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VI INCONTRO DEL SUPERIORI CARMELITANI DELL'AMERICA LATINA Abbiamo avuto il VI incontro dei Superiori e Superiore carmelitani dell’America Latina dal 18 al 25 settembre, nel Centro per Ritiri "Carit" delle Suore Carmelitane della Divina Provvidenza a Jacarepaguá, Rio de Janeiro, Brasile. Erano presenti ventisette carmelitani tra frati, suore, monache, e laici di nove paesi dell’America Latina. C’erano anche alcuni rappresentanti della Spagna, Italia e America del Nord. Le monache erano rappresentate da sr Maria del Carmelo del Monastero di Jaboticabal, Brasile. Presenti anche: l’assessore Francisco Orofino che ha aiutato a leggere criticamente la realtà latino-americana, Dom Vital Wilderink che ci ha illustrato la realtà a partire dalla tradizione del Carmelo, il Priore Generale Fr. Joseph Chalmers che ci ha indicato una luce nuova a partire dell’apertura del carisma carmelitano ai laici, e Fr. Anthony Scerri, Consigliere Generale per Africa e Asia, che ha incentivato la dimensione missionaria del carisma. Secondo il metodo proprio della Chiesa latino-americana: vedere – valutare – agire, cerchiamo di formulare e assimilare le linee ispirative date, molto importanti per la nostra presenza come carmelitani nell’America Latina. L’incontro ha soddisfatto le aspettative dei partecipanti. Si è respirato uno spirito molto forte di fraternità e di preghiera e il desiderio di crescere insieme perché sia la nostra presenza una presenza profetica di servizio ai poveri dell’America Latina.
Si è svolto alla fine di novembre a Roma l’incontro semestrale dell’Unione dei Superiori Maggiori (USG). Tema dell’incontro: "Laici e religiosi uniti affrontano le sfide del terzo millennio". Erano presenti molti rappresentanti delle organizzazioni laiche e dei movimenti ecclesiastici presenti con i Superiori Generali di circa un centinaio di Ordini e Congregazioni. Le Superiore Generali hanno la loro organizzazione separata (UISG). L’incontro è iniziato con la presentazione di un padre vincenziano riguardante la comune missione dei religiosi e dei laici nella Chiesa e nella società. Il fondatore della comunità di Sant’Egidio di Roma ha proposto alcune sfide del terzo millennio che ci riguardano tutti da vicino, per esempio: guerra, povertà, diffusione dell’AIDS e come proclamare il Vangelo in un mondo secolarizzato. Richiamando le sfide presentate all’incontro, Joseph Chalmers, Priore Generale, ha detto: "Attualmente parliamo molto in termini di Famiglia carmelitana. Cosa possiamo fare come Famiglia di fronte a tante sfide? Abbiamo letto ultimamente sul NGO carmelitano. Questo è un esempio di quello che insieme possiamo fare, ma ci sono anche molte altre possibilità. Come Carmelitani un aspetto fondamentale della nostra missione è aiutare gli altri a diventare consapevoli della presenza di Dio nella loro vita. Come possono le diverse parti della Famiglia carmelitana lavorare assieme cosicché tutti viviamo appieno la nostra vocazione?" IL SITO WEB DELL' UNIONE SUPERIORI MAGGIORI: VIDIMUS DOMINUM.ORG
La Congregazione per l’Educazione Cattolica ha recentemente pubblicato un nuovo documento nelle diverse lingue intitolato: Per le persone consacrate e la loro missione nelle scuole (Roma 2002). Il primo capitolo delinea il profilo delle persone consacrate. La loro intera esistenza può essere paragonata a una scuola in cui si impara ad assumere la mentalità di Cristo (n. 9). Una sfida per le persone consacrate oggi è testimoniare a tutti il valore dei consigli evangelici. Tutti infatti sono chiamati, pur nei diversi modi, ad essere poveri, obbedienti e casti (n. 12.). Le persone consacrate devono essere esperti di comunione, capaci di promuovere legami umani e spirituali che incrementino il mutuo scambio di doni tra tutti i membri del popolo di Dio (n. 17). Per quanto riguarda il campo dell’educazione la caratteristica delle persone consacrate è di "portare nel mondo dell’educazione la loro radicale testimonianza ai valori del Regno" (n. 20 dalla Vita consecrata 96). Il secondo capitolo riguarda la missione dell’educazione delle persone consacrate oggi. La Congregazione vede l’impegno dell’educazione delle persone consacrate nelle scuole come parte della missione evangelizzante della Chiesa (n. 30). Gli uomini e le donne consacrate devono promuovere la dignità della persona umana così che le scuole possano diventare luoghi di formazione completa (n. 31). All’interno del contesto dei massivi cambiamenti della società le scuole giocano un importante ruolo nella formazione dei giovani, specialmente provvedendo un’appropriata formazione etica nell’uso responsabile delle nuove tecnologie (n. 33). Le persone consacrate possono essere testimoni nelle scuole della verità sulla persona umana. Con la loro vita confermano che la fede illumina l’intero campo dell’educazione sorgendo e rinforzando i valori umani (n. 38). A conclusione del documento la Congregazione per l’Educazione Cattolica asserisce fortemente che la presenza delle persone consacrate nel mondo dell’educazione è una scelta profetica (n. 81) e caldamente la raccomanda.
