n. 2   aprile - giugno 2007
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Forum Social Mondial, Nairobi - 2007
UN ALTRO MONDO PER l’AFRICA… ETICA DELLA PACE?

Il mese di gennaio 2007 ha segnato un momento storico e di solidarietà per l’Africa. Occorre riconoscere che nel 1945, dopo il secondo conflitto mondiale così efferato, la nascita dell’ONU apriva una prospettiva di speranza per il genere umano. In effetti, la carta delle Nazioni Unite si prefissava lo scopo di liberare le generazioni future dal flagello della guerra, di proteggere i diritti fondamentali dell’uomo, di favorire il progresso sociale e di far di tutto per instaurare migliori condizioni di vita in una libertà più ampia. Non è trascorso neppure un secolo perché l’evoluzione mondiale abbia mostrato l’opposto.

Di conseguenza le voci si sono alzate, durante la tribuna mondiale a Nairobi nel gennaio 2007 dal 20 al 25, questa volta dall’Africa. Constatazioni generali si sono liberate da questa tribuna attraverso conferenze, marce di rivendicazione e manifestazioni diverse. Più di una volta, si è verificato che:

1. dalla creazione dell’ONU il flagello della guerra si è allontanato dai paesi più sviluppati, economicamente parlando; questo flagello invece esiste ancora in numerosi paesi, in particolare a quelli cosiddetti in via di sviluppo. Dal 1990, milioni di persone sono morte in un conflitto armato. Questi conflitti hanno d’altra parte generato un’anomalia della coscienza umana: quella dei figli soldati, i bambini della strada, lo sfruttamento sessuale dei bambini… Nel 2000, l’UNICEF calcolava il loro numero in 300.000 implicati in più di 30 conflitti (in R.D Congo, Uganda, Darfour, Somalia ecc. per parlare soltanto dell’Africa).

2. Dalla creazione dell’ONU, lo sviluppo economico è stato importante in alcune regioni del mondo in Europa o in America settentrionale; non così per miliardi di esseri umani che, in un certo modo, sono stati intenzionalmente trascurati. È il caso in particolare di numerosi paesi africani subsahariani. Un abitante dello Zambia, ad esempio, ha meno possibilità di raggiungere l’età di 30 anni che un inglese nato nel 1840.

3. Dalla seconda guerra mondiale, la lotta per la pace ha rivestito molti aspetti: lotta contro il colonialismo e per l’indipendenza dei popoli e in Vietnam ed in Algeria, lotta contro la moltiplicazione delle armi di distruzione di massa che siano nucleari, chimiche o batteriologiche e per un disarmo generale e controllato, lotta contro lo sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo in particolare nella sua forma più nascosta: la segregazione, lotta per libertà individuali e collettive.

Tuttavia, si è notata in occasione di questa tribuna una graduale presa di coscienza di pace duratura perché vengano ad instaurarsi l’equità, la giustizia e l’etica della responsabilità. In questo senso la folla immensa ha sfilato continuamente attorno allo Stadio Jomo Kenyatta per stigmatizzare soltanto le questioni della pace e della sicurezza che devono, più che mai, essere al centro delle preoccupazioni a causa delle sfide che sono poste al genere umano per i 50 anni a venire, in particolare quelle legate all’aumento della popolazione: incremento da 6,5 a 9 miliardi di abitanti sul piano mondiale con i problemi che ciò porrà, tra l’altro, quelli dell’acqua, dell’energia, dell’ambiente.

