n. 2   aprile - giugno 2004
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Per "fare" i Santi del Carmelo oggi

Forse uno dei più grandi contributi del nostro Ordine alla Chiesa è stato quello che uomini e donne hanno scelto di vivere una vita al Carmelo impregnata di così tanto fervore e doni singolari che la Chiesa ha riconosciuto ufficialmente la loro santità e li ha proclamati "santi".

Nelle ultime edizioni del CITOC sono stati pubblicati articoli sui processi di canonizzazione per Tito Brandsma, Maria Teresa Scrilli, Asunción Soler Gimeo e Barolomeo Xiberta. In questi articoli, noi esploriamo due dei nostri "modi specifici" di essere santi. Pubblichiamo inoltre un’intervista con uno dei responsabili della Famiglia Carmelitana che "fa" i santi, il Postulatore Generale, Felip Amenos. Ha fornito una relazione sui molti casi in esame e ve li offriamo con gioia.

Nei prossimi mesi si preparerà un sito web per l’ufficio di Postulatore Generale al fine di consentire a chiunque lo desideri di accedere a queste persone incredibili che hanno vissuto la nostra vita e il cui esempio è ancora vivo oggi con noi.

Madre Maria Crocifissa Curcio

L’Istituto delle Suore Carmelitane Missionarie di s. Teresa di Gesù Bambino che, a S. Marinella, sorge letteralmente a due passi dalla parrocchia del Carmelo, dividendolo da quest’ultima la via F. Odescalchi, quasi a formare con essa ‘un’isola carmelitana’, vanta il privilegio, o forse la responsabilità, di essere l’unica congregazione fondata nella diocesi di Porto S. Rufina, a S. Marinella, nell’anno 1925, dalla Serva di Dio Madre Maria Crocifissa Curcio. Ma la vicinanza con la parrocchia del Carmelo non è semplicemente una questione geografica, in quanto fu proprio il carmelitano P. Lorenzo van den Eerenbeemt a condurre per la prima volta M. Crocifissa in questo luogo.

Capitò che i due si fossero conosciuti da poco più di un anno (1924), per via di quei misteriosi e a volte umanamente inspiegabili piani della Provvidenza che realizza sempre in maniera originale e inaspettata i suoi disegni.

P. Lorenzo praticava la chiesetta bianca delle Vittorie, costruita qualche anno prima in riva al mare, dall’anno 1923 quando, soggiornando d’estate con i chierici carmelitani sul litorale di Ladispoli, gli fu chiesto di officiare in quella cappellina nel periodo estivo, per i pochi villeggianti romani che venivano a trascorrere le vacanze in questo lembo di costa laziale solitario e incontaminato; M. Crocifissa cercava da anni uno spazio, un luogo, un vescovo disponibile ad accogliere il carisma che portava dentro; S. Teresa di Gesù Bambino, con la sua canonizzazione (17 maggio 1925) fece il resto procurando l’incontro di entrambi; M. Crocifissa, infatti, salì a Roma per quell’occasione e il giorno dopo, (18 maggio 1925), con P. Lorenzo venne per la prima volta a S. Marinella. Qui, affascinata dalla vastità del mare, da un cielo tersissimo, come solo certe giornate di maggio sanno regalare, dalla serenità di una natura ancora inviolata, sentì di essere finalmente giunta all’approdo.

Questo in sintesi l’itinerario percorso, il resto è storia di croce, di sofferenze e lacrime senza numero per poter dar vita ad un unico ideale che aveva indissolubilmente unito i cuori di M. Crocifissa e P. Lorenzo: un Carmelo missionario aperto sul mondo, un Carmelo missionario pronto a chinarsi sulle sofferenze dell’uomo, in particolare di quella porzione di umanità fatta di piccoli, di gioventù abbandonata, moralmente e spiritualmente bisognosa.

Da questa attenzione prende vita dopo appena due anni (1927) una scuola materna per i figli del popolo e poi, laboratori di cucito, ricamo, iniziative di animazione per la formazione dei ragazzi e delle ragazze, catechesi per tutte le età, infiniti gesti di promozione umana, di carità discreta e silenziosa che hanno fatto pian piano germogliare attorno a questo polo carmelitano una comunità ecclesiale.

