n. 1   gennaio - marzo 2005
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Come i mezzi di comunicazione possono aiutare, e in che modo, e fino a che punto, le Comunità formate di vita contemplativa

Comunicare, "fare unità con": è davvero arduo raggiungere attraverso dei mezzi tecnici questo fine sublime che affonda le radici nella vita di Dio. L’uomo è stato creato capace di dialogare, di entrare in relazione, di darsi all’altro per ricevere da lui la propria immagine. Comunicare significa lasciar passare, non porre barriere né in entrata né in uscita a tutto ciò che di volta la situazione vissuta richiede. Chi sceglie la vita contemplativa non si allontana dal pozzo del villaggio per evitare gli uomini. Entra nell’agorà della comunicazione, in quelle zone franche tra il visibile e l’invisibile, tra il limite e l’Assoluto. Impara a conoscere modalità nuove di dialogo con la vita e con il mondo attraverso il vocabolario dell’essere, del dono, della perdita per divertare appartenenza ...

Perciò i contemplativi non disdegnano di servirsi dei mezzi moderni di comunicazione ... La spinta interiore a cercare l’uomo, lì dove si è andato a cacciare, urge. Gesù va dove è l’uomo, non pone proibizione. Mangia a tavola con i peccatori, se questo significa incontrarli. Le comunità di vita contemplativa non vanno fisicamente a cercare gli uomini, eppure la mensa dell’incontro nella locanda della preghiera è sempre apparecchiata.

La vita contemplativa chiaramente vive il suo tempo in Dio nell’orazione e nel lavoro, nella vita fraterna e nella vita solitaria. Il tempo che si offre alla comunicazione esterna attraverso telefono, posta, parlatorio, web è poco, ma intenso. È un affacciarsi nel cuore, perché in quelle righe di nomi senza provenienza, ti giunge il peso di una vita, il tormento di una prova, le tenebre del non senso, il desiderio di risposte…

Le nostre parole spesso sono flatus vocis, non incidono la realtà; le Parole di Dio invece fanno la realtà, perché oltre che "verba" sono "opera" (cfr Gn 1, 3.7). Quando l’uomo vive in un ascolto attento al trascendente, diventa luogo di rivelazione. Tutti i profeti hanno parlato le Parole di Dio nelle loro parole, dopo essere stati purificati nelle labbra (Is 6, 5-8; Ger 1, 4-10). Questo è il compito di ogni contemplativa: essere profeta. Parlare in nome di Dio. Comunicare le sue Parole. I mezzi di comunicazione offrono la possibilità dell’incontro. Non potendo andare nelle piazze e per le strade le monache possono approdare in quegli angoli affollati di solitudine che sono il mondo multimediale per porgere vocaboli di speranza e condividere il pane della desolazione di fronte all’unico Signore che salva tutti gratuitamente.

Entrare e uscire attraverso i mezzi di comunicazione costituisce un arricchimento notevole per le persone consacrate e un motivo di confronto, uno stimolo per la testimonianza, un non dimenticare le urgenze perdendosi nelle piccole cose di una vita sempre uguale nei suoi ritmi. L’uomo che cerca il senso della vita e bussa ai monasteri fa sì che la vigilanza tra quelle mura non venga meno e i cuori, bruciati di amore, attendano il ritorno del Signore in ogni persona che chiede alloggio.

Ogni comunità dovrebbe crescere in questa sensibilità. Persone che hanno scelto di consacrarsi a Dio in una vita di silenzio e solitudine per essere Parola viva di Cristo non possono oggi non raccogliere la sfida di una comunicazione che si svolge in silenzio, che non ha voce se non per immagini e parole scritte.

Le vie della comunicazione profondo abitano il silenzio, non l’assenza. Quel silenzio che è "una vicinanza interiore, una profondità e una pienezza, anzi quasi un fluire calmo della vita segreta."

