n. 2   aprile - giugno 2007
.


Fiorisce in Kenya il Bustani ya Karmeli

Bustani ya Karmeli significa "Giardino del Carmelo" ed è il nome della fondazione carmelitana di Ngong, appena fuori Nairobi, in Kenya.

Nel 1994, un primo gruppo di cinque studenti kenioti è partito per la Spagna per unirsi alla Provincia di Catalogna. Sono stati scelti da due carmelitani di Maria Immacolata (CMI), religiosi originari dell’India. Di essi, ne sono rimasti due, giunti fino alla professione solenne; nel luglio 2004 Onesmus Muthoka e Boniface Kimondolo sono stati i primi carmelitani kenioti a ricevere gli Ordini Sacri.

Nel 1997 la Provincia Arago-Valentina ha accolto tre giovani del Kenya. Uno di loro, Stephen Mweu, ha perseverato e nel settembre 2005 ha emesso la professione solenne.

Nel 2001 il Commissariato indiano ha inviato due membri, John Neerolickal e Felix Pallipatt, per avviare una fondazione in Kenya. Nel 2004 Soni Abraham si è aggiungo ai fratelli del Commissariato per coordinare dei progetti di costruzione.

Il 9 giugno 2004 il vescovo della Diocesi di Ngong, mons. Cornelius Schilder, ha officiato alla cerimonia inaugurale del nuovo convento al Bustani ya Karmeli. La costruzione era stata iniziata i primi di ottobre e il 29 giugno 2005 il nuovo edificio è stato benedetto.

Bustani ya Karmeli è stato realizzato nei pressi di una cappella dipendente da una parrocchia vicina. Con l’arrivo dei carmelitani, il vescovo Schilder ha elevato la cappella a parrocchia intitolandola a S. Carlo Lwanga, il martire ugandese del 1880. È stato senz’altro positivo poter operare in una parrocchia fin dagli inizi.

La S. Carlo Lwanga conta 400 famiglie, divise in sei piccole comunità cristiane. Vi sono due messe domenicali, una in inglese l’altra in swahili, entrambe frequentatissime. I parrocchiani attendono l’apertura di una nuova chiesa che sorgerà proprio alle spalle della cappella attuale.

Al momento la comunità è composta da due sacerdoti kenioti (membri della Provincia di Catalogna), due sacerdoti del Commissariato indiano, sei studenti kenioti e due studenti professi indiani.

Il Carmelo di Machakos

L’arrivo delle carmelitane in Kenya risale al 1956. Otto monache spagnole di Utrera hanno aperto una fondazione nella Diocesi di Kisumu. Dopo alcuni anni, alcune di loro sono rientrate a Utrera per motivi di salute, ma sono state sostituite da altre sorelle provenienti dalla medesima comunità. La precarietà della situazione, soprattutto a livello di sicurezza, ha costretto le monache a trasferirsi. La comunità si è infine unita a un monastero di carmelitane scalze. Ma lo spirito missionario di Utrera è rimasto vivissimo.

Un carmelitano di Maria Immacolata (CMI), fr. Edward Padikalla, ha messo in contatto alcune giovani della sua parrocchia indiana con le monache di Utrera. Tre keniote si sono recate a Utrera nel 1984 con l’idea di ritornare in Kenya per fondare un altro monastero. Quindici anni più tardi il sogno è diventato realtà.

Nel 1999 le carmelitane del Kenya sono tornate con grande gioia del vescovo di Machakos che proprio in quell’anno celebrava il 25° della sua ordinazione episcopale. La fondazione di Machakos ha avuto inizio nel mese di ottobre con sette monache provenienti da Utrera, comprese due spagnole, quattro della Diocesi di Machakos e una dell’Arcidiocesi di Nairobi.

Il monastero è stato ufficialmente inaugurato il 15 ottobre 2004. Da allora il Signore lo ha benedetto con numerose vocazioni. Oggi la comunità conta più di 15 membri.

Il Carmelo di Juja

Il monastero carmelitano di Juja è stato fondato dalla Federazione Verge Flos del Carmel delle monache carmelitane della Spagna del nord (Catalogna).