L’anima, il punto di riferimento, il cuore di questa contrada erano loro, M. Crocifissa e P. Lorenzo: una madre e un padre per i poveri, i piccoli, gli ultimi, per i figli di Dio più abbandonati.

Parallelamente cresceva anche la Congregazione Carmelitana: nel 1930 l’approvazione diocesana da parte del Vescovo della diocesi di Porto S. Rufina, S. E. il card. Tommaso Pio Boggiani; nel 1948, dopo varie aperture in Italia, la prima apertura missionaria all’estero: in Brasile, a Paracatu, nello stato di Minas Gerais. Nel 1963 l’Istituto riceveva l’approvazione pontificia e in seguito si sviluppava rapidamente con altre aperture missionarie: nel 1957 era stata la volta di Malta, nel 1968 il Canada, nel 1984 la Tanzania, nel 1987 le Filippine, nel 1996 la Romania.

Al di là delle opere, pure immense e lodevoli, realizzate da Madre Crocifissa proviamo tuttavia guardarla nella sua essenza più vera e luminosa, vale a dire come una donna con un’anima da povera, sullo stile dei poveri di Jawhé, perché solo a partire da ciò la si può veramente comprendere.

Ella ha vissuto e testimoniato il ‘culto del povero’, sapendo che i poveri sono possessori del Regno, sono «sacramento di Gesù», sono Gesù. I poveri che non hanno beni materiali. I poveri che non hanno i beni dell’anima. Questa eredità ci portiamo dentro oggi sforzandoci di avvicinarci con infinita delicatezza e tenerezza ai ‘nostri’ poveri, perché si è tali, non soltanto quando si è disoccupati o non si hanno mezzi per vivere, ma anche e soprattutto quando non si ha fede, quando non si ha conforto, quando non si ha più senso, non si ha pace.

C’è un episodio della prima giovinezza di Rosa Curcio, (non ancora M. Crocifissa) che è illuminante a riguardo. Aveva sí e no 18 anni e a Ispica, sua città natale, tra le tante povertà sulle quali andava gradualmente affacciandosi, contro ogni divieto dei familiari, del parroco e superando le chiacchiere della gente che non vedeva affatto di buon occhio certi atteggiamenti disdicevoli ad una ragazza di buona famiglia, aveva rivolto la sua attenzione e la sua carità ad una povera prostituta malata di sifilide, recandosi da lei ogni giorno per servirla, senza temerne il contagio. Rievocando questo particolare, a distanza di anni affermava: "Mi sembrava di vedere in quella povera infelice lo stesso Gesù piagato e sofferente, le avrei baciate quelle piaghe!". (Ricordi).

Nel nostro tempo, sull’esempio di M. Crocifissa e P. Lorenzo, continuiamo perciò ad impegnarci a tradurre in gesti concreti di carità l’amore di Dio per il suo popolo scegliendo ogni giorno di essere sorelle dei piccoli e dei giovani abbandonati, soli, in situazioni di disagio, sorelle delle famiglie in difficoltà o comunque disgregate, attente alla promozione umana e spirituale delle donne umiliate nella loro dignità, impegnate nel difficile compito della formazione e istruzione nell’ambito della scuola, nella collaborazione alla pastorale parrocchiale, la catechesi d’iniziazione ai sacramenti, l’avvicinamento degli adulti alla Parola di Dio attraverso la pratica della Lectio divina, l’animazione liturgica, l’attenzione ai bisogni del territorio.

"Io ero il granellino di senapa che doveva germogliare, diventare un grande albero e stendere i suoi rami in tutto il mondo": così aveva profetizzato un giorno lontano il Vescovo Blandini alla giovane Rosa Curcio. La profezia del granello di senapa continua a realizzarsi nella congregazione delle Suore Carmelitane Missionarie di S. Teresa del Gesù Bambino che si sforzano di incarnare nell’oggi della storia lo spirito e lo stile di M. Crocifissa e P. Lorenzo: Portare anime a Dio, questa è la nostra missione".