All’inizio del mese di settembre 2002 la Comunità delle monache claustrali carmelitane di Duisberg (Germania) hanno iniziato una nuova fase della loro vita a Essen. Per motivi di anzianità e mancanza di vocazioni, le monache hanno deciso di lasciare il loro monastero di Duisberg dove avevano vissuto per quarant’anni. Vivranno nella Casa Madre delle Suore di Santa Elisabetta a Essen. Due membri della Comunità hanno deciso di tornare ai loro nativi Paesi Bassi e ora si trovano a Boxmeer. Nella Celebrazione di ringraziamento per le monache prima della loro partenza da Duisberg il Provinciale della Provincia della Germania Inferiore, Pankraz Ribbert, ha ricordato che ogni dipartita è una piccola morte e ha ringraziato le monache per loro presenza orante nella città per gli ultimi quarant’anni. Ha loro augurato di stare bene nella loro nuova Casa dove continueranno a vivere la loro missione: stare alla presenza di Dio.
Tutti gli studenti della Regione Iberica (Spagna e Portogallo) si sono incontrati a Salamanca (Spagna) dal 2 al 5 settembre 2002 nella residenza universitaria della Provincia di Castiglia. Le presentazioni e le discussioni sono state centrate sulla fraternità, sulla preghiera e la contemplazione alla luce della Ratio (condotta da Desiderio Garcia) e sui progetti comuni e le missioni (condotta da Encarnaciòn Flòrez).
Due laici carmelitani, John Butler e James Dempsey, erano a bordo dell’Atlas quando approdarono a Sidney il 30 ottobre 1802, assieme ad altri centosettantaquattro uomini sulla nave, accusati di aver partecipato alla ribellione irlandese del 1798. Alcuni di questi prigionieri pareva fossero cattolici devoti, membri della Confraternita dello Scapolare. Butler e Dempsey furono strumenti nello stabilire e incrementare la Chiesa Cattolica a Sidney al tempo di Fr. John Therry, il primo leader cattolico australiano. Therry, arrivato nel 1820, costruì la prima Chiesa cattolica nella colonia con l’aiuto dei suoi detenuti parrocchiani. Per far memoria del 200° anniversario del primo arrivo dei Carmelitani domenica 27 ottobre 2002 è stata celebrata l’Eucaristia in Cattedrale. Erano presenti: Wayne Stanhope, Priore Provinciale, Bruce Clark, Cappellano nazionale dei Carmelitani secolari, e i componenti della famiglia Dempsey. Il giorno prima c’era stata la posa di una nuova pietra miliare in memoria di James Dempsey e la benedizione della pietra miliare di John Butler. James Butler, non sposato, è ricordato per la sua pietà, conosciuto tra la gente di Sidney a quel tempo come "il Carmelitano". Bravo scalpellino, era supervisore delle cave di pietra del governo. Fu segretario di Therry dal 1820. Lavorò anche per Dempsey nella cappella che fu l’inizio della costruzione della Cattedrale di Santa Maria, la Chiesa madre dell’Australia. Quarantacinque anni dopo la sua morte, un giornale ricordò così Butler in un articolo che celebrava l’arrivo dei primi Carmelitani. "Egli mantenne viva la fede tra la gente con la recita del santo rosario che portava davanti alle loro menti la vita, le sofferenze e la morte del santo Redentore. Dalla sua cella a mezzanotte, quando il carceriere andava a riposare, il dolce mormorio della preghiera si levava dal suo giaciglio e riecheggiava nel gruppo sofferente". James Dempsey era sposato con quattro bambini. Leader di nascita, durante gli anni in cui non c’erano sacerdoti nell’insediamento penale Dempsey si distinse come leader della primitiva comunità cattolica. Accompagnava i condannati al patibolo, pregando. Anche lui scalpellino, era un discreto proprietario. La sua casa divenne il fulcro della vita cattolica a Sidney. Era lì riservata l’Eucaristia, il rosario recitato giornalmente: era nata una Confraternita. Dempsey era membro dell’originario Comitato di fondazione della Cattedrale di Santa Maria. Incaricato della costruzione della cappella, si trovò a vivere un quasi impossibile compito di fronte alla grandiosa visione di Fr. Therry: mancanza di piani architettonici e mancanza di fondi per la realizzazione. "Più conosciamo il ruolo di James Dempsey nella costruzione di Santa Maria, più dovremmo chiederci se sarebbe stato possibile completarla senza di lui" riporta lo storico James Waldersee in tempi recenti. Dempsey morì nel 1838, due anni dopo John Butler. Sepolti nel cimitero di Sandhills, solo la pietra tombale di Butler è ancora in piedi. (Sommario di un estratto dalla vita di Dempsey e Butler di Fr. Paolo Chandler, O. Carm.) SITO WEB DELLA PROVINCIA DI AUSTRALIA
