n. 1   gennaio - marzo 2005
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Come i Carmelitani comunicheranno la Parola di Dio nel 2005
Il nostro uso dei mezzi moderni di comunicazione per l’evangelizzazione

Sr Marcellina Lucia Mudambo, Ancella di Nostra Signora del Monte Carmelo dello Zimbabwe, studia radio e televisione all’Università Gregoriana di Roma. La sua formazione professionale le permetterà, al suo ritorno nello Zimbabwe, di utilizzare alcune tecnologie d’avanguardia per l’evangelizzazione.

La comunicazione, lo scambio di informazioni, rimane un punto chiave in tutto ciò che facciamo come Carmelitani. È quello che ci consente di vivere una vita di comunità. È quello che facciamo che facciamo quando esercitiamo il ministero. È un altro modo per pregare.

I nostri ambienti di vita e di lavoro gridano chi siamo. I quadri alle pareti, le vetrate delle nostre cappelle e delle nostre Chiese, l’arredamento nelle nostre stanze, il modo in cui ci vestiamo e il nostro linguaggio sono solo alcuni modi informali per comunicare: indicano ciò in cui crediamo e che manteniamo per chiunque possa avere contatti con noi. L’ingresso di un monastero dice molto di quanto si vive dietro quella porta. Infatti il muro che circonda molte delle nostre case è un modo efficace per parlare a chi è fuori (almeno si spera!), "segno visibile della Chiesa che contempla il Signore".

Durante la sua storia, la Chiesa ha usato i mezzi di comunicazione disponibili per svolgere la sua missione. Il Concilio Vaticano II, nel suo Decreto sugli strumenti di comunicazione sociale, Inter Mirifica, ha esposto la chiara consapevolezza di quanto sia necessario avere una comunicazione efficace e per la Chiesa continuare a progredire in quest’area.

«La Chiesa nostra madre riconosce che questi strumenti se bene adoperati, offrono al genere umano grandi vantaggi, perché contribuiscono efficacemente a sollevare e ad arricchire lo spirito, nonché a diffondere e a consolidare il regno di Dio. Ma essa sa pure che l’uomo può adoperarli contro i disegni del Creatore e volgerli a propria rovina; anzi, il suo cuore di madre è addolorato per i danni che molto sovente il loro cattivo uso ha provocato all’umanità». (Inter Mirifica 2)

Il documento del Concilio inizia riconoscendo che è stato l’ingegno umano, con l’aiuto di Dio, a trarre dalla creazione meravigliose invenzioni tecniche, "soprattutto nel nostro tempo". Pochi "allora", 1963, sognavano i mezzi di comunicazione che il mondo avrebbe avuto a sua disposizione quarant’anni più tardi. Internet, newsgroup elettronici, email, BBS, forum di discussione, chat, web, fax, telefoni cellulari, sono tutte creazioni relativamente recenti. Tuttavia, si dedurrebbe dallo sviluppo della radio vaticana, della televisione vaticana, dell’ufficio stampa del Vaticano, del sito web del Vaticano, e dal Papa fotografato mentre trasmette e-mail ai Vescovi del mondo che la Chiesa sta accogliendo volentieri molti dei mezzi di comunicazione moderni.

Le Costituzioni Carmelitane identificano tre concetti indispensabili per una comunità autentica modellata sulla comunità di Gerusalemme: svuotarsi di sé, centrarsi in Dio, carisma/profezia. Ognuno dei tre aspetti poggia sulla volontà e capacità dell’individuo di coinvolgersi nella comunicazione con l’altro. Poco si dice nelle Costituzioni circa l’utilizzo dei mezzi moderni per raggiungere questo livello di comunicazione. È espresso il desiderio che "i Carmelitani siano informati dell’importanza crescente delle comunicazioni in tutto il mondo" nella società odierna società e "delle innovazioni tecnologiche principali in questo campo. Non vi è dubbio che i mass-media possono svolgere un ruolo importante nell’evangelizzazione... " (Cost. § 34, 2). Le Costituzioni lasciano ad ogni Comunità il compito di "valutare i modi migliori di usare i mass-media... per aumentare l’efficacia del nostro apostolato".