Sr M. Gloria Conti
Carm. Miss. STGB
S. Marinella, 30 gennaio 2004


La Causa di Canonizzazione del beato Nuno de Santa Maria Álvarez Pereira

Il 13 luglio 2003 è stato aperto il processo diocesano per esaminare la condotta di santità del beato Nuno Álvarez. Il beato Nuno è un eroe della nazione portoghese. Il processo è stato aperto per completare il decreto del 28 Maggio 1941 della Santa Sede che ha riaperto la casa, in seguito a un miracolo, per la canonizzazione.

Il processo diocesano è incaricato di raccogliere tutte le informazioni che dimostrino le virtù eroiche del beato Nuno attraverso dichiarazioni di santità e raccolta di tutti i documenti che abbiano qualche relazione con la causa. A tale scopo è stata nominata una commissione di esperti in storia e archivi per fornire un lavoro scientifico. Tutto questo si è realizzato a partire dal 13 luglio 2003 fino al 3 aprile 2004. I membri della commissione hanno lavorato con diligenza per non allungare ancora i tempi dall’antico decreto; perciò già nella prima sessione si sono proposti di incontrarsi due volte per settimana. Questo ha permesso che in così breve tempo si sia potuto disporre per la sessione di chiusura del processo con la partecipazione del Cardinal Patriarca del Portogallo.

Una volta chiuso il processo, si manderanno alla Congregazione per la Causa dei Santi due copie degli atti con tutta la documentazione per poter elaborare la "positio" (relazione), che sarà poi esaminata e studiata da esperti in storia, nominati dalla stessa Congregazione.

Tutto questo non sarà sufficiente per la canonizzazione del Beato Nuño finché non sarà effettuato uno studio sul presunto miracolo. Dobbiamo confidare che i suoi devoti accorrano per le loro necessità al Beato Nuño, perché il Signore conceda il favore del miracolo. Prima di celebrare il processo sul miracolo che sarà posto alla considerazione del Congresso medico, se il suo voto sarà favorevole, passerà alla Commissione Teologica che provvederà per parte sua a studiare il tutto e ad inoltrarlo al Concistoro dei Cardinali perché il Papa, se lo riterrà opportuno, possa concedere il decreto di canonizzazione solenne.

Speriamo che le tappe future possano essere compiute con celerità. Dio sa.

La conclusione del processo sulla condotta di santità del Beato Nuno è stata tenuta il 3 aprile nella parrocchia del Beato Nuno e S. Condestabily a Lisbona.


Il Creatore dei Santi

Fr Felipe Amenós i Bonet è stato nominato Postulatore Generale nel 1996, incarico a lui connaturale per sua bianca barba bianca e il suo abituale modo di porsi nel suo abito carmelitano. Occhi vivaci e allegra risata, quando richiesto, volentieri si racconta parlando dei suoi giorni vissuti come pastore in Sudamerica o della sua ultima avventura romana. Ma il suo vero amore emerge quando con grande passione parla dei Santi, dei Beati e dei Servi di Dio. È incaricato di promuovere le Cause dei Santi del nostro Ordine.

Come sta andando il suo lavoro di Procuratore Generale?

Il lavoro da fare è molto, ma posso dire che va bene. Credo sia impegno della Chiesa portare sugli altari i suoi membri santi. Come ha affermato il Papa Giovanni Paolo II: "Non lasci alcun martire senza il riconoscimento della sua santità"…ma questo non significa inoltrare un processo per ognuno. È sicuramente un richiamo a conoscere e imparare dalla loro vita.

Qual è il valore di questi processi per la Chiesa?

Per noi come religiosi la beatificazione è l’approvazione del culto per una persona specifica. Stessa cosa per una parrocchia, una diocesi, ecc. Significa esaminare le virtù della persona e per tutta la Chiesa universale. Per il popolo significa offrire un culto pubblico alla persona. Li vede come modelli per seguire Cristo più radicalmente. La gente ha piacere di vederci deboli forse, con i difetti, ma persone che si sono impegnate a seguire Cristo.

L’enfasi sembra accentuarsi sul fare santi i religiosi invece di promuovere le cause dei laici.