Internet è ormai considerato l’areopago dei tempi moderni. Non è azzardato dire che possa essere considerato una nuova strada verso Dio. Le strade di internet ci portano i poveri in casa, poveri dal cuore vuoto e sofferente, dalla vita lacerata per i morsi della disperazione, poveri che hanno perduto l’orientamento e cercano pace.

Tutti siamo chiamati a raccogliere l’invito di Gesù: "...Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio predicatelo sui tetti" (Mt 10, 27), e il Papa attualizza questo invito di prendere il largo quando esorta tutti a predicare dai tetti delle reti di comunicazione… Vogliamo noi restare al chiuso del nostro comodo tepore? Si può restare in casa e attendere il ritorno di chi si è allontanato, ma questo qualcuno è una pecora che non conosce la strada del ritorno? Urge andare a cercare le membra del corpo di Cristo, smarrite…

Sr. M. Teresa della Croce, O. Carm.
Priora del Monastero Janua Coeli di Cerreto (Ita)


Comunicazione attraverso l’arte carmelitana
Dedicazione della statua del ven. Angelo Paoli, O. Carm.

Ogni anno il 20 gennaio, anniversario della morte, il Comitato per il venerabile Angelo Paoli organizza una Celebrazione Eucaristica in sua memoria nella parrocchia del luogo di nascita, Argigliano, cittadina del nord Italia. Dopo la Celebrazione di quest’anno 2005, presieduta dal Vescovo della Diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, Mons. Eugenio Binini, è stata scoperta la statua del venerabile. Oltre ai Carmelitani, erano presenti molti presbiteri e autorità civili della regione.

Il ven. Angelo Paoli nacque il 1° settembre 1642 ad Argigliano, Italia. Entrò al Carmelo nel 1660. Si distinse nei conventi dove visse per il suo amore per i poveri. Nel 1687 fu trasferito a San Martino ai Monti, a Roma, dove svolse un ministero intenso con i bisognosi. Era conosciuto come "il padre dei poveri". Morì il 20 gennaio 1720. Il suo corpo si conserva nella basilica carmelitana di San Martino ai Monti. È in corso il processo di beatificazione (foto CITOC).


Uso di nuovi mezzi per raggiungere milioni di persone per la fede.

Si sta sviluppando nella Chiesa il movimento per la beatificazione dell’Arcivescovo Fulton Sheen. La storia della sua santità si sta propagando attraverso i mezzi di comunicazione moderni, appropriato per un uomo che ha usato le nuove comunicazioni del suo tempo per diventare uno degli evangelizzatori più efficaci degli ultimi tempi. Era un membro del Terzo Ordine Carmelitano.

D’accordo con la Provincia Purissimo Cuore di Maria, l’Arcivescovo Sheen era stato accolto nel Terzo Ordine da Fr Marcellus Scheuer, O. Carm., a Whitefriars Hall a Washington, DC. Fr Schauer era studente di dottorato in filosofia all’Università Cattolica Americana nel DC e Fulton Sheen il relatore della sua tesi.

L’Arcivescovo Sheen aveva mantenuto contatti con i Carmelitani nel corso degli anni. Aveva predicato nella Chiesa di Whitefriars Street a Dublino, Irlanda, per il centenario della nascita di s. Teresa di Lisieux nel 1973.

Quando Sheen fu ordinato, adottò alcune tecniche di evangelizzazione allora popolari fra i cristiani protestanti negli Stati Uniti. Uno di questi metodi da lui adottato: "la predica di strada". Invitando tutti a rivolgergli domande a cui il giovane sacerdote cattolico prometteva di rispondere, poté esercitare le sue formidabili abilità nel dibattito.

