Il Bollettino Titus Brandsma è pubblicato ogni sei mesi dalla Commissione Internazionale per la Giustizia, la Pace e l’Integrità dell’Ambiente. È edito da Antonio Silvio da Costa Junior, O.Carm., Segretario della Commissione.

CITOC

n. 2   aprile - giugno 2004.


PROFETI E ARALDI DELLA PACE

È bello gridare "Vogliamo la pace", ma il Profeta Isaia, ricordato nella nostra Regola, avverte che la pace è frutto della giustizia. In questo mondo, segnato da tanta ingiustizia, dobbiamo essere profeti e araldi della pace. Padre Carlos Mesters ricorda in un suo messaggio: "Cari amici e amiche, amanti della Pace, invio la mia adesione alle petizioni di Pace. Come dice il salmo: "La pace è tutto quanto desidero! Ma, quando dico PACE", loro gridano "Guerra!" (Salmo 120,7). Ma io continuo a gridare e dire, lo stesso: "PACE!"

Nell’ultima riunione della Commissione di Giustizia e Pace, ottobre 2003, i membri hanno segnalato la partecipazione dei carmelitani nelle multiple manifestazioni contro la guerra in Iraq come un’azione in favore della Pace e della Giustizia. Oggi, dappertutto continuano le manifestazioni e le discussioni in forum a favore della Pace. Chiedono una soluzione Internazionale diplomatica comandata dall’ONU per il ritiro delle forze militari occupanti.

Alcuni fatti devono essere ricordati: questa è stata la guerra più contestata, criticata dall’ONU, dal Papa e dalla gente che ha manifestato in milioni in tutto il mondo; è stata una guerra segnata dalla menzogna in relazioni ambigue che hanno premuto l’invasione dell’Iraq, creando più insicurezza per quel paese e per tutto il mondo, ricordiamoci dell’attentato in Spagna; l’occupazione dell’Iraq provoca la continuazione della guerra con gravissime lesioni ai diritti umani e al diritto internazionale, come è continuamente denunciato dalle organizzazioni umanitarie. Per questo e quanto altro ancora si vuole ricordare è doveroso per tutti noi, gente di buona volontà, stimolare la solidarietà internazionale perchè facciano pressione sui governi a trovare una soluzione diplomatica per l’Iraq. Inoltre dobbiamo concretamente aiutare tutti gli sforzi umanitari per la ricostruzione dell’Iraq e la salvezza fisica della sua popolazione martoriata. A questo compito siamo spinti e sorretti dalla parola autorevole della Bibbia e della Chiesa, espressa in continuazione dal nostro Papa, Giovanni Paolo II.

Ricordiamo le parole del Presidente John F. Kennedy all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nel 25 settembre 1961: "La pace non è soltanto una questione di problemi militari o tecnici – essa è per primo un problema di politica e popoli. … Ma anche se, alle volte, vediamo il buio e finale abisso, non sia mai che una persona di pace e libertà si disperi. Perché essa non rimanga sola. Se tutti noi perseveriamo, se possiamo in ogni terra e ufficio guardare oltre i nostri propri limiti e ambizioni, allora sicuramente ci sarà l’alba del tempo in cui i forti saranno giusti e i deboli saranno sicuri e la pace sarà preservata. … Signore e signori di questa Assemblea, la decisione è nostra. Mai le nazioni del mondo hanno avuto tanto da perdere, oppure tanto da guadagnare. Insieme noi possiamo salvare il nostro pianeta, oppure insieme perire nelle sue fiamme. Salvarlo noi possiamo – e salvarlo noi dobbiamo – e così potremo meritare l’eterno grazie dell’umanità e, quali costruttori di pace, l’eterna benedizione di Dio".


SITUAZIONE E POSSIBILITÀ DI AIUTO CONCRETO ALLA RICOSTRUZIONE UMANITARIA DELL’IRAQ

(Tratto liberamente dal Dossier Iraq a cura di Caritas Italiana, http://www.sir.glauco.it/sirs2/s2magazine/index.jsp?idPagina=298)

Il 20 marzo 2003 cominciano i bombardamenti su Bagdad da parte delle truppe anglo-americane. Alcune ore più tardi, truppe di terra statunitensi e inglesi attraversarono il confine del Kuwait, dando inizio all’invasione terrestre. Nonostante alcune sacche di resistenza, il 9 aprile la capitale è sotto il controllo degli alleati che dichiarano la fine ufficiale della guerra. In realtà, a partire da quella data inizia un dopoguerra cruento come la guerra stessa che perdura ancora oggi.