È vero. Nessuno sta portando avanti le cause dei laici. Una volta un Provinciale mi ha chiesto spiegazione a

riguardo e io ho risposto: "Voi dovete presentare le persone delle vostre parrocchie, dei vostri centri di ritiro, i vostri gruppi laici carmelitani. Altrimenti chi potrà conoscere queste persone se nessuno le porta avanti!"

Le cause per i religiosi vanno avanti perché è la Comunità che le sostiene. Le Comunità religiose non stanno portando avanti le cause dei laici nello stesso senso.

Dove sono le cause delle persone sposate? Non avete sentito parlare di quante persone sono state esaminate dalla Chiesa?

Il Papa ha parlato di questo nella sua lettera Tertio millennio adveniente. Lui dice che la Chiesa deve impegnarsi di più nel riconoscere le virtù eroiche di uomini e donne che hanno realizzato la loro vocazione cristiana nel matrimonio. Ci sono laici, persone sposate, che meritano di essere canonizzata. E il Papa spinge i postulatori a promuovere le Cause dei laici. E questa è la realtà delle diocesi di tutto il mondo: la responsabilità di individuare i membri della Chiesa locale e di promuovere la loro Causa.

Questo Papa ha beatificato oltre milletrecento e canonizzato più  quattrocentosettanta persone, più di tutti i Papi precedenti insieme. È buono questo?

La preferenza del Papa è di promuovere le Cause dei laici e altri nei paesi che non hanno santi. Nella sua Lettera sul Terzo Millennio emerge chiaramente la sua convinzione che il gran numero di canonizzazioni e beatificazioni sia un segno della vitalità delle Chiese locali.

Ma questo Papa sta beneficando di alcuni cambiamenti operati da Paolo VI che ha riorganizzato le cose. È stato infatti il Papa Montini a iniziare una Scuola per Postulatori che rendesse le persone capaci di ricerca scientifica. Cosa che è diventata ora normale iter per coloro che lavorano in questo campo e riescono a promuovere le Cause attraverso le varie tappe e a portarle a compimento.

Come è nata questa prassi di canonizzazione?

Inizialmente nella Chiesa i martiri sono stati riconosciuti a motivo del loro ultimo sacrificio e atto di amore per Cristo. Il popolo spontaneamente si recava alle loro tombe. Chiesero poi al Papa di costruire una Cappella per trasferirvi il corpo. Già al tempo di Clemente (88-91) esisteva un certo riconoscimento ufficiale dei martiri.

Ma oggi il sistema è molto più elaborato e complesso.

Sì. Quando cessó la persecuzione dei cristiani, i credenti furono riconosciuti tali per la fermezza della defe, il lavoro apostolico o gli scritti. Questi sono diventati i "confessori". Così vediamo nel VI secolo una dichiarazione, letta precedentemente dal Vescovo, sulle virtú e sui miracoli attribuiti a una persona. Chi misurava il tempo era la "vox popoli" (voce del popolo) e l’avanzamento della Causa era determinata dalla popolarità della persona. Semmai c’era poca ricerca scientifica.

Intorno al XII secolo il processo fu riservato al Papa. Innocenzo IV per la prima volta offre una definizione di canonizzazione e dice: "Soltanto il Papa può canonizzare". Le sue motivazioni: dal momento che i santi venerati da tutti i fedeli, chi ha autorità su tutta la cristianità è solo il Papa.

Sono sicuro che si sono avuti dei cambiamenti da allora.

Certamente. Urbano VIII (1625) ha introdotto delle riforme radicali – circa sessantatre pagine – per dare maggiore credibilità al processo. Si richiedeva una ricerca di cento anni di culto prima che un caso fosse portato avanti.

Ma cambiamenti si sono avuti anche ai nostri giorni. Paolo VI nel documento Sanctitas Clarior (1969) ha operato altre riforme in modo tale da ridurre il processo. Essendo molte le cause da portare avanti ha fondato la Congregazione per le Cause dei Santi mentre in precedenza di esse si occupava la Congregazione dei Riti. Il tempo attualmente si è di molto ridotto ed è di gran lunga più scientifico.

Come mai la Causa di Tito Brandsma è ferma?

