n. 1   gennaio - marzo 2004
.


CULTURA

 

RESTAURO DELLE OPERE BAROCCHE DI BRUMIDI

Vista di una parte del restauro completo de: "La Crocifissione di Costantino Brumidi, il più grande nel suo genere negli Stati Uniti d’America. La scena riporta lo sfondo dell’altare riccamente ornato, usato come altare principale della Chiesa prima del Concilio Ecumenico Vaticano II. (CITOC foto)

L’opera murale del XIX secolo di Costantino Brumidi sarà probabilmente restituita in tutto il suo splendore alla Parrocchia carmelitana della Chiesa di Santo Stefano a New York.

Noto soprattutto per i suoi affreschi nella capitale degli Stati Uniti, Washington D.C., Brumidi è anche autore dei quarantatre murali e pitture della Nostra Signora degli Scapolari e della Chiesa di s. Stefano nel cuore di New York a Manhattan.

L’imponente sforzo per restaurare e salvare questi murali d’importanza storica del XIX secolo è cominciato.

A parte il Capitolo, s. Stefano è l’unico luogo che ospita il lavoro di Brumidi in tutti gli Stati Uniti.

La conservazione dei suoi murali è di vitale importanza non solo per i parrocchiani, ma per tutti gli amanti dell’arte.

Costantino Brumidi (1805-1880) nacque in Italia, a Roma. Dal 1818 al 1831 studiò pittura e scultura all’Accademia di San Luca.

Nel 1840 gli fu commissionato il restauro dei ritratti dei Palazzi Vaticani prima da Papa Gregorio XVI e successivamente da Papa Pio IX. Nel 1852, all’età di quarantasette anni, Brumidi emigrò negli Stati Uniti. Si racconta che una volta giunto in America dichiarò: "Non ho più alcuna ambizione di raggiungere fama e fortuna. La mia unica ambizione e la mia preghiera è di poter vivere tanto a lungo da poter abbellire il Capitolo dell’unico paese al mondo in cui c’è libertà".

La sua opera artistica gli fu commissionata dal governo degli Stati Uniti e dal pastore della Chiesa di s. Stefano, il reverendo Edward McGlynn, che aveva studiato a Roma. Benché McGlynn fosse consapevole che acquistare i dipinti in Europa sarebbe stato meno dispendioso dei murali, preferì comunque commissionare l’opera a Brumidi.

Nel 1856 e dal 1868 al 1879 Brumidi dipinse gli affreschi del Capitolo, allorché il Congresso non era riunito. Nei periodi di sessione del Congresso, si spostò a New York per dipingere gli affreschi di s. Stefano. A quei tempi s. Stefano era la più grande e la più influente parrocchia cattolica degli Stati Uniti: contava ventiduemila parrocchiani. Attualmente la parrocchia ne conta solamente ottocento.

S. Stefano fu disegnata dall’architetto James Renwick, che disegnò più tardi s. Patrizio, la Cattedrale di New York, e uno degli Smithsonian Institution a Washington, D.C. La Chiesa conta più di cento vetrate con raffigurazioni pittoriche, realizzate dal rinomato Meyer Studio di Monaco di Baviera. Il lavoro di Brumidi nella Chiesa comprende anche un' opera murale di 22 x 44 piedi, raffigurante la Crocifissione, la più grande del suo genere in tutta la nazione.

Brumidi era un maestro dei trompe l’oeil, tecnica consistente nel dipingere superfici piatte creando l’illusione di prospettive tridimensionali. A completamento dei murali Brumidi impiegò questa tecnica sulle pareti della Chiesa e sulle sue cinquantaquattro imponenti colonne. Sfortunatamente questi dipinti vennero coperti alcuni decenni fa e ora dovranno essere riportati alla luce e restaurati.

La storia si ripete. Il Presidente della società appaltatrice del restauro delle opere di Brumidi nella Chiesa ha lavorato anche sul restauro degli affreschi di Brumidi nel Capitolo degli Stati Uniti.

Si stima che il progetto di restauro durerà circa sette anni e costerà almeno quattro milioni di dollari. Finora sono stati restaurati tre dei murali maggiormente danneggiati.

Dettaglio di soldati romani che lanciano dadi ai piedi della Croce nella pittura murale intitolata "La Crocifissione". (CITOC foto)                                     


 

TORNARA AL INDICE DEL CITOC  |  TORNARA AL INDICE DEL QUESTO NUMERO DI CITOC


INDICE DEI SITI WEB DEI CARMELITANI
carmelites.info  |  carmelitas.info  |  carmelitani.info