n. 1   gennaio - marzo 2004
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Le suore carmelitane per gli anziani e gli infermi celebrano il loro 75° anniversario

(sopra – da sinistra a destra): Madre Mary Suzanne, O.Carm., Superiora Generale delle Suore Carmelitane per gli Anziani e gli Infermi, il Vescovo James C. Timlin, DD (il Vescovo precedente di Scranton, Pensilvania), il M. Rev.do Michael Kissane, O.Carm. (Priore Provinciale della Provincia del Nord America "Sant’Elia") e Sr M. Michael Rosarie, O.Carm. (precedente Superiora Generale, la prima succeduta a Madre M. Angelina Teresa come Superiora Generale) dopo la Messa e il pranzo per celebrare il XX anniversario della nascita al cielo di Madre Angelina Teresa il 21 gennaio 2004. (a destra) Madre M. Angelina Teresa. (Foto delle Suore Carmelitane per gli Anziani e gli Infermi)

Il 3 settembre di quest’anno le Suore Carmelitane per gli Anziani e gli Infermi celebreranno i settantacinque anni dalla fondazione della loro Congregazione nel centro di New York ad opera della serva di Dio, Madre Maria Angelina Teresa McCrory, O. Carm.

Madre Angelina, nata a Co. Tyrone, Irlanda, era una donna progressista per il suo tempo. Mentre era ancora adolescente, entrò nella Congregazione della Piccole Sorelle dei Poveri. Dopo la formazione iniziale in Francia fu mandata alla Casa delle Piccole Sorelle di Brooklyn, New York.

Nonostante il suo grande amore per la sua Congregazione, Madre Angelina avvertiva sempre di più la necessità di adattare la cura degli anziani alla cultura americana con i suoi svariati, significativi costumi e modi meno restrittivi. Avvertì anche il bisogno di provvedere alla cura degli anziani di tutti i livelli economici, non solo degli indigenti. Mossa da spirito di ospitalità che aveva professato come Piccola Sorella, Madre Angelina immaginò residenze accoglienti che riflettessero uno spirito di cordialità, accoglienza e la libertà di gioire della vita nella sua pienezza negli anni dell’anzianità.

Fu così che nel 1929, anno della Grande Depressione, la Madre Angelina Teresa si rivolse al grande "Cardinale della Carità" di New York, Card. Patrick Hayes, e gli espose i suoi desideri. Il Cardinale riconobbe che la sollecitudine della Madre per gli anziani di tutte le classi sociali era un’ispirazione divina e una grande necessità nell’Arcidiocesi. Non potendo tale opera essere svolta all’interno delle strutture esistenti delle Piccole Sorelle, il Cardinale disse alla Madre Angelina che sarebbe stato necessario agire da sola. La rassicurò: "Se questa è opera di Dio, porterà frutto".

Madre Angelina insieme a sei sue consorelle, sempre delle Piccole Sorelle, abbracciò la chiamata di Dio. Si mossero all’interno della canonica di S. Elisabetta a Broadway nella città di New York. I loro primi ospiti furono sette persone anziane: le aiutarono nelle faccende domestiche e si creò un vero clima di "famiglia" sotto le amorevoli cure delle sorelle. Dio ricompensò la fede di Madre Angelina permettendole di gettare i semi del suo sogno in molte altre parti degli Stati Uniti e anche in patria, nella sua nativa Irlanda. Affidò ai suoi successori il compito di portare avanti l’importante opera da lei iniziata. Attualmente le Suore Carmelitane sono più di duecento e continuano a servire gli anziani bisognosi con gioia e compassione in strutture che mettono in risalto il rispetto per la persona, l’ospitalità e la cura completa che affermano la sacralità della vita a dispetto dell’infermità dell’età avanzata.

Al suo novantunesimo compleanno – 21 gennaio 1984 – Dio chiamò Madre Angelina al premio eterno. Nel 1985 si cercò di promuovere la causa di beatificazione e nel giugno del 1989 Madre Angelina fu dichiarata serva di Dio. Si spera che un giorno si unisca alla schiera dei beati e sia tra i santi del Carmelo, dando gloria a Dio non solo con le opere della sua vita, ma ancor più con la sua vita di santità.

Per ulteriori informazioni sulle Suore Carmelitane per gli Anziani e gli Infermi : Madre Mary Suzanne, 0. Carm., 600 Woods Rd., Germantown, New York 12526, USA. Telefono: 518-537-5000. Fax: 518-537-5226.

Sito web: Carmelite Sisters of the Aged and Infirm


Esposizione permanente in visione e suono al Museo "Tito Brandsma"

La cella di prigione di Tito Brandsma è riprodotta dalla prigione di Scheveningen che Brandsma dipinse così bene nella sua ultima opera: "La mia cella".

Le due esposizioni nel nuovo Museo "Tito Brandsma" nella città olandese di Bolsward (Frisia) non sono interessanti solo per i visitatori cattolici. La temporanea esposizione "Immagini di una ricca vita cattolica" offre una festa di memoria per molti cattolici ormai anziani e tanto stupore per i giovani. L’esposizione dedicata al Carmelitano Tito Brandsma sembra essere molto apprezzata anche dai Protestanti, Umanisti e visitatori non religiosi.

Il Museo è stato aperto nel Maggio 2003.

Nato come archivio cattolico, ha accettato di mostrare la spiritualità e l’ispirazione per il nostro tempo di questo Carmelitano beatificato attraverso la struttura di un Museo. Molte sono le connessioni fra Tito Brandsma e il mondo moderno. Esistono alcune organizzazioni fondate da Brandsma. Una onorificenza internazionale, letture e corsi, tutti portano il nome di Brandsma. La moderna lotta per l’emancipazione è influenzata da Brandsma.