Occorreva a Elia dell’ audacia ed un sacro coraggio per dire:

"Adesso, fa’ radunare tutto Israele presso di me sul monte Carmelo, insieme ai quattrocentocinquanta profeti di Baal e ai quattrocento profeti di Astarte che mangiano alla mensa di Izebel. Acab mandò a chiamare tutti i figli d’Israele, e radunò quei profeti sul monte Carmelo. Allora Elia si avvicinò a tutto il popolo, e disse: Fino a quando zoppicherete dai due lati? Se il SIGNORE è Dio, seguitelo; se invece lo è Baal, seguite lui. Il popolo non gli rispose nulla. Allora Elia disse al popolo: Sono rimasto io solo dei profeti del SIGNORE, mentre i profeti di Baal sono in quattrocentocinquanta. Dateci dunque due tori; quelli ne scelgano uno per loro, lo facciano a pezzi e lo mettano sulla legna, senz’appiccarvi il fuoco; io pure preparerò l’altro toro, lo metterò sulla legna, e non vi appiccherò il fuoco. Quindi invocate voi il nome del vostro dio, e io invocherò il nome del SIGNORE; il dio che risponderà mediante il fuoco, lui è Dio" (1 Re 18,19-24).

Questo è l’esordio del ministero di Elia durante il suo tempo, ed è ciò anche che dobbiamo apprezzare per il nostro ministero di Carmelitani. Ciò che aumenterebbe la nostra valutazione è che si tratta di un’illustrazione di ciò che è attuale: Elia è venuto durante un disordine nella sua società e ha restaurato la società con la giustizia di Dio. La necessità profetica del suo tempo è stata legata principalmente alla restaurazione di ciò che era perso, le cose vecchie, originali, prime e perfette. Con ciò possiamo assicurarci che un ministero costituisce un mezzo per raggiungere un fine diverso e più grande, e conoscere "la restaurazione di tutte le cose di cui Dio ha parlato con la bocca dei suoi profeti santi dai tempi antichi" (At 3,21 b). Le restaurazione per Israele è venuta dopo la calamità, conosciuta come ‘il tempo dei disordini. Il lavoro di restaurazione deve essere realizzato attraverso tutti gli incroci del cammino ed è un lavoro considerevole che estenua e chiede a tutti e ciascuno un’etica della pace. Quanti tra noi abbiamo l’energia necessaria per sopportare il pianto e le urla della gente che soffrono per il fatto che le cose non sono mai restaurate? "Non c’è pace perché non c’è giustizia, ha scritto Desmond TUTU, premio Nobel della pace nel 1984. Una sintesi che si iscrive bene in questo passo popolare. Infatti, non ci sarà pace duratura senza la ricerca comune di progetti tesi alla soddisfazione delle necessità dei popoli, di tutti i popoli, senza una cooperazione effettiva affrancata da qualsiasi subordinazione del debole al forte, senza una sospensione del mercato delle armi o dello sfruttamento delle materie prime dei paesi in via di sviluppo. Se non vogliamo vedere la situazione globale deteriorarsi più di quanto lo è attualmente in alcune regioni del globo e in Medio Oriente, in Sudan, in Africa dell’Ovest, occorre:

1. aver l’ audacia e uno sacro coraggio di parlare,

2. cercare di risolvere i problemi posti sul fondo e non utilizzare pretesti che nascondono quasi sempre interessi economici e politici di grandi potenze.

Chelo Dhebbi, O. Carm.


ONG carmelitana richiede all’ONU lo statuto ECOSOC

Il 14 febbraio 2007 l’ONG carmelitana ha inviato alle Nazioni Unite una richiesta di iscrizione al Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC) dell’ONU.

Nella lettera, sr Elizabeth Fitzpatrick, presidente della Congregazione di Nostra Signora del Monte Carmelo, ha indicato che l’intento dei membri di aderire è stato presente fin dal dicembre 2001, quando l’ONG è stata affiliata al Dipartimento dell’Informazione Pubblica (DPI) dell’ONU.

La Congregazione di Nostra Signora del Monte Carmelo, la cui casa madre è il Louisiana, USA, ha avanzato richiesta formale alle Nazioni Unite da parte della Famiglia Carmelitana in quanto rappresentante ufficiale dell’ONG presso l’ONU. Le responsabilità di un’ONG dell’ECOSOC sono precisate nella risoluzione 1996/31 dell’ECOSOC. L’appartenenza al Consiglio garantisce una possibilità maggiore rispetto ai membri DPI di intervenire nei dibattiti e nella politica delle competenze ECOSOC.