Le monache del monastero della Presentazione di Maria di Valls (Terragona) si sono incaricate della fondazione. Si è deciso di aprire il monastero nella stessa Diocesi con i religiosi carmelitani. Il vescovo di Ngong ha accordato il permesso e ceduto una casa in Oloikirikirai; questa è stata poi lasciata dalle monache a motivo degli scontri tribali del 1992.

Le carmelitane hanno lasciato la Catalogna il 1 aprile, ma hanno trovato la casa inabitabile. Il vescovo ha insistito perché rimanessero; esse però sono state accolte dall’arcivescovo di Nairobi pur abitando, per i primi tre mesi, con le carmelitane di Machakos. Ora si trovano in una abitazione temporanea – che può ospitare fino a 10 monache – di Juja (Arcidiocesi di Nairobi) in attesa che il loro monastero venga finalmente completato.

Il nuovo monastero dispone di sei ettari di terreno. Juja Farm è nella Provincia Centrale del Kenya, Distretto Thika, a circa 46 km da Nairobi. La zona è pressoché arida. La popolazione di Juja Farm appartiene alla tribù dei Kikuyu.

Il monastero conta sei membri: una spagnola e una keniota di voti solenni, una junior e due postulanti.

Laicato carmelitano in Kenya

I laici carmelitani sono in Kenya da oltre 40, guidati da un sacerdote della Consolata, fr. Joseph Demarie. Hanno cominciato nel 1964 a Nkubu, Meru, e ora sono circa 2.400. Con l’arrivo dei religiosi carmelitani dall’India, fr. Demarie ha affidato a questi la responsabilità del laicato carmelitano.

Il movimento si è diffuso in tutto il Kenya sotto la direzione di un Consiglio Nazionale. Poiché molti membri vivono lontano, si è deciso di mantenere i contatti con la pubblicazione bimestrale Lo Scapolare.

A motivo delle distanze, i membri cercano di incontrarsi nella misura del possibile. Una volta l’anno si ritrovano per un ritiro spirituale. Nel 2006 il ritiro si è svolto dal 25 al 29 aprile.

Il futuro del laicato carmelitano keniota appare promettente ora che si sta diffondendo anche in varie scuole superiori del paese.

Fra i laici carmelitani del Kenya troviamo anche le sorelle di Donum Dei, arrivate nel 1999, il cui carisma è quello di portare Gesù a quanti vivono lontano da Lui. Avendo realizzato una casa di formazione a Nairobi, le sorelle Donum Dei hanno trovato una buona risposta nelle giovani del posto; oggi vi sono nove membri, comprendenti sei aspiranti.


La communità carmelitana a Nkoroi, Kenia.

La parrocchia di S. Carlo Lwanga conta 400 famiglie, divise in sei piccole comunità cristiane. Vi sono due messe domenicali, una in inglese l’altra in swahili, entrambe frequentatissime.


Aggiornamento sull'Africa

Zimbawe

Quella in Zimbawe è la presenza carmelitana ininterrotta più duratura in Africa – avviata circa 60 anni fa dalla Provincia irlandese. Il Commissariato ha nove comunità in due diocesi. La sua scuola superiore femminile è considerata una delle migliori del paese. Nel 2004 i membri del Commissariato hanno tenuto un’Assemblea straordinaria per attuare linee di azione riguardanti le vocazioni, la formazione, la spiritualità carmelitana, la vita comunitaria, il ministero, l’istruzione e la formazione permanente.

Il Commissariato ha 31 membri di voti solenni, dei quali 17 sono dello Zimbawe. Ci sono dodici professi temporanei e quattro novizi. Il Commissariato opera in parrocchie e scuole, i religiosi tengono ritiri, cappellanie ospedaliere e incontri di formazione.

Simplisio Manyika è il primo carmelitano del luogo a ricoprire l’ufficio di Commissario.

Repubblica democratica del Congo

La missione carmelitana nella RD del Congo è cominciata nel 1973 per opera della Provincia Romana (ora "Italiana"). Dal 1994 è Commissariato Provinciale. Esso conta 101 membri con 40 professi solenni e 11 novizi. Cinque carmelitani congolesi prestano la loro opera in Camerun, quattro sono in Italia, uno in Colombia e uno in Francia.