Il nostro Ordine è a servizio della società nel mondo, e si trova a vivere in una grande varietà di circostanze, particolarmente quando accede ai mezzi di comunicazione. Per alcuni, un libro o un nastro audiovisivo è poco più di un sogno. In altri ambienti sono in uso le ultime innovazioni elettroniche. In altri ambiti dell’Ordine ci si sta orientando a preparare alcuni nell’uso dei vari mezzi di comunicazione perché l’evangelizzazione possa essere efficace ed efficiente.

CITOC presenta solo alcune delle iniziative della Famiglia Carmelitana nelle comunicazioni. Ve ne sono molte altre. Ogni settimana il sito web dell’Ordine offre una lectio divina sulle letture della domenica. L’Ordine e parecchie Province attualmente trasmettono ai membri bollettini elettronici con le news per i loro membri. Molti Carmelitani comunicano regolarmente via e-mail. Alcuni monasteri di clausura offrono riflessioni settimanali agli iscritti. Alcuni siti web offrono l’opportunità ai visitatori di inviare richieste di preghiera. Quasi mensilmente si mettono on line nuovi siti web di Province, monasteri di clausura e gruppi di laici Carmelitani.

La nostra speranza è che le Province, i monasteri e l’Ordine in quanto tale colga l’occasione di rivedere il proprio progetto per le comunicazioni. All’inizio del 2007, per preparare la relazione da presentare al Capitolo Generale nel mese di settembre, la Commissione Internazionale per le Comunicazioni chiederà alle Province, ai Monasteri e alle Congregazioni affiliate di conoscere i cambiamenti nelle comunicazioni si siano avuti negli ultimi sei anni.


Il contributo dei Carmelitani della Repubblica Ceca alla formazione cristiana

Nakladatelství di Karmelitánské, negozio al dettaglio della Casa Editrice Carmelitana, uno dei tre negozi a Praga, Repubblica Ceca. I Carmelitani hanno undici librerie nel paese in cui sono la maggiore casa editrice religiosa (foto CITOC).

Come è iniziata l‘attività editoriale carmelitana nella Repubblica Ceca?

Prima di ora i Carmelitani nel nostro paese non erano mai stati coinvolti prima nell’attività editoriale. Nell’ottobre del 1990 a meno di un anno dalla Velvet Revolution il cambiamento politico che apportò e dopo che i Carmelitani riebbero il loro monastero di Kolstenì Vydrì, aprimmo una piccola libreria. Era nel chiostro del monastero e la chiamammo Collana di Spiritualità Carmelitana. Noi volevamo solo offrire della letteratura cristiana ai visitatori di questo luogo di pellegrinaggio, e con l’occasione, pubblicare i classici carmelitani.

E ora siete la più grande attività editoriale cristiana?

Sì, ma il tutto è avvenuto con sviluppo graduale. Nell’autunno 2005 celebreremo il quindicesimo di pubblicazioni. Il ritrovarsi tra le trenta maggiori case editrici di questo paese è il frutto di tanti anni di accurato lavoro. Naturalmente non è mancata la benedizione di Dio.

Non sarebbe stato meglio impegnarsi piuttosto in una pastorale classicao e direzione spirituale piuttosto che in business e iniziative?

Sì. La testimonianza personale dei Carmelitani è indispensabile. Comunque, io penso che la casa editrice, attraverso la sua produzione e le sue attività, offra una sua testimonianza specifica di valori spirituali e apra la gente a Cristo. Le nostre pubblicazioni contribuiscono alla formazione cristiana. Solo la collana della Spiritualità Carmelitana offrirà a breve settanta pubblicazioni. Nel complesso abbiamo pubblicato più di mille libri e altro materiale, sempre sulla linea del messaggio di Cristo. E non solo libri, ma anche si sono offerti CD, audio-cassette con parole, musica, film di tematiche cristiane.

Che cosa vi riserva il futuro?

Negli ultimi due anni abbiamo lavorato intensamente per il sito web della casa editrice (www.kna.cz). Questo sito ci permetterà di comunicare con coloro che non nutrono troppa simpatia per i libri. È nostro desiderio trovare il modo di comunicare con ogni persona di buona volontà. Siamo disposti a imparare anche dai bambini.

I siti web sono www.kna.cz e www.ikarmel.cz


Sr Marcelline Lucia Mudambo debutta in televisione
Ancella di Nostra Signora del Monte Carmelo

 

Sr Mudambo cura le riprese di una Messa in una stazione televisiva negli Stati Uniti dove ha fatto tirocinio nel 2004.