Sheen è ricordato come forse il migliore evangelizzatore televisivo. Nel mese di febbraio del 1952 nacquero i programmi half-hour (mezz’ora) su una piccola, nuova rete contro i programmi delle due più grandi stelle americane, il comico Milton Berle e il cantante-attore Frank Sinatra. Fulton conquistò subito il paese, vincendo premi nazionali per il suo programma. Il suo umorismo, il fascino, l’intelligenza e la considerevole abilità interpretativa si irradiavano durante il programma, catturando l’attenzione di milioni di telespettatori, desiderosi di risposte cristiane ai problemi comuni della vita. Il tutto si svolgeva in uno studio con una scrivania, alcune sedie, qualche libro e una lavagna.

La serie televisiva si concluse nel 1957. Queste trasmissioni ora sono disponibili su nastro. Morì nel 1979 all’età di 84 anni.

Per ulteriori informazioni sulla causa di beatificazione di questo terziario carmelitano, si prega di contattare il rev. J. Linus Ryan, O. Carm., Promotore della Fondazione per la Causa in Irlanda.
e-mail: sttheres@indigo.ie oppure visitare il sito web: www.sttherese.com


La Delegazione Francese impegnata nel Centro di Spiritualità carmelitana

Il Centro studi di Storia della Spiritualità (CEHS) ha avuto iniziato a vivere nel 1994 come biblioteca del convento aperta al pubblico, sotto la direzione di Fr Otger Steggink.

Nel 1999 il nuovo responsabile, Fr Romero de Lima Gouvea, ha trasformato la biblioteca in un vero Centro studi. Lo scopo del CEHS è : «promuovere lo studio della storia, della spiritualità e della mistica cristiane, con un’attenzione particolare alla tradizione carmelitana francese».

Le attività del CEHS sono:

- Le pubblicazioni

Il Centro pubblica un libro all’anno nella collezione Grands Carmes presso le edizioni Parole et Silence; i due primi volumi sono Itinéraire spirituel du Carmel di Tito Brandsma e La Règle du Carmel di Bruno Secondin. Il Centro pubblica anche la rivista annuale Mélanges carmélitains; è in preparazione il terzo numero.

- I corsi

Il Centro organizza tre corsi all’anno, aperti a tutti. I Corsi sono dati da frati carmelitani o da laici che collaborano col CEHS. A titolo d’esempio diamo i titoli dei corsi già organizzati: la Lectio Divina, Pregare con s. Teresa di Lisieux, «s. Francesco di Sales, Le apparizioni della Vergine Maria nella storia, Il fatto miracoloso nella storia o ancora Gesù Cristo nella fede della Chiesa.

- Le conferenze

Anche le conferenze sono tenute dai frati o da invitati esterni. Le conferenze possono riguardare tematiche varie come: La mistica femminile nel XX secolo, Le trasformazioni culturali e religiose nel Rinascimento, Maria Maddalena de’ Pazzi e Teresa del Bambino Gesù...

- La biblioteca

Quello che è stato il punto di partenza del CEHS, resta un’attività importante. La biblioteca è specializzata nella spiritualità, ma dispone anche di altre raccolte che ne fanno un valido strumento di ricerca.


La Provincia Irlandese e Internet

Internet è diventato sempre più un world wide web di informazione con la possibilità di arrivare ovunque, di entrare nella vita di ogni uomo, donna e bambino del pianeta. Unico limite ancora è la presenza tecnologica assente in molti posti, ma pian piano persino i luoghi più sperduti si collegano: è uno strumento stupefacente che unisce persone sedute alla scrivania, in mezzo all’Atlantico o sul monte Everest!

Dal mese di agosto 2001 è stato rilanciato nel formato attuale il sito web della Provincia Irlandese (www.carmelites.ie) e da allora si va incrementando. Il sito offre oggi molte voci quali: la spiritualità, la storia dell’Ordine in Irlanda, la nostra presenza oggi in Irlanda, la preghiera, i santi e i beati Carmelitani, ecc.