Attendiamo un miracolo, letteralmente parlando. È necessario continuare a pregare per ottenere la sua intercessione. Questo è l’unica cosa che resta da fare per andare avanti.

Ho imparato molto dall’esperienza del miracolo che era stato proposto. Dovremo essere più attenti la prossima volta. Ho avuto diverse conversazioni con gli ufficiali riguardo al presunto miracolo di Chicago e si è deciso che forse non è opportuno andare avanti ancora con questo.

Perché è così importante per noi la sua Causa?

Alla Messa di Thanksgiving per i Martiri Polacchi, l’omelia ha trattato dei martiri del XX secolo. Ha iniziato con Tito Brandsma, poi ha nominato Edith Stein. Quindi ha menzionato p. Kolbe. Ci chiediamo perché Brandsma non è stato ancora fatto santo. La gente sa che santo che lo è già.


Stato delle Cause per la Canonizzazione


A) Cause dei "Beati" presso la Congregazione

1. Nuño Alvarez Pereira

2. Tito Brandsma

3. Isidoro Bakanja

4. Jacques Retouret

5. Hilarius Januszewski

B) Cause dei "Venerabili" presso la Congregazione

1. Angelo Paoli

C) Cause dei "Servi di Dio" presso la Congregazione

1. Liberata Ferrarons Vives

2. Angel Mª Prat Hostech e compagni martiri

3. Maria Crocifissa Curcio

4. Maria Teresa Scrilli

5. otto Carmelitane Martiri di Castiglia

6. Madre Candelaria di San José

7. Carmelo Moyano Linares e Compagni Martiri

8. Elisea Oliver

9 Bartolomeo Fanti Mª Xiberta Roqueta

10. Miguel Serra Sucarrats e Compagni (Martiri della Provincia Arago-Valentina)

11. Gabriel Paolino Bueno Couto

12. Maria Israel Bogotá Baquero

13. Arcángela Badosa Cuatrecasas

D) Cause dei Processi Diocesani

a) da più di trent’anni

1. Miguel de la Fuente

b) recenti

1. Madre Angelina Teresa

2. Maria Maddalena Mazzoni

3. María Asunción Soler Gimeno

4. Alois Ehrlich

5. M. Ellerker del SS.mo Sacramento

E) Cause di "Beati" con la Data del Decreto di Approvazione del Culto
            
(‡ = rimossi dal calendario)

1) Luigi Rabatà, Decreto di approvazione del culto 10-XII-1841

2) Battista Mantovani, Decreto di approvazione del culto 17-XII-1885

3) Bartolomeo Fanti, Decreto di approvazione del culto 18-III-1909.

4) Jacobino de Canepaciis (‡), Decreto di approvazione del culto 5-III-1845

5) Giovanna Scopelli, Decreto di approvazione del culto 24-VIII-1771

6) Giovanna di Tolosa (‡), Decreto di approvazione del culto 11-II-1895

7) Giovanni Soret, Decreto di approvazione del culto 3-V-1866

8) Luigi Morbioli (‡), Decreto di approvazione del culto 24-X-1842

9) Romeo, (‡) Decreto di approvazione del culto 29-IV-1842

F) Cause che sono state presentate da più di cinquant’anni

1. Stefano Pelosio

2. Martinian Pannetier

3. Carmela de Sojo y de Anguera

4. Salvador Pagnani

G) Cause che richiedono una risposta ulteriore

1. John Dominic Lucchesi

2. Girolamo Terzo

2. Rosemary Serio

3. Seraphina di Dio

H) Cause da inoltrare

1. Josefina Köning

2. Juan Brüner

I) Cause che sono state prese in considerazione

a) contemporanee

1. Santos Franco Sánchez

2. Ramón Montero Navarro

3. Amata Cerretelli. T.O.C.

4. Vescovo Joaquin Oldus

6. Bautista Blenke

7. Lorenzo van den Eerenbeemt

8. Johannes Brenninger

b) altre possibilità

1. Giovanni di San Sansone

2. Michele di Sant’Agostino

3. Maria Petitt

4. Domenico di S. Alberto

5. Mauro di Gesù Bambino


 

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