Sr Marcelline Mudambo dallo Zimbabwe ha intrapreso la carriera nelle comunicazioni alla Pontificia Università Gregoriana a Roma, con un lungo tirocinio estivo negli Stati Uniti. Nell’ambito della specializzazione in televisione e radio, la giovane Ancella di Nostra Signora del Monte Carmelo dimostra sicurezza e capacità di movimento.

In qualità di membro dell’Ufficio di Comunicazioni della Diocesi di Mutare, Sr Marcelline è stata scelta per fu scelta per seguire un trimestre di gruppo di lavoro sulle comunicazioni ad Harare nel 1999. A quel congresso venne a conoscenza che Propaganda Fide avrebbe messo a disposizione delle borse di studio per studiare comunicazioni alla Pontificia Università Gregoriana a Roma.

"Ero molto interessata alle comunicazioni e molto interessata alla possibilità di uno studio sistematico," ha affermato Sr Marcelline.

Dopo un corso intensivo di due mesi a Perugia per imparare l’italiano, Sr Mudambo, stabilitasi presso una comunità internazionale di Suore a Roma, ha iniziato il suo lavoro. I corsi includono lo studio di documentari, teleromanzi, critica cinematografica, sceneggiatura e invito a creare storie senza parole.

"Usciamo e giriamo e poi torniamo a scuola per curare il tutto. I corsi sono interdisciplinari (giornalismo, video, radio, filosofia delle comunicazioni), per ora sto studiando in particolare il video, poi farò la radio".

L’estate del 2004 ha visto Sr Marcelline nella Diocesi di Hartford, Connecticut, negli Stati Uniti. Ha fatto tirocinio nello studio radio-televisivo: ogni giorno nella Messa trasmessa in diretta. Ha partecipato alla Rubrica Le strade della Croce per seguire la Messa. Il programma mette a fuoco le attività della Diocesi così come i problemi locali ignorati generalmente dai media.

"In Waterbury c’è stato un problema sugli affitti con ripercussioni negative nel territorio. Quando gli affitti sono aumentati sui 3.000 - 10.000 dollari, la gente ha cominciato a trasferirsi altrove. Questa migrazione ha avuto degli effetti devastanti nelle Chiese e nelle scuole. Una parrocchia ha cominciato a riunire le persone. Sono andata a intervistare quelle persone e poi il sindaco. Inoltre ho fatto alcune "interviste in strada" dove chiedevo alla gente per la strada che cosa pensasse. È stato molto interessante per me e un’esperienza veramente bella", ha detto Sr Mudambo.

"Abbiamo fatto un servizio il primo giorno di scuola. Ho intervistato i bambini che andavano a scuola per la prima volta a scuola e anche i genitori ed insegnanti" .

La festa della B. Vergine Maria del Monte Carmelo è stata un’occasione di apprendimento sia per la reporter che per gli spettatori. C’è stata la presentazione della parrocchia carmelitana, e infine la visita dell’Arcivescovo e la processione tradizionale di due chilometri con le statue.

"È stato interessante per me rendermi conto di ciò che significa la nostra festa per la gente. Ero là l’unica Carmelitana, sorpresi che non fossi in clausura!"

"La gente si chiede: "Perché una Suora è coinvolta in questo lavoro?" Io desidero servirmene per l’evangelizzazione. Noi che comunichiamo Cristo dobbiamo saperlo fare nel miglior modo possibile!"

La Diocesi si è impegnata pienamente in questo servizio. Per l’estate sono state assunte due Suore dello Zimbabwe e una donna laica della Nigeria. È stato messa loro a disposizione una casa con tutto ciò di cui potessero aver bisogno. È stato dato anche un tot per l’alimentazione, ma non è servito usarne: "Tutti volevano portarci fuori a pranzo".

Cosa riserva il futuro? Sr Marcelline ha intenzione di continuare il suo lavoro di evangelizzazione nello Zimbabwe dopo la laurea. Il paese non ha stazioni private. Pensa che potrebbe essere troppo limitato lo zelo dell’ufficio diocesano sui mezzi scritti.

"Forse è necessario muoverci nei media visivi", dice con un tono che potrete immaginare.


 

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