricordare i contemplativi
Giornata che la Chiesa dedica a chi fa vita di chiostro, uomini e donne

Giovanni Paolo II saluta le comunità contemplative in occasione del Giornata "Pro Orantibus" dedicata al sostegno materiale e spirituale dei monasteri di clausura.

Nel 2001 risultano esserci 74 monasteri carmelitani con 885 monache. Da allora sono stati fondati altri monasteri e diversi gruppi di eremiti sono stati incorporati nell’Ordine.

In tutto il mondo sono 3.529 i monasteri di clausura con 47.626 monache, 8.100 novizie e postulanti.

L’Europa è il continente con il più alto numero di monasteri femminili con 2.252 monasteri, seguito dall’America con 904, dall’Asia con 227, dall’Africa con 123 e dall’Oceania con 23. È sempre l’Europa ad avere il più alto numero di contemplative, con 29.788 professe e 3.179 novizie e postulanti.

"Le monache di clausura sono una testimonianza del primato di Dio", ha annunciato alla Radio Vaticana la benedettina Madre Maria Cicchetti, superiora del monastero di clausura che si trova in Vaticano. Fu Giovanni Paolo II che nel 1994 prese l’iniziativa di aprire un monastero in Vaticano con comunità dei vari Ordini che si alternassero per periodi di cinque anni ciascuno. Le prime sono state le Clarisse, hanno seguito le Carmelitane Scalze.

"La vita contemplativa – spiega - acquista senso e vero e pieno significato solo in ordine alla fede e all’amore. I contemplativi sono chiamati a corrispondere all’amore infinito di Dio a nome di tutti gli uomini, per la salvezza di tutti i fratelli e le sorelle del mondo".


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75° Giubileo delle Sorelle Carmelitane per l’assistenza agli Anziani e gli Infermi
- Da sinistra a destra: Madre Suzanne Sapa, O. Carm. Superiora Generale delle Sorelle Carmelitane per l’assistenza agli Anziani e gli Infermi, Sr Anthony, O.Carm. e Sr Kevin, O. Carm., coordinatori della progettazione del 75° Giubileo della Fondazione in piedi ai lati di P. Michael Kissane, O. Carm., Priore Provinciale della Provincia di Sant’Elia, che ha presentato le Suore con la Benedizione Papale inviata per l’occasione.
 

 

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