L’Iraq è un paese in ginocchio, un paese distrutto, a proposito del quale non sappiamo e non sapremo mai quel che è successo e sta succedendo tuttora nel suo interno; perché tutte le informazioni, tutte le immagini sono state e vengono filtrate, e i giornalisti che hanno voluto documentarsi uscendo dai percorsi prestabiliti hanno pagato con il prezzo della loro pelle. Il problema che si è immediatamente affacciato, facilmente prevedibile, è quello del terrorismo, che, infatti, è scoppiato in tutta la sua violenza.

La situazione di questo Paese è una lista interminabile di guai, dove rimane difficile il discernimento tra quanto è dovuto alla guerra e quanto alle sanzioni. Sono stati grandemente compromessi il sistema industriale, energetico e delle comunicazioni, come la sanità e la disponibilità d’acqua, sia potabile che per l’irrigazione. Diversi milioni di sfollati interni, inflazione elevata, disoccupazione, sono il triste corollario.

La situazione dei bambini è molto seria. Diverse fonti riportano una media di 4.000 bambini al di sotto dei 5 anni che muoiono ogni mese. Già nel 1993 l’OMS presentava cifre di questa grandezza e anche superiori (5.000). I traumi psicologici sono molto comuni. L’impoverimento si abbatte sulle famiglie e in particolare sulle donne sulle quali grava il maggior peso dell’andamento familiare.

Secondo un rapporto UNICEF del 1999, i tassi di mortalità infantile in Iraq sono tra i più alti del mondo. Il 23% dei bambini nasce sottopeso, 1 bambino su 4 soffre di malnutrizione cronica; solo il 41% della popolazione ha regolare accesso all’acqua potabile; l’83% delle scuole hanno bisogno di grossi lavori di ristrutturazione. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) afferma che il sistema sanitario iracheno si trova in uno stato disastroso. Secondo il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) ci sarà bisogno di 7 miliardi di dollari per permettere la ripresa del Paese e riportarla agli standard del 1990.


LA CHIESA E LA CARITAS IN IRAQ

I cristiani in Iraq sono circa 800.000 di cui 700.000 cattolici. La maggior parte dei cristiani che vivono nella capitale provengono dal nord dell’Iraq (Kurdistan) rifugiatisi a Baghdad a causa delle lotte tra fazioni curde ed esercito iracheno in quella zona. La Chiesa dell’Iraq è soprattutto concentrata a Baghdad dove ci sono 28 chiese; altre 8 chiese sono a Mosul, 6 a Karakosh e 8 nel Kurdistan.

Caritas Iraq è un’organizzazione ben strutturata composta da professionisti nel campo della nutrizione, ingegneri e tecnici. Caritas Iraq è presente nel paese con 14 centri sanitari nei governatorati di: Baghdad, Mosul, Qarakoush, Kirkuk e Bassora. Caritas Iraq, attraverso i suoi 14 centri Caritas locali e i suoi programmi socio-sanitari, cerca di alleviare parte delle sofferenze dei poveri. Gli interventi di Caritas Iraq si concentrano nell’ambito alimentare, nell’assistenza socio-sanitaria, nella riabilitazione degli impianti di purificazione dell’acqua, nella riabilitazione delle infrastrutture dei servizi sanitari, anche nel nord dell’Iraq (Kurdistan). La Caritas è la sola ONG internazionale che ha accesso a tutte le zone dell’intero Paese.

Altre informazioni sulla situazione in Iraq e le possibilità di aiuti concreti a questo popolo martoriato possono essere trovati in tanti siti internet. Ve ne consigliamo alcuni tra quelli più conosciuti e affidabili:

CARITAS INTERNATIONALIS
     http://www.caritas.org/ 

AGENZIA FIDES (PROPAGANDA FIDEI)
     http://www.fides.org/ 

MEDECINS SANS FRONTIERES INTERNATIONAL HOMEPAGE
     http://www.msf.org/ 

EMERGENCY
     http://www.emergency.it/ 

COMITATO INTERNAZIONALE DELLA CROCE ROSSA
     http://www.icrc.org/ 

OXFAM
     http://www.oxfam.org/

CATHOLIC MEDICAL MISSION BOARD (CMMB)
     http://www.cmmb.org/

Chi desiderasse informazioni personali può scrivere a P. Nizar Semaan, parroco di Karakosh, Mosul, Iraq, che scrive per l’Agenzia Fides sulla situazione della Chiesa in Iraq. In questo periodo si può incontrare il P. Nizar in Italia, Parrocchia di S. Domenico Savio (Diocesi di Latina), Via delle Arene, Terracina (LT), Italia – telefono cellulare (+39) 3478401736, e-mail: nizar.semaan@libero.it.

L’arcivescovo di Baghdad è un Carmelitano Scalzo, Mons. Jean Benjamin Sleiman, O.C.D., posta elettronica najiblat@uruklink.net


PREGHIERA DI GIOVANNI PAOLO II NEL GIORNO DI PASQUA

Resurrexit! Oggi Tu, Redentore dell’uomo, dal sepolcro ti ergi vittorioso per offrire anche a noi, turbati da tante ombre che incombono, il tuo augurio di gioia e di pace.