La lettera riferisce la copertura delle attività ONU e ONG carmelitana nelle nostre pubblicazioni internazionali. Evidenzia la presenza carmelitana ai vari congressi ONU, fra cui quella di Bangkok, Tailandia, su commercio e sviluppo, e gli incontri preparatori alla conferenza sul sostegno allo sviluppo a New York; si è partecipato anche alle assemblee mondiali sullo sviluppo sostenibile che si sono svolti a Bali, Indonesia, e a Johannesburg, Sud Africa.

Sono stati evocati gli incontri organizzativi per l’ONG carmelitana che hanno avuto luogo a Roma e in Indonesia e che hanno coinvolto membri di gran parte del mondo. Così anche si è riferito del corso per i promotori di Giustizia e Pace tenutosi a Fatima, Portogallo, l’anno scorso e al quale hanno partecipato rappresentanti della ONG carmelitana e delle Nazioni Unite la cui sede è a Ginevra, Svizzera.

Sr Fitzpatrick ha scritto: "Portiamo con noi organizzazioni di base coinvolte in questioni sostanziali e con un forte impegno per gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (dell’ONU). Ci vediamo presenti in un ruolo di partnership per lo sviluppo sostenibile, l’istruzione e i diritti umani".

È attualmente in fase di costituzione una struttura organizzativa per la ONG carmelitana al fine di agevolare il lavoro in rete e il sostegno ai ministeri locali. La nuova struttura offrirà l’opportunità di una maggiore partecipazione regionale al governo dell’ONG carmelitana.

"All’incontro internazionale di Fatima, Portogallo", ha affermato sr Jane Remson, rappresentante della ONG carmelitana, "abbiamo ascoltato la testimonianza di vari carmelitani che operano in diverse parti del mondo. Ci siamo resi conto che per avere un influsso globale unitario abbiamo bisogno di una struttura che faciliti la partecipazione globale. E tale struttura è la ONG carmelitana".

"La ONG carmelitana è uno strumento, una struttura, che ci permette di affermare la giustizia nel 21° secolo", ha concluso.

 


Prossima rivoluzione educativa nel mondo dei bambini?
Il Computer da 100 dollari

Forse il nome cambia – ha preso vita OLPC (One Laptop per Child) che attua l’obiettivo di fornire uno strumento di apprendimento agli studenti di tutto il mondo. Ora la Macchina per Bambini 2B1 o il Progetto Portatile da Cento dollari.

Anche il prezzo cambia. Il 27 aprile 2007 il gruppo OLPC ha annunciato che aveva alzato il prezzo del suo portatile da cento dollari a 175, pur avendo fiducia di vendere abbastanza per avviare una produzione più consistente entro settembre. Al momento hanno ricevuto ordinazioni per 2,5 milioni di unità ma l’obiettivo è di raggiungere i 3 milioni di unità entro il 30 maggio.

Lo scopo dell’OLPC è quello di creare e distribuire computer portatili non costosi ed efficienti che consentano agli studenti delle regioni povere una maggiore partecipazione e creatività nei loro programmi educativi.

Finora sono stati coinvolti il Brasile, l’Argentina, l’Uruguay, la Nigeria, la Libia, il Pakistan e la Tailandia. Duecento versioni sperimentali di portatili sono state inviate ad ognuno di questi paesi. Qualcosa come 2000 portatili sono stati spediti a produttori di software in tutto il mondo.

"La difficoltà maggiore sta nel produrne 100 milioni… La scala è scoraggiante", ha affermato Nicolas Negroponte, alle prese con il progetto.

Ma c’è anche un aspetto di sfida. Gli ideatori OLPC stanno lavorando per mantenere il portatile in un design essenziale, con un consumo elettrico medio da 2 a 4 watt. Un obiettivo era quello di far produrre 100 minuti di energia per il computer con un minuto di carica manuale. L’idea della manovella, "benché simpatica, alla fine è risultata impraticabile", secondo l’OLPC.