Negli ultimi anni il paese ha conosciuto situazioni di aspra violenza. A Bunia, sede del noviziato, si è provveduto a fornire alimenti e cure mediche a oltre 200 rifugiati. Recentemente è stato inaugurato un centro sanitario. La parrocchia di Nioka è stata spesso oggetto di irruzione da parte di gruppi ribelli, ma i carmelitani non l’hanno mai abbandonata.

Burkina Faso

I carmelitani sono giunti in Burkina Faso, uno dei paesi più poveri del mondo, nel 2000. Si calcola che circa l’82% dei suoi 14 milioni di abitanti occupi zone rurali. Il 12% di loro sono cattolici e il 25% musulmani. La maggioranza professa religioni locali.

Nel 2003 si è aperto il noviziato. Attualmente vi sono otto membri di voti semplici, cinque di voti solenni e cinque postulanti. La Provincia Baetica, responsabile della missione, sta costruendo una casa a Bobo Dioulass.

La missione partecipa alle attività parrocchiali, al servizio dei giovani, dei detenuti e si rende presente negli orfanotrofi. I membri tengono corsi biblici e di lectio divina.

Mozambico

Con l’aiuto della Provincia irlandese, del Commissariato Generale del Portogallo e della Curia Generale, la Provincia di Pernambuco ha avviato nel 1997 una missione a Gorongosa, Mozambico. La missione ha contribuito alla riedificazione di alcune strutture – scuola, chiesa, missione – dopo una lunga guerra civile. Nel 2004 i membri si sono trasferiti a Maputo per iniziare il lavoro di formazione per il quale il vescovo di Gorongosa non aveva dato il permesso.

Sono 11 i giovani in formazione a Maputo; il noviziato, tuttavia, deve ancora cominciare. Il tasso di disoccupazione del paese è calcolato intorno al 40%.

Camerun

Dopo aver ottenuto l’indipendenza dalla Gran Bretagna e dalla Francia nel 1960, il Camerun gode ora di discreta autonomia, libertà di parola, ecc… L’80% della popolazione è alfabetizzata, ma la durata media della vita si aggira solo intorno ai 48 anni. I cattolici costituiscono il 33% della popolazione. Sono tante le sette che fanno proselitismo.

Le sorelle Donum Dei sono arrivate nel 1990 e hanno cominciato a favorire le vocazioni carmelitane maschili. Ora vi sono due parrocchie, un noviziato e uno scolasticato. Nove membri hanno la professione solenne e 23 la professione temporanea. Le missioni sono finanziate anche dai proventi di una fattoria che alleva galline e maiali, e dalla coltivazione di palmeti. Membri della Provincia Italiana e del Commissariato del Congo assistono la Provincia della Germania Inferiore in questa missione.

Kenya

Con una popolazione di 34 milioni, i cattolici del paese costituiscono il 75% del totale. Sebbene il 43% dei kenioti abbia meno di 15 anni, la durata media della vita è solo di 45 anni.

La missione è stata fondata dal Commissariato indiano nel 2001. Due membri si sono recati in Kenya; intanto, due kenioti stavano studiando nella Provincia di Catalogna e altri tre nella Provincia Arago-Valentina. I due membri della Provincia di Catalogna ora si trovano in Kenya e uno della Provincia Arago-Valentina rientrerà probabilmente quest’anno.

Molto diffuso è il laicato carmelitano con circa 350 membri. Il Tangaza College, che si erge nei pressi della fondazione, potrebbe costituire un centro educativo per gli studenti che non provengono dal Kenya. Nel 2007 si è avuta la dedicazione di una nuova chiesa parrocchiale (vedi il relativo articolo, pagina 5).

Tanzania

Il Commissariato Generale de La Bruna intende realizzare un centro di formazione e un santuario presso Dar-Es-Salam. A Napoli, Italia, si trovano due sacerdoti della Tanzazia e sei giovani in formazione. Si spera di poter cominciare una fondazione il prossimo anno.


TORNARA AL INDICE DEL CITOC  |  TORNARA AL INDICE DEL QUESTO NUMERO DI CITOC


INDICE DEI SITI WEB DEI CARMELITANI
carmelites.info  |  carmelitas.info  |  carmelitani.info