n. 2   aprile - giugno 2007
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Ciò che il documento ONU non dice

L’ultimo rapporto del Comitato Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC) è stato redatto da 450 autorevoli personalità, con 800 interventi e 2.500 revisori esperti. Fra questi ultimi, c’è stato chi ha scritto: "Sarebbe un errore credere che tutti gli esperti avallino l’intero contenuto del rapporto, compresa la sua considerazione di chiusura ‘gran parte dell’aumento delle temperature globali constatato fin dalla metà del secolo XX è dovuta molto probabilmente alla crescente condensazione dei gas serra".

Secondo Ross McKitrick, che ha partecipato in qualità di revisore esperto, molti dissentono su tale conclusione. Ma, quel che è peggio, dinanzi a una dichiarazione che è stata pubblicata come evidentemente certa, nessuno è stato consultato previamente circa la sua effettiva corrispondenza alla realtà.

La maggioranza dei partecipanti ha lavorato solo su alcuni paragrafi del rapporto, consegnati in versione finale nell’estate 2007, e non ha mai espresso opinioni sulle asserzioni fatte nel resoconto. Questo avrebbe dovuto essere distribuito nel mese di maggio 2007, ma in realtà è stato "rilasciato" il 2 febbraio; l’IPCC sta rivedendo il documento parola per parola per verificarne la conformità con le esposizioni dei revisori.

Ecco il problema: si impiegano mesi per rivedere un rapporto dettagliato elaborato da centinaia di scienziati solo per assicurarsi che esso concordi con un breve ragguaglio redatto da una dozzina di scienziati e maneggiato da centinaia di burocrati e politici.


Progetto "eco-palme" per portare giustizia alle parrocchie

È in voga il commercio equo-solidale di caffè e prodotti artigianali. Ora anche la tua parrocchia può parteciparvi acquistando alberi di palma!

Con il sostegno dei Catholic Relief Services (agenzie caritative cattoliche), il progetto conosciuto come "Eco-palms" si rivolge alle parrocchie statunitensi perché acquistino delle palme da coltivatori indigenti del Messico e del Guatemala. Tali vendite, oltre a procurare ai lavoratori latinoamericani un salario conforme a giustizia, garantiscono agli acquirenti che le palme saranno divelte secondo procedure ambientalmente sostenibili, come si addice alla linea dei Catholic Relief Services.

Nel 2005, anno che ha visto la nascita del progetto "Eco-palms", sono stati venduti solo pochi arbusti in tre Stati degli USA. L’anno scorso, in collaborazione con il Lutheran World Relief e la Chiesa Presbiteriana statunitense, le vendite sono salite a 80.000 unità. Oltre 250.000 ordinazioni sono giunte nel 2007 da 48 Stati e dal Canada. Le Chiese USA acquistano più di 3 milioni di palme ogni anno per la celebrazione della Domenica delle Palme.

Il programma di giustizia economica dei Catholic Relief Services cerca "in ogni modo possibile di rendere migliore le condizioni degli agricoltori", spiega il suo portavoce.

Il costo di un arbusto Eco-palms è di circa 24 centesimi, a seconda della quantità che viene ordinata; è un costo leggermente superiore a quello delle palme tradizionali che si coltivano in Texas e in Florida.

Poiché il programma acquista direttamente dalle "concessioni comunitarie" del Messico e del Guatemala, i coltivatori ricevono un salario fino a tre volte superiore rispetto a quello percepito dai vivai del mercato statunitense. "Eco-palms" offre in aggiunta un premium di 5 centesimi per arbusto.

Il sito web dei Catholic Relief Services riporta ulteriori informazioni sul programma.

Elaborato da un articolo di Patrick O’Neill apparso sul National Catholic Reporter il 23 marzo 2007.



Decalogo per ridurre il surriscaldamento globale

La combustione di carburanti fossili quali gas naturale, carbone, petrolio e benzina, fa aumentare il livello atmosferico di biossido di carbonio, cui va imputato il cosiddetto effetto serra e il surriscaldamento del pianeta.

Ecco 10 piccoli provvedimenti per contribuire personalmente a ridurre il bisogno di tali carburanti:

1) Ridurre, Ri-usare, Reciclare

Preferisci prodotti riutilizzabili a quelli usa-e-getta. Compra prodotti con imballaggio leggero. Quando è possibile, ricicla carta, plastica, giornali, vetro e contenitori di alluminio.

2) Ridurre l’uso di termoventilatori

Isolare la propria abitazione o monastero e stagnare o installare nastri isolanti intorno agli infissi può ridurre i costi di riscaldamento del 25%. Ridurre la temperatura del radiatore quando si lascia una stanza o si dorme.