Si terrà a maggio del 2003 il Capitolo Generale OCD che segna la fine del mandato di dodici anni di Fr Camilo Maccise come Preposito Generale. Fu lui a rispondere alle aperture di Fr John Malley, l’allora Priore Generale, per iniziare a dialogare a livello dei Consigli Generali. Risultato di questo dialogo è la serie di lettere scritte dai Superiori Generali insieme. Per fare memoria di questi dodici anni di cooperazione tra i due Ordini Fr. Camilo Maccise e Fr. Joseph Chalmers hanno scritto una lettera intitolata: "Che il mondo creda" che sarà quanto prima pubblicata e distribuita. Questa nuova lettera sarà anche inclusa nel volume contenente tutte le lettere pubblicate nei dodici anni scorsi. Il libro conterrà anche una traduzione della Regola con la nuova suddivisione in capitoli. PER ULTERIORI INFORMAZIONI, VEDI CARMELITANI.INFO/CONSIGLIOGENERALE
I membri della Comunità della Curia hanno ospitato i membri del Centro Internazione Sant’Alberto (CISA) per la celebrazione pre-natalizia. Le due comunità si sono riunite per la preghiera vespertina e una cena insieme. Questo appuntamento annuale rinsalda il legame tra le due Comunità internazionali a Roma.
Dopo quasi due anni dalla progettazione e ricostruzione, l’8 novembre 2002 è stata dedicata la nuova cappella di Chester, New Jersey, eremo carmelitano del Cuore Immacolato di Maria dal Vescovo Frank J. Rodimer della Diocesi di Paterson. La cappella originaria si era incendiata la notte del 20 gennaio 2001. Nel piano superiore della nuova struttura si trovano la cappella e il coro dedicati alla Trinità. A pianterreno la cucina dell’eremo, il refettorio, la biblioteca, la lavanderia e la sala stampa così come i luoghi delle riunioni e delle visite. La Madre Mary Gillsen, H.O.Carm., parlando agli amici riuniti e ai benefattori dell’eremo a conclusione dell’Eucaristia, ha descritto la nuova cappella e gli ambienti di comunità come il "lavoro di Gesù, grande costruttore" e ha attribuito la ricostruzione rapida ai tanti sostenitori e benefattori, "un miracolo dell’amore di Dio". La nuova cappella contiene l’altare e due vetrate istoriate della cappella precedente. Il crocifisso intagliato a mano a grandezza naturale nella parete del santuario e il tabernacolo sono nuovi. Oltre alle sei sorelle eremite e ai loro benefattori, erano presenti alla benedizione della nuova cappella alcuni sacerdoti e diaconi diocesani del posto, l’architetto, gli artigiani, gli ingegneri, gli assistenti tecnici e le loro famiglie. Fr. John-Benedict Weber, O.Carm., il Delegato, rappresentava il Priore Generale e l’Ordine. La liturgia è stata seguita da un rinfresco per le eremite e i loro ospiti nella sala di accoglienza sotto la cappella. Le eremite hanno elaborato una sintesi dell’intera esperienza riguardante la ricostruzione, la dedicazione e i festeggiamenti avvenuti attraverso un’esposizione di materiale su un supporto di legno all’ingresso della cappella sotto la vetrata della Madre del Carmelo. Incise queste parole: "Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore" (Gv 15,9). GLI STUDI CARMELITANI DELL'ISTITUTO DEL CARMELITANI INDONESIANI La regione Est dell’Istituto Carmelitano indonesiano ha vissuto giornate di studi carmelitani dal 31 luglio al 3 agosto 2002. Un Comitato speciale ha organizzato le giornate sotto la direzione di Sixtus Leonard Beth Bary, O.Carm., con l’assistenza degli studenti. Il tema: "Per cercare e trovare la verità con Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein)" Due studenti, Aris Budianto Lalu Sebo, O. Carm. e Damianus Bili Bulu, O. Carm. hanno parlato della vita di S. Edith Stein con una conferenza dal titolo: "Il viaggio verso la verità". Paul Budi Kleden, SVD, ha parlato sulla verità nella sua presentazione intitolata: "Verità cercata e verità liberamente data". Alberto A. Djono Moi, O.Carm. ha tenuto tre conferenze: "Educazione per l’individuo", "La via a Dio negli scritti mistici di Edith Stein" e "La via a Dio negli scritti spirituali di Edith Stein". Erano presenti gli studenti carmelitani, sacerdoti e fratelli, le sorelle aspiranti OCD e alcuni carmelitani laici. Questa è la quarta volta –dal 1999- che i Carmelitani delle regioni dell’Est si riuniscono per giornate di studio insieme.
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