La rassegna della vita e delle opere di Tito Brandsma riempie l’intero piano terra del Museo.

L’esposizione: "Qui sto, questa è la mia vocazione" offre in primo luogo un’ampia visione d’insieme della vita di Tito Brandsma (1881–1942). Dieci aspetti della vita di Tito nella società olandese, dalle sue radici frisone alla sua prigionia in un campo di concentramento tedesco, sono raggruppati attorno alla sorgente della spiritualità di Tito: la cella. Sono state costruite nel Museo riproduzioni della cella di Tito nel convento di Bowmeer e della sua cella di prigione a Scheveningen. La preghiera, la contemplazione e la riflessione nella sua cella divennero fonte della forza che diede a Tito nuove energie e l’orientamento per le sue molte varie attività, inclusa la sua resistenza all’oppressione nazista.

Oltre a mostrare alcuni dei più noti come i meno noti dei ritratti di Brandsma, il Museo contiene anche alcuni vestiti personali e indumenti di Tito che non sono mai stati mostrati in pubblico. Ci sono anche lettere, poesie, e libri scritti da Brandsma e alcune fra le copie collezionate di manoscritti medioevali composti da rinomati scrittori mistici quali Geert Groote, Hadewijch, Teresa d’Avila e Ruusbroec. Offerta unica le registrazioni in voce originale di Tito Brandsma. Non solo è possibile ascoltare il famoso discorso di Brandsma sulla stampa cattolica olandese, ma l’esposizione possiede anche una registrazione di Brandsma sconosciuta in passato in cui Brandsma parla nella sua lingua nativa frisone.

L’esposizione termina con una rappresentazione del martirio di Brandsma che mostra le stazioni della Croce create dall’artista fiammingo Albert Servaes nel 1921. questo’opera, discussa a quel tempo dal Vaticano, fu difesa da Tito Brandsma. Ugualmente controverso è il ritratto che l’artista olandese e sostenitore nazista Pyke Koch fece di Tito Brandsma negli anni ‘60. L’esposizione di tali opere mostra il desiderio del Museo "Titus Brandsma" di illustrare l’ampia risposta che la vita di Brandsma continua a suscitare, anche lì dove non ci si aspetta.


INFORMAZIONI SULL MUSEO "TITO BRANDSMA"

Esposizione permanente:
Tito Brandsma: "Qui sto, questa è la mia vocazione"

Esposizione Temporanea (aperta fino alla primavera del 2004):
"Immagini di una ‘ricca’ vita cattolica"

Orari del Museo "Tito Brandsma: Martedì-Domenica: ore 13.00 - 17.00

Quota di ingresso: Adulti: € 2,50; Bambini fino a 6 anni: entrata libera; Ragazzi dai 6 ai 13 anni, anziani con età superiore ai 65 anni e Passaporto Culturale dei Giovani: € 1,50. Gruppi di 15 persone: € 1,25.

Il catalogo "Titus Brandsma fra noi", riccamente illustrato (solo in olandese): € 24,50. Visite guidate solo per appuntamento possono avvenire al di fuori degli orari abituali di apertura.

Indirizzo:

Titus Brandsma Museum, Grote Dijlakker 11, NL-8701 KV Bolsward
Telefono: 0515 – 581799

E-mail: info@titusbrandsmamuseum.nl

(Sito web: www.titusbrandsmamuseum.nl inizia in 2004.)

 

 


AGENDA DEL PRIORE GENERALE

Apertura del Museo "Titus Brandsma"

Sono stato invitato all’apertura del Musero "Titus Brandsma" a Bolsward, Olanda, che io proposi per il 24 Gennaio 2004. Mi trovavo ad Almelo, casa provinciale, a circa due ore di viaggio da Bolsward. L’evento ha avuto luogo nella Chiesa parrocchiale adiacente al Museo. Gli invitati presenti erano circa duecento.

Il sig. Tjebbe de Jong, Presidente della fondazione del Museo "Titus Brandsma", ha tenuto il discorso di apertura. Dopo aver salutato tutti, ha presentato la breve storia del progetto realizzatosi nel giro di quattro anni. Tutti sono stati invitati a uscire. Come segno di apertura formale, fu chiesto a me di abbassare la tenda. In Chiesa è toccato a me parlare per primo illustrando la spiritualità di Tito Brandsma. Dopo di me il sig. Nijpels, Commissario Reale della Provincia di Frisia, ha parlato del ruolo significativo del B. Tito Brandsma per la cultura e la lingua frisone: come politico, ha usato un tono sorprendentemente religioso e come cattolico si è molto immedesimato in quello che diceva fino a concludere con il famoso scritto di Tito nella cella della sua prigionia. È stato poi il turno di Mons. Eijk, Vescovo di Groningen, a cui appartiene la diocesi di Bolsward. Ultimo relatore il sig. Vroegindeweij, sindaco della città di Bolsward.

Dopo le relazioni siamo stati accompagnati tutti intorno al Museo. Per il gran numero di presenti, non è stato possibile sostare a lungo, comunque è stato sufficiente per avere l’impressione di un progetto ben strutturato. Tito è stato studiato da varie prospettive: carmelitana, intellettuale, giornalistica, nella sua importanza per l’Olanda e la Frisia in particolare. Ci sono due stanze nel Museo: una ripresenta la cella che lui aveva in convento e l’altra la cella della prima prigione a Scheveningen. Il Museo è piccolo ma c’è spazio per una ulteriore espansione e il Comitato non manca di idee e di progetti. Vale davvero la pena visitarlo!

Il giorno dopo ho avuto modo di andare a trovare i fratelli e le monache a Zenderen.

Joseph Chalmers O.Carm.
Priore Generale


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