"Tecnologia di rete" – che permette ai computer di connettersi ad internet tramite una connessione reciproca a distanza — offrirà a molti strumenti l’accesso ad internet da un centro di connessione.

Kofi Annan, allora Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha introdotto il portatile da 100 dollari al Summit mondiale sull’Informazione (WSIS) nel novembre 2006 a Tunisi. Ha detto: "Il portatile da 100 dollari promette importanti evoluzioni nello sviluppo economico e sociale. Non si tratta semplicemente di dare un portatile ad ogni bambino, come per una magia. L’incanto sta all’interno – in ogni bambino, in ogni scienziato, studioso e semplice cittadino in crescita".

Nel novembre 2006 sono stati prodotti 875 computer B1 sperimentali, un momento significativo verso la realizzazione del progetto.

La Nigeria ha ordinato un milione di unità. La Libia ha annunciato nell’ottobre 2006 che ne avrebbe acquistati 1,2 milioni, uno per ogni bambino in età scolare. È il primo paese di lingua araba che acquista. Nel dicembre 2006 l’Uruguay ha aderito al Progetto OLPC. Il Ruanda lo ha fatto nel gennaio 2007 mentre il Perù e la Russia hanno mostrato interesse. Così anche diciannove stati americani.

Vi sono molti denigratori. Il fondatore della Microsoft, Bill Gates, ha apertamente deriso il PC a ricarica consigliando ai suoi ascoltatori di procurarsi "un computer decente che offra uno schermo decente, un vasto raggio di connessione e che non sia fatto funzionare a carica". Quanti considerano il dominio di Gate nell’industria del software come un affare esoso e asfissiante non hanno riso.

"Bill Gates dice ‘Compra un vero portatile’, ma quando non hai elettricità in casa il vero portatile è due watt", è stata la risposta iniziale. Altre organizzazioni hanno reclutato scienziati MIT per sviluppare una tecnologia che segni una tappa nell’educazione mondiale. Gates al momento offre una versione da $3 di sistema operativo Windows Vista e la Intel Corporation ha recentemente creato un design di PC portatile "Classmate" per le nazioni in via di sviluppo. Per una concessione dell’OLPC l’ultima versione del loro nuovo portatile può accogliere il sistema operativo di Microsoft Windows.

L’India ha liquidato il portatile definendolo "pedagogicamente sospetto". Il segretario dell’istruzione pubblica ha affermato che sarebbe meglio investire il denaro, se mai ci fosse, nei programmi educativi già esistenti.

L’allora segretario generale dell’ONU Kofi Annan ha dichiarato: "Ci sono invenzioni che sono in avanti nei tempi. Altre sono appropriate al loro tempo. E altre che sembrano così ovvie e naturali che come la gente ne sente parlare, o le vede, si meraviglia che ci sia voluto tanto tempo per realizzarle. È raro – è un’invenzione davvero rara – che tutti i vantaggi convergano insieme. Ma Nicholas Negroponte e la sua squadra ha rinnovato il laboratorio scientifico del MIT e i loro partners ci hanno aperto un varco interessante. Il portatile da 100 $ ispira varie esplorazioni".

Per ulteriori informazioni sul progetto One Laptop per ChildI vedi: www.laptop.org


Il portatile da 100 dollari con uno schermo di 7,5 pollici, 1200x900 pixel, ad alta risoluzione leggibile alla luce del sole. Lo schermo in modalità "trasmissiva" usa circa un settimo dell’energia necessaria a un normale schermo portatile. Il CPU consuma un decimo dell’energia necessaria a un portatile standard, essendo ricaricabile dall’energia dell’utente. È un vantaggio significativo per mezzo miliardo di bambini che non hanno accesso all’elettricità. Per connettersi a internet ogni apparecchio è predisposto a tempo pieno e senza fili a connettersi con un altro tramite una particolare tecnologia di rete. È necessario che un solo apparecchio si connetta a internet. I bambini delle zone più lontane e isolate potranno connettersi sia tra di loro sia a internet.


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