A Te, o Cristo, nostra vita e nostra guida, si volga chi è tentato dallo sconforto e dalla disperazione, per udire l’annuncio della speranza che non delude. In questo giorno del tuo trionfo sulla morte, l’umanità trovi in Te, o Signore, il coraggio di opporsi in modo solidale ai tanti mali che l’affliggono.

Trovi in particolare la forza di far fronte al disumano, e purtroppo dilagante, fenomeno del terrorismo, che nega la vita e rende torbida e insicura l’esistenza quotidiana di tanta gente laboriosa e pacifica.

La tua sapienza illumini gli uomini di buona volontà nel doveroso impegno contro questo flagello.

L’opera delle istituzioni nazionali e internazionali affretti il superamento delle presenti difficoltà e favorisca il progresso verso un’organizzazione più ordinata e pacifica del mondo.

Trovi conferma e sostegno l’azione dei responsabili per una soluzione soddisfacente dei persistenti conflitti, che insanguinano alcune regioni dell’Africa, l’Iraq e la Terra Santa.

Tu, primogenito di molti fratelli, fa’ che tutti coloro che si sentono figli di Abramo riscoprano la fraternità che li accomuna e li spinge a propositi di cooperazione e di pace.

Ascoltate voi tutti che avete a cuore il futuro dell’uomo! Ascoltate uomini e donne di buona volontà!

La tentazione della vendetta ceda il passo al coraggio del perdono; la cultura della vita e dell’amore renda vana la logica della morte; la fiducia torni a dar respiro alla vita dei popoli. Se unico è il nostro avvenire, è impegno e dovere di tutti costruirlo con paziente e solerte lungimiranza.


SOLTANTO TI CHIEDO, SIGNORE

In un tempo di guerra che non finisce, e che giorno dopo giorno diventa più disastrosa per l’Iraq, come per gli altri paesi, cresce la grande paura degli attentati terroristi, com’è avvenuto in Spagna. Per questo ci pare opportuno ricordare una canzone del compositore argentino Leon Gieco che ci aiuti a riflettere e pregare per la pace.

Leon Gieco scrisse la canzone "Solo le pido a Dios" ("Soltanto chiedo Iddio") in occasione de la guerra delle Malvine-Falkland con l’inutile distruzione di tante vite di giovani argentini in quella guerra. La cantante Mercedes Sosa, anch’essa argentina, l’internazionalizzò e di questa canzone commentò in un’intervista: "Sólo le pido a Dios, de León Gieco, è una canzone che non passerà mai di moda; è un tema di sempre e per sempre, ... con una poesia che tutti dobbiamo tenere molto presente, soprattutto quando dice: soltanto chiedo Iddio che la guerra non mi sia indifferente. – Nelle guerre tutto il mondo perde. Cosa che è avvenuta nelle Malvine, in Vietnam, in Iraq. Qualsiasi conflitto non ha vincitori, né vinti; tutti perdono".

SOLO LE PIDO A DIOS

(Questa canzone dice semplicemente: Soltanto ti chiedo, Signore, che non mi lasci indifferente alle sofferenze)

Soltanto ti chiedo, Signore che il dolore non mi lasci indifferente. Che la morte secca non mi trovi vuoto e solo senza aver fatto quanto basta.

Soltanto ti chiedo, Signore, che l’ingiustizia non mi lasci indifferente. Che non mi colpiscano l’altra guancia dopo che un artiglio mi abbia graffiato questa fronte

Soltanto ti chiedo, Signore, che la guerra non mi lasci indifferente. È un mostro grande e calpesta fortemente la povera innocenza della gente.

Soltanto ti chiedo, Signore, che l’inganno non mi lasci indifferente. Se un traditore può più che tanti, che questi tanti non dimentichino facilmente.

Soltanto ti chiedo, Signore, che il futuro non mi lasci indifferente. Esiliato è colui che deve marciare per vivere in una cultura diversa.


Nota finale: Nel mondo ci sono tante altre guerre in atto, crudeli quanto questa dell’Iraq che attira maggiore attenzione per il suo carattere mondiale. Nel prossimo Bollettino Titus Brandsma affronteremo le condizioni dell’Africa segnalando, come in questo numero, le possibilità di conoscere e aiuto concreto nelle situazioni specifiche.


AGENDA 2004:

14-18 Maggio – Incontro a Roma delle Superiore Religiose – in questo incontro si tratterà di argomenti di Giustizia e Pace.

22-23 Maggio – Incontro a Roma sull’ONG Carmelitana.

1-8 Ottobre – Incontro a Kinshasa (Congo) della Commissione Internazionale di Giustizia e Pace dell’Ordine.


 

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