Il sito riveste un’importante funzione pastorale: i visitatori possono inviare una richiesta di preghiera al webmaster. Le richieste sono molte e varie, e ognuna riceve una risposta personale. In molti hanno scritto ancora per comunicare quanto si siano sentiti rassicurati nel sapere che qualcuno prega per loro e per i propri cari; numerose persone hanno sentito il bisogno di condividere una preghiera esaudita o di parlare dell’evolversi della loro situazione. È data la possibilità ai visitatori di chiedere uno Scapolare e un libro di preghiera che vengono spediti il giorno dopo, insieme a un bigliettino di ringraziamento e un segnalibro. Finora queste spedizioni hanno raggiunto l’Indonesia, la ex Jugoslavia, Singapore, l’Africa, il Giappone, il Sud-America, oltre che gran parte dell’Europa, America del Nord e Canada. Lo scorso anno abbiamo ricevuto richiesta di usare i nostri articoli in varie riviste e bollettini dagli Stati Uniti e Australia a dimostrazione che il sito è internazionalmente visitato e che gli argomenti trattati interessano le persone.

Quando si comincia a navigare in internet si richiede un po’ di fatica e soprattutto pazienza in base al programma che si usa, ma poi diventa semplice quanto scrivere una lettera Microsoft Word. Per il nostro sito basta capire come è strutturato per entrarvi con facilità, con il passare del tempo poi potrà anche essere migliorato. Al momento il nostro sito possiede 315 file di testo (circa 890 pagine A4) e 640 tra fotografie e immagini. Fattore importante in tutto ciò è il costo. Il nostro sito è curato da me, insegnante di Scuola Secondaria senza istruzione tecnica in informatica tanto meno in programmazione di siti web! Così facendo il costo finanziario annuo per il sito è paragonabile a quello per una discreta stampante a laser. Adesso che il sito è attivo è sufficiente lavorare in media un’ora a settimana per mantenere il tutto con facilità, si richiede un po’ di "straordinario" ogni quattro o cinque mesi. In più posso dire che è un divertimento per me perché penso che sto creando qualcosa che poi farà "il giro del mondo" .

Per ora si contano più di 25 collegamenti al giorno, 1 milione e cento di visite da più di 70 paesi e zone del mondo. Il nostro sito controlla gli accessi tramite due contatori visite. Uno di questi contatori fornisce lo stesso servizio a 28.250 siti. Tra tutti questi siti web siamo al 2000° posto in termini di popolarità, vale a dire nella punta del 7%. Detto in altri termini: se mettessimo tutte le nuove enciclopedie cattoliche una sull’altra in una pila, con il primo volume in cima a rappresentare il più popolare, il nostro sito web si troverebbe a 5 cm dall’apice di questa pila.

I nostri studenti del primo anno di Scuola Secondaria fanno un Progetto Carmelitano come parte del programma del corso di Religione. In passato si servivano di illustrazioni loro e pochissimo testo. Oggi hanno la possibilità di presentare realtà concrete, ravvivando il Progetto con immagini a colori dei nostri santi, del primo monastero sul monte Carmelo, dei nostri attuali ministeri. L’eredità che abbiamo è assai ricca, non solo in Irlanda, ma in tutte le nostre Province e ministeri del mondo. Un sito web consente di portare questa grande eredità spirituale a persone che altrimenti non sentiranno parlare mai di noi o della nostra spiritualità, né vedere fisicamente un Carmelitano in carne ed ossa. Non ci sono limiti alle possibilità offerte dal web né all’annuncio della buona notizia del Vangelo al mondo.


Gli scienziati della RAND Corporation
hanno creato questo modello per illustrare quale aspetto potrebbe avere un "computer familiare" nell’anno 2004. Se la tecnologia non è in grado ancora di renderlo economicamente accessibile alla famiglia media, gli scienziati ammettono che per essere operativo questo tipo di computer richiede tecnologia ancora da inventare: tra cinquant’anni forse il progresso scientifico risolverà questi problemi. Con l’interfaccia telescrivente e il linguaggio Fortran, il computer sarà facile da usare. (da una rivista scientifica americana, 1954)
 

 

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