3) Cambiare lampadina

Quando è possibile, sostituire le lampadine ordinarie con quelle fluorescenti compatte (CFL). Queste durano dieci volte di più, consumano due terzi di energia in meno e diffondono meno (70%) calore.

4) Guidare meno e in modo più intelligente

Oltre a risparmiare benzina, se passeggi o vai in bici fai un ottimo esercizio fisico. Quando guidi, cura specialmente la manutenzione dei pneumatici. Puoi così migliorare la tenuta del 3%.

5) Comprare prodotti economicamente efficienti

Devi comprare una nuova automobile? Bada alla proporzione dei consumi. Anche molti elettrodomestici oggi sono ideati in tal senso.

6) Usare meno acqua calda

Se la tua caldaia ha più di cinque anni, avvolgila in un panno isolante. Le docce a gettito basso fanno risparmiare acqua calda ed elettricità. Lavare gli indumenti in acqua fredda o tiepida trattiene l’invasione ambientale del biossido di carbonio.

7) Usare l’interruttore di spegnimento

Quando lasci una stanza, spegni la luce. Spegni la televisione, lo stereo, il computer quando hai finito di usarli. Chiudi il rubinetto dell’acqua nei momenti in cui non ne fai uso: mentre ti lavi i denti o dai lo shampoo ai capelli o insaponi il cane. Riapri il rubinetto solo quando devi sciacquare.

8) Piantare un albero

Gli alberi assorbono il biossido di carbonio e rilasciano ossigeno. Nel naturale corso della sua vita un albero assorbe circa una tonnellata/908 kilos di biossido di carbonio.

9) Insegnare agli altri queste cose

Condividi con gli amici, i vicini, i parrocchiani e i colleghi di studio o di lavoro queste informazioni sul riciclaggio e il risparmio energetico. Cogli l’occasione per proporre agli amministratori pubblici l’iniziativa di programmi e politiche favorevoli all’ambiente.

10) Rileggi questa lista e decidi di fare qualcosa!

 


Il modello dei Fratelli Cristiani

"Sto cercando di dire: ‘ama il tuo ecosistema locale’" esclama fratel Moy Hitchen, un Fratello Cristiano dell’Australia. "Esci fuori e scopri la terra, le rocce, gli alberi, i cespugli, gli uccelli che appartengono al tuo angolo di mondo; e poi fermati a pensare: che cosa vuole il mondo da noi?"

Hitchen è il promotore internazionale dell’ambiente presso la Congregazione dei Fratelli Cristiani. I suoi viaggi lo hanno portato in giro per il mondo arricchendo grandemente le sue conoscenze dell’ambiente.

In una fatiscente capanna di Nairobi, Kenya, è rimasto impressionato dal contrasto fra il disastro ambientale – un "fiumiciattolo sporco di residui industriali, fecce di fogna e sacchi di spazzatura" e le bellezze della natura che lottano per sopravvivere.

Uno dei compiti di Hitchen è quello di visitare i Fratelli Cristiani sparsi nel mondo e persuaderli che l’ecologia è una questione radicata sia nella spiritualità che nella giustizia.

"Le grandi tradizioni spirituali sono in partnership con la terra. E fra le 16 esortazioni rilasciate al Congresso della vita consacrata (Roma, 2004), una caldeggiava un triplice dialogo – con i poveri, con le religioni del mondo e con la terra".

Hitchen ravvisa una stretta connessione fra la giustizia sociale e la giustizia ecologica. Il grido della terra, dice, può essere udito nel grido dei poveri. "Ogni angolo di campagna danneggiata spinge un’altra famiglia a trasferirsi in città. Quindi il degrado ambientale e la povertà sono interconnessi".

Mentre le popolazioni locali e le famiglie rurali dei paesi in via di sviluppo sono ben consapevoli della necessità di vivere in equilibrio con la natura, nei paesi industrializzati si è persa di vista questa urgenza, dice il nostro. Un risultato di questa rottura con la natura, continua, è che la gente dei paesi industrializzati consuma più di quanto le spetta nella distribuzione delle risorse naturali.

"Questa è la mia sfida più grande", dice, "Sto parlando alla gente della loro impronta ecologica. L’impronta ecologica del mio paese, l’Australia, è quattro volte maggiore di quanto la terra può sostenere. Se tutti vivessero come noi, avremmo bisogno di quattro pianeti come la Terra".

Nelle sue visite ai Fratelli Cristiani del mondo, Hitchen esorta a trovare nuove maniere di semplificare il proprio stile di vita.

"Potrebbe essere, per esempio, rinunciare all’automobile", dice. "Ci vogliono decisioni coraggiose circa la nostra dieta e il nostro modo di vivere".


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